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Pietralata, bimba disabile, madre e padre morti. Suicidio? Ipotesi-choc: chi ha sparato

  • Postato il 4 settembre 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 3 min di lettura
In sintesi

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Pietralata, bimba disabile, madre e padre morti. Suicidio? Ipotesi-choc: chi ha sparato
Pietralata, bimba disabile, madre e padre morti. Suicidio? Ipotesi-choc: chi ha sparato

Tre colpi d'arma da fuoco sparati alla testa che hanno causato la morte dell'intero nucleo familiare. Sono questi i primi risultati dell'autopsia svolta sulla famiglia di Pietralata, a Roma, dove ha perso la vita una intera famiglia, compresa la bambina di 5 anni affetta da disabilità dalla nascita.

Secondo i primi esiti dell'esame autoptico dell'equipe medica della Sapienza coordinata dal professore Vittorio Fineschi, con ogni probabilità, a esplodere i colpi è stato Luca Abbasciano, anche se non si può escludere un coinvolgimento della moglie Valentina Pambianco. Nella villetta sono stati effettuati prelievi biologici e tossicologici i cui risultati saranno resi noti nei prossimi giorni. L'ipotesi, terribile, è che a tenere in pugno la pistola e a sparare alla figlia siano stati insieme mamma e papà, in preda a una disperazione ormai irrimediabile. 

 

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Resta infatti ancora tutta da chiarire la dinamica dell'omicidio-suicidio. Secondo quanto ha appreso l'agenzia LaPresse dai primi risultati dell'autopsia realizzata dai medici legali della Sapienza di Roma, coordinati dal professor Vittorio Fineschi, se in un primo momento si era ipotizzato un ruolo unico del padre, questo tipo di conclusione ai sanitari appare prematura. Visto che non ci sono reperti univoci, bisognerà attendere l'esito di ulteriori analisi per cui ci vorrà, a quanto si apprende, ancora "qualche giorno".

 

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La situazione sarà chiara solo dopo quello che emergerà dall'esame balistico e soprattutto da quello tossicologico. Questo permetterà di chiarire se la bambina dormisse al momento degli spari, ma anche se la madre fosse o meno cosciente. Si tratterà di esami importanti anche per gli investigatori. Anche i biglietti d'addio lasciati in casa, che avvalorerebbero la tesi di una difficoltà economica insostenibile a seguito dei costi delle cure sperimentali per la bimba, sono firmati da entrambi i genitori ma la calligrafia potrebbe essere di uno solo dei due. 

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Autore
Libero Quotidiano

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