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Spiccagnola (ovvero con il nocciolo che si stacca facilmente), grossa, a forma di cuore e con una polpa così soda da scrocchiare sotto i denti: sono le ciliegie Ferrovia, il cui nome è così curioso che ogni primavera riaccende la stessa domanda: perché si chiamano così? Cosa c'entrano i binari con questo frutto?. La risposta non è legata a un'operazione di marketing, ma è una bella storia di botanica spontanea nata quasi un secolo fa in Puglia, lungo i binari (appunto!) di una linea ferroviaria locale.
Il miracolo del 1935: un albero nato dal nulla
Per risalire alla nascita di questa varietà dobbiamo fare un salto indietro nel tempo fino al 1935. Ci troviamo a Sammichele di Bari, un piccolo comune pugliese. È qui che, accanto a un casello delle Ferrovie del Sud Est, un casellante o un contadino locale (le leggende sul questo elemento variano leggermente) nota un piccolo albero di ciliegio cresciuto spontaneamente.
La pianta era nata da un nocciolo che, secondo una versione tramandata oralmente, poi forse rielaborata in chiave narrativa, sarebbe stato sputato da un passeggero affacciato al finestrino di un treno a vapore, o forse trasportato dal vento. Quel piccolo albero, curato con amore dal casellante dell'epoca, avrebbe dato presto dei frutti straordinari, diversi da tutti gli altri: più grandi, più rossi e incredibilmente resistenti.
Da "ciliegia del Casello" a fenomeno globale
Inizialmente, gli abitanti della zona chiamavano questo frutto "la ciliegia del casello" o, per l'appunto, "della ferrovia". La vera svolta per la diffusione di questa varietà avvenne grazie ai contadini del vicino comune di Turi, che intuirono il potenziale commerciale di questo dono della natura.. I coltivatori turesi iniziarono a prelevare le marze (i rametti per l'innesto) da quell'unico albero vicino ai binari, diffondendo la coltivazione in tutto il territorio del sud-est barese. La sua buccia spessa e la polpa compatta si rivelarono un vantaggio competitivo enorme: a differenza di altre varietà più delicate, la "Ferrovia" poteva viaggiare per giorni ed essere esportata in tutta Europa senza deteriorarsi.
La consacrazione della scienza e dell'economia
Oggi la Puglia è la prima regione produttrice di ciliegie in Italia (con picchi, nelle annate migliori, di quasi 400.000 quintali prodotti sui 1,15/1,2 milioni della produzione nazionale) e la varietà Ferrovia ne rappresenta la punta di diamante (240.000 quintali/anno) e culturale. Gli studi condotti da istituti di ricerca agraria hanno confermato che il microclima e la composizione del terreno della Murgia barese sono i fattori chiave che conferiscono a questa ciliegia le sue proprietà organolettiche uniche..
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