Pietracatella, Massimo Bassetti: "Di Vita, perché non si trova la ricina nel suo sangue"
- Postato il 22 aprile 2026
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- Di Libero Quotidiano
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Pietracatella, Massimo Bassetti: "Di Vita, perché non si trova la ricina nel suo sangue"
Matteo Bassetti tenta di dare risposte sul giallo di Pietracatella. In questi giorni la domanda è una: perché Antonella di Ielsi e Sara Di Vita sono risultate positive alla ricina, mentre Gianni Di Vita no? Il marito e padre delle due vittime ha detto di aver accusato sintomi simili dopo aver cenato nei giorni di Natale. Ad aggiungersi a questo un audio di una dottoressa in cui affermava che l'uomo aveva più di 112 mila piastrine e la bilirubina alta. Eppure della sostanza velenosa negli esami neanche l'ombra. Perché? "Per inserire ricina all’interno delle cozze - spiega Bassetti a Dentro la Notizia - sarebbe stato necessario l’intervento di qualcuno nella cucina o nel ristorante. Inoltre, se il veleno fosse arrivato tramite le cozze, non sarebbero state colpite soltanto queste due persona".
Per l'infettivologo "il problema è questo: come si può introdurre la ricina negli alimenti per avvelenare qualcuno? Fondamentalmente potrebbe essere stata inserita direttamente nel cibo. La ricina uccide attraverso tre modalità: ingestione, iniezione nel sangue oppure inalazione. Quindi anche l’inalazione può rappresentare un possibile veicolo. Diciamo che un medico può rilevare solo un’alterazione degli esami del sangue. In questo caso, ho sentito che c’erano transaminasi alte, cioè valori legati alla funzionalità epatica. Per verificare la presenza della ricina nel sangue servono esami molto specifici. Tuttavia, la ricina scompare molto rapidamente: se gli esami non vengono effettuati subito, potrebbe non essere più rilevabile".
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Solitamente, conclude Bassetti, "dopo tre giorni è già scomparsa, ma spesso anche molto prima: parliamo di minuti. Ha un’emivita molto breve e un metabolismo rapido, quindi viene eliminata velocemente. Per questo è fondamentale analizzare i campioni prelevati al momento dell’arrivo in ospedale; altrimenti, la sostanza potrebbe non essere più individuabile". La sua ipotesi? "Potrebbe essere successo che qualcuno abbia manipolato la ricina e ne abbia assunto una quantità non sufficiente a uccidere, magari per inalazione. Una dose minore potrebbe comunque causare sintomi, come l’aumento delle transaminasi e quindi una tossicità a livello epatico, senza risultare letale".
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