Pfas nel Savonese, i comitati attaccano: “I dati non si promettono, si pubblicano”
- Postato il 31 ottobre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Generazione sintesi AI in corso…
Savona. “Riconosciamo la buona fede delle associazioni coinvolte e accogliamo ogni strumento che avvicini i cittadini alle informazioni. Ma la trasparenza non si dichiara: si misura da chi la garantisce. Sulla condotta del gestore è in corso un’indagine e nessuna responsabilità è accertata, e lo ribadiamo. Proprio per questo il gestore non può promuovere il percorso che dovrebbe approfondire cause e responsabilità, ospitare gli sportelli nei Municipi e fornire i dati che i cittadini devono poter controllare. Non è una questione di persone, è una questione di ruoli”. Lo affermano in una nota i comitati Rete Liguria – Bene Comune, Rete Zero Pfas Liguria, Comitato Savonese Acqua Bene Comune, Attac Savona e Medicina Democratica
“Ascolto, sportelli e analisi rese comprensibili non sono dati. Il protocollo annunciato non indica la pubblicazione dei risultati per singola sostanza, per punto di prelievo, per data e per matrice, con limite di quantificazione e taratura degli strumenti dichiarati. Una somma non è una risposta: può nascondere una sostanza, e una media può nascondere un picco. Non indica un cronoprogramma, non affronta i materiali usati nei cantieri, le ex discariche, il biomonitoraggio sul sangue. Al tavolo non siedono ARPAL, ATS, Regione e le realtà che da anni seguono il tema dell’acqua e della salute sul territorio”, si legge.
“Cosa chiediamo? – aggiungono – che il gestore resti fuori dalla regia del protocollo, e il tavolo si allarghi a chi controlla, non soltanto a chi è controllato; che i dati siano pubblicati da enti terzi, senza sintesi, per singola sostanza, punto di prelievo, matrice e metodo; che i dati riportino data, livello e portata del corpo idrico, e i controlli siano ripetuti in tutte le stagioni: con la siccità, meno acqua a diluire può significare concentrazioni più alte. Si cerchi dove non si è ancora cercato: nell’entroterra, tra Magliolo, Toirano, Borghetto e Boissano, dove ex discariche e rifiuti da cantiere edile non hanno un quadro pubblico e che nella piana di Albenga si renda noto quali prodotti usano l’agricoltura e le aziende che impiegano sostanze chimiche, in quali quantità e con quali controlli sulle acque”.
“Inoltre chiediamo che per i lavori dell’Aurelia bis si rendano pubblici materiali, terre movimentate e verifiche eseguite e che si avvii un piano di biomonitoraggio sul sangue dei cittadini”, aggiungono.
Le organizzazioni firmatarie invieranno richieste di accesso civico generalizzato e di accesso agli atti, e invitano cittadini, comitati, associazioni e amministratori del Savonese a fare lo stesso. Si tratta della possibilità di preservare la propria salute, quella delle proprie compagne e dei propri compagni, delle proprie figlie e dei propri figli.
“Il silenzio non è prudenza: è una scelta. Dati completi, non una somma. Dati pubblici, non dati su richiesta. Dati subito, non a danno fatto”, concludono.