Pier Luigi Bersani diventa attore e convince il ‘figlio’ a non farsi tentare da un neofascista: lo spettacolo ‘Basta poco’ di Antonio Cornacchione
- Postato il 2 aprile 2025
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Pier Luigi Bersani diventa attore. L’ex segretario del Partito Democratico sarà uno dei protagonisti del nuovo spettacolo di Antonio Cornacchione, “Basta poco” andrà in scena al Teatro Leonardo di Milano dal 3 al 13 aprile. Per il politico di Bettola un ruolo da guest star. Il protagonista è Palmiro, interpretato da Cornacchione, un tipografo di sinistra sull’orlo del fallimento. Vive da anni in una casa intestata a uno dei genitori deceduti con la sua dipendente, una donna ungherese di cui è segretamente innamorato e a cui offre ospitalità al posto del Tfr che le spetterebbe.
La sua storia di sinistra viene messa in crisi quando viene sfrattato e la sua casa viene assegnata ad una famiglia rom. Si sente tradito dalla sua parte politica e viene tentato da un neofascista che vorrebbe spingerlo a rinnegare i propri ideali per conservare l’appartamento. Qui appare il fantasma del padre di Palmiro, interpretato appunto in un video da Pier Luigi Bersani. Il Bersani attore lo richiama alla sua identità, lo sprona a non venire meno ai suoi principi. Nel cast dello spettacolo anche Giovanni Storti e Pino Quartullo. “Mi sono prestato per simpatia e perché, sotto le risate, si legge una questione sociale seria. Nel farlo mi sono davvero divertito”, ha raccontato al Corriere della Sera l’ex segretario Pd. Incontro nato dopo una telefonata di Cornacchione: “‘Non so se si ricorda di me: mi chiamo Antonio Cornacchione e sono un attore’. Certo che mi ricordo”.
“La cosa incredibile è che Bersani abbia accettato – ha raccontato l’attore a Il Giorno – lui è un patrimonio universale della politica, uno da cui compreresti davvero un’auto usata. Tra l’altro mi ha detto che da giovane ha fatto teatro e infatti è stato bravissimo”. Nel 2023 Bersani aveva partecipato al cortometraggio dal titolo “Coupon” di Agostino Ferrante, sette ruoli in dieci minuti: dal salumiere allo scaricatore di frutta, dal cassiere con i baffi neri al prete. Aveva promesso che sarebbe stata l’ultima volta: “Vi assicuro che non farò l’attore. L’ho fatto perché penso che l’autoironia sia un meccanismo di salute mentale da consigliare anche ai miei colleghi. E poi mi è piaciuta l’idea di questo film che credo rappresenti in qualche modo la realtà”. Bersani ci ha ripensato, Cornacchione gli ha fatto cambiare idea.
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