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Pinze dimenticate nell'addome, l'esperto: "Una svista grave"

  • Postato il 10 maggio 2026
  • Cronaca
  • Di Agi.it
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  • 2 min di lettura
Pinze dimenticate nell'addome, l'esperto: "Una svista grave"
Pinze dimenticate nell'addome, l'esperto: "Una svista grave"

AGI - Dolori insopportabili ai quali ha dovuto resistere per mesi, fino a quando una tac non ha rivelato una causa impensabile. Una donna di 53 anni di Casandrino, in provincia di Napoli, dall'ottobre dello scorso anno ha avuto nell'addome le pinze chirurgiche che sono state "dimenticate" durante un intervento di addominoplastica eseguito in una clinica di Napoli.

Dopo l’operazione, la paziente avrebbe iniziato ad accusare forti dolori, malori e perdita di coscienza. Inizialmente i sintomi sarebbero stati attribuiti a normali conseguenze post operatorie. Una volta scoperto l'arcano la 53enne, che risiede nel Piacentino, si è rivolta alla polizia e ha denunciato il chirurgo che l'ha operata. Nei prossimi giorni sarà sottoposta a un intervento per la rimozione delle pinze.

I numeri della chirurgia estetica in Italia

“In Italia gli interventi di chirurgia estetica vengono eseguiti ogni giorno con numeri molto elevati. Secondo i dati della Società Internazionale di Chirurgia Estetica, nel 2024 sono stati effettuati circa 27 mila interventi di addominoplastica” spiega Roberto Valeriani, specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica e docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Internazionale UniCamillus di Roma. "La tutela della salute del paziente rappresenta la priorità assoluta attraverso linee guida rigorose, protocolli di sicurezza e controlli eseguiti sia prima sia al termine dell’intervento”. 

 

 

Secondo il professore, quanto accaduto sembrerebbe riconducibile a "una grave svista, certamente importante e da non sottovalutare, ma che, fortunatamente, non ha avuto azioni letali per la paziente”.

L’errore umano e la responsabilità medica

Il professor Valeriani invita però a non generalizzare: “L’errore umano può esistere anche in ambito sanitario, ma non si può trasformare un episodio isolato in una condanna verso un’intera categoria professionale”.

“Parliamo di casi estremamente rari - conclude il Valeriani - che proprio per la loro eccezionalità generano un forte impatto mediatico. Tuttavia, questa attenzione rischia di oscurare il grande lavoro che la chirurgia plastica sta portando avanti da anni per aumentare sempre di più gli standard di sicurezza, migliorare i protocollo e garantire ai pazienti interventi sempre più controllati e sicuri”.

 

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Autore
Agi.it

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