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"Otto ore di lavoro, otto ore di svago, otto ore per dormire". Lo slogan, coniato in Australia nel 1855, e divenuto simbolo del movimento operaio, rappresentava non soltanto una rivendicazione sul tempo del lavoro, ma un progetto di vita per milioni di lavoratori allora costretti a orari senza limiti.
Fu il primo passo di una lunga battaglia per i diritti dei lavoratori, ricordata ogni anno il 1º maggio in Europa e in oltre 60 Paesi nel mondo. Ma perché la Festa del Lavoro proprio questa data?. Le rivendicazioni
Nella seconda metà dell'800 negli Stati Uniti i lavoratori cominciarono a unirsi, con l'obiettivo di richiamare l'attenzione sui diritti degli operai nelle fabbriche, soprattutto sull'orario di lavoro, che all'epoca poteva arrivare fino a 16 ore al giorno.. Una delle più importanti associazioni sindacali dell'epoca era quella dei cosiddetti Knights of Labor (Cavalieri del lavoro) che rivendicavano l'abolizione del lavoro minorile, il miglioramento delle condizioni degli operai e la riduzione dell'orario a 8 otto ore giornaliere.. Primi scontri
All'epoca il mondo sindacale e operaio era in gran fermento, così il 1º maggio 1886 l'organizzazione sindacale Federation of Organized Trades and Labor Unions indisse uno sciopero nazionale e una grande manifestazione in tutti gli Stati Uniti per rivendicare la giornata lavorativa di otto ore. L'epicentro fu Chicago, dove al corteo parteciparono decine di migliaia di lavoratori, oltre a varie sigle sindacali, tra cui Knights of Labor, e i movimenti anarchici. Due giorni dopo a Chicago vi furono però i primi scontri: davanti alla fabbrica di macchine agricole McCormick Harvesting, la polizia aprì il fuoco sugli operai in sciopero, uccidendone alcuni.. I martiri di Chicago
In risposta alle violenze del 3 maggio, gli anarchici indissero allora una nuova manifestazione a Chicago per il 4 maggio, da tenersi in Haymarket Square. Durante il comizio, a un certo punto esplose una bomba che uccise sul colpo un agente. La polizia reagì sparando sulla folla. Il bilancio di quella tragica giornata fu di sette poliziotti e almeno quattro manifestanti uccisi, anche se il numero esatto delle vittime non fu mai accertato. All'episodio seguì una dura repressione del movimento operaio e sindacale, culminata nell'arresto di otto militanti anarchici: cinque di loro furono condannati a morte e divennero noti come i "martiri di Chicago".. Labor day
Per ricordare quei tragici giorni, nel 1894 il presidente degli Stati Uniti, Grover Cleveland, prese in considerazione l'idea di celebrare il primo giorno di maggio come festa del lavoro. Tuttavia, temendo sommosse e volendo prendere le distanze dal movimento socialista e anarchico, spostò la festività al primo lunedì di settembre: nacque così il Labor Day, ancora oggi festeggiato in Usa e Canada.. Paese che vai...
Ma l'eco di quei fatti era arrivata anche in Europa. Durante il Congresso della Seconda internazionale di Parigi, nel 1889, i delegati dei principali Paesi europei decisero di proclamare il 1° maggio la giornata internazionale di lotta per le otto ore. La prima grande manifestazione unitaria si svolse l'anno successivo, il 1º maggio 1890, in molte città europee, in segno di solidarietà tra i lavoratori di tutto il mondo. Anche in Italia la riccorrenza fu celebrata per la prima volta nel 1890, poi venne soppressa dal fascismo nel 1925 e ripristinata nel 1945, dopo la fine della guerra.. Pro e contro
La lotta per un lavoro più equo e i profondi cambiamenti dell'inizio del Novecento trovarono spazio anche nei manifesti e nei periodici. In Francia, le copertine dei giornali raffiguravano la classe operaia in lotta immersa in scenari primaverili, simbolo di rinnovamento. In Italia, il periodico L'Aurora celebrava la festa del Primo maggio con immagini allegoriche, come una Venere emergente dalle acque, simbolo di rinascita, o la figura di un uomo che spezza le catene, simbolo di liberazione dalla schiavitù del lavoro. In Inghilterra, il pittore Walter Crane, del movimento Arts and Crafts, realizzò manifesti a sostegno del socialismo e del movimento operaio. Tra i suoi simboli ricorrenti il treno, che rappresentava l'inarrestabile avanzata della classe lavoratrice contro il capitale.. Non tutti però condividevano la lotta e gli scioperi. Tra chi fu accusato di schierarsi con i reazionari ci fu persino Adriano Celentano, che con la sua canzone Chi non lavora, non fa l'amore, vincitrice del Festival di Sanremo nel 1970, suscitò furibonde polemiche. Il brano, pubblicato dopo l'"autunno caldo" del 1969 (un'ondata di scioperi nelle fabbriche senza precedenti in Italia), sembrava criticare le proteste, sostenendo ironicamente che manifestare toglieva tempo alla vita privata. Anni dopo Celentano spiegò che si trattava di una presa in giro di chi criticava gli scioperi.
Quanto fosse centrale il lavoro nella vita di tutti lo aveva già messo in evidenza Sigmund Freud (1856-1939). Il fondatore della psicoanalisi lo considerava un elemento chiave per l'equilibrio psicologico e sociale dell'individuo. Per lui, amare e lavorare sono pilastri della salute psichica: un'insoddisfazione nel lavoro può influenzare la sfera affettiva.. Santificato
La ricorrenza, tradizionalmente legata al socialismo e al comunismo, fu adottata anche dai cattolici. Nel 1955 papa Pio XII istituì la festività di San Giuseppe lavoratore, da celebrarsi proprio il 1º maggio, in aggiunta a quella tradizionale del 19 marzo. Patrono di artigiani e operai, il falegname padre putativo di Gesù divenne così il simbolo cristiano del lavoro umile..
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