Piano di Emergenza Esterno Meridionale Petroli: cosa prevede il documento per Vibo Marina
- Postato il 3 giugno 2026
- Notizie
- Di Quotidiano del Sud
- 0 Visualizzazioni
- 8 min di lettura
Il Quotidiano del Sud
Piano di Emergenza Esterno Meridionale Petroli: cosa prevede il documento per Vibo Marina
Il Piano di Emergenza Esterno (PEE) predisposto dalla Prefettura di Vibo Valentia disciplina le procedure operative da attuare in caso di incidente rilevante presso il deposito costiero della Meridionale Petroli, situato nell’area portuale di Vibo Marina. Ecco cosa avverrebbe in caso di scenari emergenziali
VIBO VALENTIA – Sono sostanziali le novità contenute nel Piano di Emergenza Esterno (Pee) predisposto dalla Prefettura di Vibo Valentia che disciplina le procedure operative da attuare in caso di incidente rilevante presso il deposito costiero della Meridionale Petroli, situato nell’area portuale di Vibo Marina. Il documento, aggiornato a maggio scorso, definisce scenari di rischio, misure di protezione della popolazione, modalità di intervento dei soccorsi e organizzazione della viabilità in caso di emergenza.
LE SOSTANZE PRESENTI NEL DEPOSITO AL PORTO DI VIBO
Lo stabilimento rientra tra quelli soggetti alla normativa Seveso per la presenza di ingenti quantitativi di benzina e gasolio. Nel deposito risultano stoccate circa 3.247 tonnellate di benzina e 20.986 tonnellate di gasolio. Il piano evidenzia come la benzina presenti elevata volatilità e possa generare vapori facilmente infiammabili. In caso di sversamento o perdita, il rischio principale è rappresentato dalla formazione di nubi infiammabili che possono incendiarsi o esplodere in presenza di una fonte di innesco.
I POSSIBILI SCENARI INCIDENTALI CONSIDERATI NEL PIANO
L’analisi del rischio prende in esame diverse ipotesi di incidente, tra cui rilasci accidentali di carburante dalle linee di trasferimento; perdite dai serbatoi di stoccaggio; incendi localizzati sui serbatoi; incendi da nube infiammabile (flash fire); possibili effetti derivanti da esplosioni e irraggiamento termico.
Secondo il documento, gli scenari di danno più significativi rimangono confinati all’interno dello stabilimento o nelle immediate vicinanze. Per questo motivo sono state individuate tre aree di pianificazione.
LE TRE ZONE DI PIANIFICAZIONE
Il PEE distingue una zona di sicuro impatto coincidente sostanzialmente con l’interno dello stabilimento per un raggio massimo di circa 24 metri; una zona di danno che interessa le aree immediatamente esterne agli impianti per un raggio massimo di circa 32 metri e infine una zona di attenzione estesa fino a 500 metri dal deposito che è l’area all’interno della quale vengono pianificate le misure di protezione della popolazione e l’organizzazione dei soccorsi.
LE ATTIVITà E STRUTTURE PRESENTI NELLA ZONA
Nel raggio di 500 metri dal deposito sono censite numerose attività commerciali, turistiche e istituzionali nonché una spiaggia libera e quelle private di ben tre lidi balneari. Tra queste figurano Capitaneria di Porto; Autorità Portuale; hotel, ristoranti e stabilimenti balneari; officine nautiche e attività legate al porto; farmacia e servizi commerciali. Il piano stima la presenza di centinaia di persone tra residenti, lavoratori, utenti delle strutture ricettive e frequentatori dei lidi, con una significativa crescita durante la stagione estiva.
LA NUOVA VIABILITà SU VIA VESPUCCI
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda via Amerigo Vespucci che costeggia la spiaggia libera e dei tre lidi da un lato e lo stabilimento dall’altro. Per garantire l’accesso rapido dei mezzi di soccorso è prevista una corsia di emergenza riservata esclusivamente a Vigili del Fuoco, ambulanze e altri mezzi operativi. La corsia sarà delimitata da cordoli e dissuasori e si estenderà dall’uscita delle autobotti della Meridionale Petroli fino all’area portuale. La restante carreggiata sarà utilizzata per il traffico ordinario e per i mezzi in uscita dall’area industriale, con regolazione mediante impianto semaforico a senso unico alternato. Il Comune dovrà garantirne la costante percorribilità.
I SISTEMI DI SICUREZZA DEL DEPOSITO
Il piano descrive un articolato sistema di prevenzione costituito da sensori per la rilevazione di gas infiammabili; sensori antincendio e rilevatori di fiamma; sistemi automatici di blocco delle tubazioni; valvole di sicurezza; bacini di contenimento per i serbatoi; impianti automatici a schiuma e acqua; serbatoi dedicati all’antincendio; videosorveglianza con 42 telecamere.
Tra le dotazioni risultano inoltre numerosi idranti, monitori antincendio, estintori e riserve di liquido schiumogeno per il contenimento degli incendi di carburanti.
COME SCATTA L’ALLARME
In caso di incidente il sistema prevede diversi livelli di attivazione. Il primo è quello di attenzione che concerne il verificarsi di un evento senza effetti esterni ma potenzialmente percepibile dalla popolazione, ad esempio presenza di fumo, rumori o piccoli rilasci. In questa fase è prevista principalmente l’informazione ai cittadini.
Preallarme: la situazione che richiede il monitoraggio delle autorità e l’attivazione preventiva delle strutture operative.
Allarme: si attiva quando l’incidente può avere effetti all’esterno dello stabilimento. In questo caso entra in funzione l’intero Piano di Emergenza Esterno.
Sirene e IT-Alert: Il piano prevede l’utilizzo delle sirene dello stabilimento con segnali differenziati per emergenza generale, evacuazione e prove periodiche. La prova della sirena è prevista il primo lunedì di ogni mese.
In caso di preallarme o allarme, la Prefettura può inoltre richiedere l’attivazione del sistema nazionale IT-Alert, che invia un messaggio direttamente ai telefoni cellulari presenti entro un raggio di circa due chilometri dal deposito.
COSA DEVONO FARE I CITTADINI
In caso di emergenza con rilascio di sostanze infiammabili o incendio, il piano redatto dalla Prefettura di Vibo prevede precise misure di autoprotezione: rimanere al chiuso; chiudere porte e finestre; spegnere impianti di riscaldamento e condizionamento; evitare qualsiasi fiamma libera; non fumare; interrompere l’alimentazione elettrica se richiesto; seguire esclusivamente le indicazioni delle autorità.
LE STRADE A RISCHIO CHIUSURA IN CASO DI EMERGENZA
Quando scatta l’emergenza, in fase di allarme possono essere interdetti al traffico diverse strade di Vibo Marina: Viale delle Industrie (area portuale); Via Amerigo Vespucci; Via Pistoia; Via Molo; Via Gorizia; Via Roma; Via Vincenzo Cortese; Via Lombardia; Via Cristoforo Colombo; Via Michele Bianchi e Via Toscana. Sono inoltre previsti sette cancelli e posti di blocco per isolare rapidamente l’area e consentire l’accesso esclusivo ai soccorritori.
L’ORGANIZZAZIONE DEI SOCCORSI
Il coordinamento generale dell’emergenza è affidato alla Prefettura attraverso il Centro Coordinamento Soccorsi (Ccs); sul posto opererà invece un Posto di Comando Avanzato (PCA), individuato nei pressi del distaccamento nautico dei Vigili del Fuoco di Vibo Marina, in via Vespucci, a circa 200 metri dal deposito. Nella stessa area verrà attivato anche il Posto Medico Avanzato per la gestione sanitaria dell’emergenza.
LE AREE SENSIBILI CENSITE NEL RAGGIO DI 500 METRI
Il documento individua numerosi punti particolarmente sensibili presenti nella cosiddetta “zona di attenzione”. Oltre alle attività portuali e commerciali, vengono censiti alberghi, strutture ricettive, stabilimenti balneari, esercizi pubblici, uffici, attività industriali e la stazione ferroviaria di Vibo Marina. Durante la stagione estiva la presenza di turisti e frequentatori del lungomare determina un notevole incremento della popolazione potenzialmente esposta agli effetti di un’emergenza.
SIMULAZIONI E PROVE DI EMERGENZA
Il Piano prevede periodiche esercitazioni per verificare l’efficacia delle procedure operative e il coordinamento tra i diversi enti coinvolti. Le simulazioni servono a testare tempi di risposta, funzionalità delle comunicazioni, gestione della viabilità e capacità di informazione alla popolazione.
IL RUOLO DEL COMUNE DI VIBO VALENTIA
In caso di emergenza il Comune di Vibo Valentia assume compiti rilevanti attraverso il Centro Operativo Comunale (COC), che viene attivato per coordinare le attività sul territorio. Tra le funzioni previste vi sono l’assistenza alla popolazione, il supporto logistico, la gestione della viabilità, l’informazione ai cittadini e l’eventuale attivazione di strutture di accoglienza.
IL MONITORAGGIO AMBIENTALE
In caso di incidente è previsto il coinvolgimento di Arpacal per effettuare controlli sulla qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo. L’attività di monitoraggio consente di valutare eventuali contaminazioni e di fornire indicazioni alle autorità sulle misure da adottare per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
LE STRUTTURE SANITARIE COINVOLTE
Il sistema di emergenza sanitaria viene coordinato dal Suem 118, che dispone l’eventuale attivazione del Posto Medico Avanzato e organizza il trasporto dei feriti verso le strutture ospedaliere individuate nel Piano. Sono previste procedure specifiche per il triage sanitario e per la gestione di un eventuale elevato numero di persone coinvolte.
LA CATENA DI COMANDO
Uno degli aspetti più dettagliati del documento riguarda la definizione delle responsabilità. Il Piano individua con precisione i compiti di Prefettura, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Capitaneria di Porto, Regione Calabria, Arpacal, Azienda sanitaria, Comune e gestore dello stabilimento, stabilendo procedure condivise per evitare sovrapposizioni operative durante le fasi più critiche dell’emergenza.
L’OBIETTIVO DEL PIANO DI EMERGENZA ESTERNO
Il documento non introduce nuove attività industriali né modifica le caratteristiche del deposito, ma stabilisce le procedure necessarie per affrontare eventuali incidenti rilevanti e ridurre al minimo i rischi per la popolazione, i lavoratori, le attività economiche e l’ambiente circostante. Il piano definisce in maniera dettagliata ruoli, responsabilità, percorsi di emergenza, sistemi di comunicazione e misure di autoprotezione che dovranno essere applicati in caso di evento critico nell’area portuale di Vibo Marina.
Il Quotidiano del Sud.
Piano di Emergenza Esterno Meridionale Petroli: cosa prevede il documento per Vibo Marina