Perché il Kazakistan sarà la destinazione del futuro per gli amanti del turismo outdoor
- Postato il 26 aprile 2026
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- Di SiViaggia.it
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Il Kazakistan è uno dei Paesi più estesi e rigogliosi al mondo, nonché una delle mete più sottovalutate per chi ama la natura…per ora. Con la sua vasta steppa eurasiatica, i laghi cristallini, il rosso ruggine del Charyn Canyon e le imponenti vette dei monti Altaj, potrebbe presto diventare la destinazione del futuro per gli amanti del turismo outdoor anche grazie ai suoi obiettivi.
Il Paese infatti, situato nell’Asia centrale, ha appena annunciato l’intenzione di puntare tutto sulle sue meraviglie naturali con un progetto ambizioso, che porterà alla creazione di 20.000 chilometri quadrati di aree protette entro il 2035. Questo porterebbe il totale a circa 332.000 chilometri quadrati, una superficie superiore a quella della Polonia o dell’Italia.
L’obiettivo è anche quello di aprire nuove opportunità per il birdwatching, il monitoraggio della fauna selvatica e l’escursionismo per gli eco-turisti.
Il progetto naturale del Kazakistan
Il Kazakistan sta tracciando una nuova rotta per il proprio futuro ambientale attraverso la strategia “The Concept for the Conservation and Sustainable Use of Biological Diversity for 2026-2035”. Si tratta di un piano ambizioso che mira a tutelare ecosistemi straordinari e diversificati, dalle cime innevate del Tian Shan alle dune desertiche dell’Aral Karakum. Questa visione non si limita alla conservazione passiva, ma prevede interventi concreti come il ripristino di 8.000 chilometri quadrati di foreste e la piantumazione del saxaul nel bacino del Lago d’Aral per contrastare il degrado ecologico.
L’espansione delle aree protette diventa così il fulcro di un progetto di rinascita che punta a salvaguardare oltre 6.000 specie vegetali e a proteggere animali iconici a rischio estinzione, tra cui il leopardo delle nevi, il cervo di Bukhara e la gazzella gozzuta.
Al contempo, il Paese sta investendo nel ripristino della fauna selvatica attraverso la reintroduzione di specie chiave come la tigre, il kulan e il cavallo di Przewalski, trasformando il territorio in un laboratorio a cielo aperto per il turismo rigenerativo.
Parallelamente alla tutela della biodiversità, il piano prevede lo sviluppo di infrastrutture a basso impatto, come nuovi centri visitatori, aree per il glamping ed eco-villaggi remoti, potenziando i sentieri escursionistici e la segnaletica nelle regioni dei laghi Kolsai e dell’Ile-Alatau.
Attraverso la formazione di guide specializzate e il focus su attività come il birdwatching e il trekking a cavallo, il Kazakistan punta a valorizzare la propria eredità nomade, offrendo ai viaggiatori un’esperienza che unisce l’avventura outdoor al sostegno attivo degli equilibri naturali.
I luoghi naturali più belli del Kazakistan
La regione di Almaty è considerata il cuore pulsante del turismo outdoor, un vero concentrato di parchi nazionali dove si alternano laghi glaciali turchesi, cascate e gole spettacolari. Qui è possibile avventurarsi a piedi o a cavallo verso guesthouse remote, attraversare l’antico bosco di frassini nel Charyn Canyon o ammirare la misteriosa meraviglia del lago Kaindy.
Spostandosi verso nord, il parco nazionale di Burabay offre un incantevole mix di montagne, laghi cristallini e fitte foreste di sempreverdi che ospitano oltre 305 specie animali. È un paradiso per chi ama il trekking e il nuoto, caratterizzato da contrasti drammatici tra vette innevate e pianure verdeggianti.
Nel sud-ovest, infine, la regione di Mangystau trasporta i visitatori in un’atmosfera cinematografica che ricorda le ambientazioni di Dune. Questo labirinto di terre desertiche, dorsali montuose e altopiani sconfinati custodisce una storia millenaria che risale al IX secolo. Tra i siti più suggestivi spiccano il monte sacro Otpan, il punto più alto della zona, e la penisola di Mangyshlak lungo il Mar Caspio.