Piatti vede Sinner e Panatta e si emoziona: “Adriano mi propose di costruire nuovi giocatori. Poi è arrivato Jann e uno dei miei due sogni si è avverato”
- Postato il 19 maggio 2026
- Tennis
- Di Il Fatto Quotidiano
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“Vedervi ieri insieme è stato per me particolarmente emozionante“. Comincia così il messaggio social di Riccardo Piatti, ex coach di Sinner per tantissimi anni, fino al 2022, per lo stesso Jannik Sinner e per Adriano Panatta dopo il successo a Roma del numero uno del mondo, 50 anni dopo quello di Panatta, ultimo italiano a vincere al Foro Italico. Piatti è uno dei coach tennistici italiani più rinomati e per ben otto anni ha allenato Sinner, fino al suo ingresso in top 10. Ed è senza dubbio tra le figure professionali che conosce meglio Sinner, ma anche Adriano Panatta.
“Grazie ad Adriano ho iniziato a giocare a tennis e ad amare questo sport: nel 1984 Adriano, insieme ad Angelo Bartoni e a Tonino Rasicci, mi aveva proposto di lavorare per il settore tecnico per cercare e costruire nuovi giocatori. Il mio sogno era che uno di questi giocatori che avrei allenato potesse vincere Roma e Parigi dove lui aveva fatto la storia del nostro tennis“, ha rivelato Piatti. Uno dei due sogni si è avverato e a vincere è stato proprio Sinner, che a Roma ha anche completato il Career Golden Masters. “E poi è arrivato Jann, che ho avuto la fortuna di veder crescere da vicino e che continua a crescere scrivendo la storia del tennis italiano. Vederli insieme è stato bello. Bravo Jann e bravo il tuo team”.
E a Parigi, per Sinner, ci sarà un altro – l’ennesimo – appuntamento con la storia: il Roland Garros è l’ultimo slam che gli manca in bacheca. Un’eventuale trionfo significherebbe completare a 25 anni anche il Careed Grand Slam. E permetterebbe a Piatti di realizzare un altro sogno. Spero di rivedere questo abbraccio tra qualche settimana al RG. I sogni, a volte, si avverano“.
Piatti ha parlato di Sinner anche in “La nuova alba del tennis”, un documentario di Hbo Max e Discovery+ che racconta la rivalità tra l’azzurro e Carlos Alcaraz: “Ha avuto tante persone che l’hanno aiutato nella sua crescita. Io sono quella persona a cui lui in quel periodo credeva perché avevo esperienza, avevo viste cose in lui, potevo incuriosire il suo percorso e chiaramente lui, avendo questa priorità, sapeva che io potevo essere positivo per la sua carriera. La sua priorità era la mia conoscenza ed è riuscito a prendere ciò che io gli potevo dare in quel momento. Poi ha incontrato altre persone che l’hanno aiutato a essere quello che è adesso.
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