Pinerolo, al Pronto Soccorso un percorso dedicato ai pazienti con disturbi psichiatrici lievi
- Postato il 7 giugno 2026
- Salute
- Di Quotidiano Piemontese
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PINEROLO – Un nuovo modello organizzativo per garantire risposte più rapide ai cittadini e alleggerire il carico del Pronto Soccorso. È stato attivato nelle scorse settimane al Dea di Pinerolo un innovativo percorso breve dedicato alle persone con patologie psichiatriche minori già seguite dai Centri di Salute Mentale territoriali.
Si tratta di un’esperienza pressoché unica nel panorama sanitario italiano. Fatta eccezione per una realtà specialistica presente a Bolzano, dove psichiatra e infermiere dedicato operano direttamente all’interno del Pronto Soccorso, il progetto dell’Asl To3 rappresenta infatti un modello innovativo di integrazione tra servizi di emergenza e salute mentale.
Come funziona il nuovo percorso
Il servizio è rivolto ai cittadini che si presentano al Pronto Soccorso con problematiche psichiatriche considerate di minore complessità clinica e ai quali viene assegnato un codice di priorità verde o azzurro.
In questi casi, l’infermiere di triage contatta direttamente lo specialista psichiatra, che prende in carico il paziente fin dall’ingresso nella struttura. Lo specialista segue l’intero iter assistenziale: dalla valutazione iniziale all’eventuale osservazione breve intensiva, fino al ricovero o alla dimissione.
L’obiettivo è offrire una risposta più tempestiva e appropriata a chi necessita di un intervento prevalentemente specialistico, evitando attese inutili e percorsi complessi.
Un lavoro di squadra tra emergenza e salute mentale
Il nuovo assetto organizzativo nasce da un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da Marina Civita, direttore della Medicina e Chirurgia d’Urgenza e Accettazione, Daniela Caporale, responsabile del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, Elena Mana, coordinatrice del Pronto Soccorso, insieme ai medici d’urgenza Giulietta Griot e Alessandra Muller e all’infermiera Barbara Chiaberto.
La collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale e Patologie delle Dipendenze nel Ciclo di Vita e il Dipartimento di Emergenza ha permesso di sviluppare un percorso che punta sia a migliorare l’assistenza ai pazienti sia a rendere più efficiente l’organizzazione del Pronto Soccorso.
Ridurre attese e sovraffollamento
Secondo i dati nazionali del Sistema Informativo per la Salute Mentale (SISM) del Ministero della Salute, gli accessi ai Pronto Soccorso per problematiche psichiatriche rappresentano circa il 3% del totale e mostrano una sostanziale stabilità nel tempo.
Non tutti questi casi, però, richiedono una gestione integrata tra medicina d’urgenza e psichiatria. Una quota significativa riguarda infatti situazioni a bassa complessità clinica che possono beneficiare di una presa in carico specialistica immediata.
Il nuovo percorso nasce proprio per rispondere a questa esigenza: ridurre i tempi di attesa per i pazienti con fragilità psichiche e, contemporaneamente, contribuire a diminuire il sovraffollamento del Pronto Soccorso, migliorando l’efficienza complessiva del servizio.
La Valle: «Risposta più rapida e migliore qualità del servizio»
«È noto che tempi di attesa prolungati possono generare in chi aspetta sentimenti di inquietudine, frustrazione e insoddisfazione, a volte associati a stati di agitazione o comportamenti aggressivi e violenti, che rischiano di esporre gli operatori sanitari a condizioni di stress o di minare la sicurezza del luogo di cura. Nelle persone con fragilità l’attesa in Pronto Soccorso può risultare più complessa», sottolinea il direttore generale dell’Asl To3, Giovanni La Valle.
«La sinergia tra servizi per ideare nuovi percorsi dedicati al fine di dare una migliore e tempestiva risposta ai bisogni di salute del cittadino e, in particolare, ai pazienti con problematiche psichiatriche minori, rappresenta una modalità organizzativa basata sulla condivisione nella gestione dei percorsi in Pronto Soccorso».
Secondo La Valle, il progetto assume un valore ancora maggiore in un contesto in cui i disturbi psichici sono in crescita nel Paese. «Questa scelta organizzativa punta a migliorare la qualità del servizio erogato in Pronto Soccorso a tutta l’utenza, perché consente contemporaneamente di dare una risposta rapida a chi presenta problematiche molto specifiche ma lievi e di ridurre l’attesa per tutti gli altri pazienti».
Un’iniziativa che punta dunque a coniugare efficienza, appropriatezza delle cure e umanizzazione dell’assistenza, con particolare attenzione alle persone più fragili.
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