Per Russo “Savona è già una città turistica”: realtà o provocazione? Ecco i numeri dietro la sfida lanciata dal sindaco
- Postato il 4 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Quando, ospite del podcast “La Telefonata” di IVG, il sindaco Marco Russo ha affermato che “Savona è già una città turistica”, molti avranno probabilmente alzato un sopracciglio. Per decenni il capoluogo infatti è stato identificato soprattutto con il porto commerciale, l’industria e il ruolo di città di servizi. Certo, negli ultimi anni l’home port di Costa Crociere ha portato migliaia di passeggeri, ma nell’immaginario collettivo Savona continua a non percepirsi come una destinazione turistica consolidata.
Da qui una domanda semplice: ma davvero Savona è già una città turistica? IVG ha quindi deciso di chiedere al sindaco Russo e all’assessore al Turismo Nicoletta Negro i dati concreti su cui si fonda questa convinzione. Numeri, tendenze e strategie che stanno ridisegnando il posizionamento della città e che, secondo l’amministrazione, dimostrerebbero come il turismo non sia più soltanto una potenzialità ma una realtà già presente, seppure ancora in fase di consolidamento.
Le crociere: cosa dicono i numeri
Il punto di partenza è rappresentato dai dati sul traffico crocieristico, oggi il principale (se non l’unico) indicatore strutturato disponibile. Numeri che derivano da una ricerca realizzata per l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale da un team di ricercatori di PTS composto da Oliviero Baccelli, Francesco Barontini, Chiara Foschi e Federico Fariselli, con il contributo di numerosi operatori del comparto marittimo e turistico.
“Utilizziamo il dato crocieristico perché è l’unico dato strutturato che ad oggi abbiamo, ma per noi è soprattutto un indicatore di un posizionamento – spiega Russo – Il dato che più colpisce l’amministrazione riguarda infatti il comportamento dei passeggeri in transito in città (ossia quelli che a Savona ‘fanno tappa’ durante la crociera, escludendo quelli che qui si imbarcano e sbarcano, ndr)”. Secondo la ricerca diffusa a fine marzo, l’88% dei croceristi sceglie di rimanere in città effettuare visite, escursioni o tour. “È un dato che corregge una convinzione radicata – afferma il sindaco – quella secondo cui i passeggeri arriverebbero a Savona senza alcun interesse per la città”.
Per Russo le ragioni sono molteplici. Da un lato la crescente notorietà conquistata dalla città grazie al percorso di candidatura a Capitale italiana della Cultura; dall’altro l’esperienza vissuta dai visitatori. Secondo i dati raccolti dal team di ricercatori, infatti, l’80,4% dei crocieristi dichiara che tornerebbe a Savona, mentre un ulteriore 17,6% esprime comunque un giudizio positivo sulla permanenza.
Ma il turismo crocieristico non produce soltanto visibilità. Nel 2025, sempre secondo lo studio presentato nei mesi scorsi, l’impatto economico complessivo sul territorio savonese ha raggiunto quasi 112 milioni di euro. Di questi, circa 55 milioni sono legati direttamente alle attività della compagnia – forniture, approvvigionamenti, servizi e sicurezza – mentre altri 57 milioni derivano dalla spesa effettuata dai passeggeri: più di un milione a settimana.
La ricerca evidenzia inoltre come chi si imbarca o sbarca a Savona spenda mediamente circa 85 euro sul territorio. Entrando nel dettaglio, la spesa è concentrata soprattutto su trasporti e parcheggi (70,60 euro) e pernottamenti (55,80 euro), seguiti da bar e ristoranti (37,70 euro) shopping (28,60 euro) e musei (16,90 euro). Se quest’ultima cifra è inferiore a quella spesa a Genova da chi si imbarca sotto la Lanterna, bar e negozi savonesi possono invece contrare su un introito nettamente maggiore.
Per i passeggeri in transito invece la spesa pro capite si attesta intorno ai 40 euro: la voce principale è rappresentata dai tour organizzati (56,50 euro), seguiti dallo shopping (23,30 euro), trasporto (20,80 euro), bar e ristoranti (18,60 euro) e infine i musei (7,30 euro).
“Questi numeri ci dicono due cose – osserva Russo -. La prima è che l’impatto economico del crocerista è già oggi rilevante. La seconda è che esistono margini di crescita, perché gran parte della spesa è ancora concentrata sugli aspetti logistici e meno sui consumi in città. Questo significa che possiamo ancora migliorare”.
Tassa di soggiorno e musei: il turismo oltre Costa
Per il sindaco, però, sarebbe un errore identificare il turismo savonese esclusivamente con Costa Crociere. “Il dato Costa non va preso come dato assoluto né associato automaticamente al turismo di Savona”, sottolinea. “È semplicemente il dato più misurabile che possediamo e si inserisce in un quadro più ampio di crescente attrattività della città”.
Tra gli altri indicatori citati dall’amministrazione figura la crescita della tassa di soggiorno, aumentata costantemente dal 2021 a oggi (tra il 2024 e il 2025 l’aumento è del 2%), ma soprattutto l’andamento dei musei cittadini.
“Dal 2023 al 2025 abbiamo registrato un aumento dei visitatori di circa il 50%, un dato certificato dalla bigliettazione”, spiega l’assessore Nicoletta Negro. La crescita più significativa riguarda la Pinacoteca Civica, che negli anni precedenti era stata una delle strutture più in sofferenza. Oggi una programmazione costante di iniziative e mostre consente invece di mantenere elevata l’attenzione durante tutto l’anno.
Numeri importanti arrivano anche dal Museo della Ceramica, trainato da esposizioni di rilievo nazionale e internazionale come la recente mostra dedicata ad Albissola 1925. Parallelamente continua a crescere il Museo Archeologico del Priamar, che registra incrementi vicini al 30% annuo pur non essendo inserito nei tour organizzati.
“Questo dato ci dice due cose – osserva Negro – Da una parte il Priamar è diventato attrattivo di per sé anche per chi arriva con le crociere; dall’altra esiste un pubblico specifico, interessato all’archeologia e alla storia, che raggiunge Savona appositamente. Lo vediamo anche dalle recensioni lasciate da visitatori provenienti da tutto il mondo”.
Secondo l’assessore, la crescita del sistema culturale cittadino è legata a due fattori principali: il percorso di candidatura a Capitale italiana della Cultura e il consolidamento di manifestazioni che hanno assunto una dimensione nazionale, come il Festival della Maiolica e il Festival 019.
Ed è proprio il percorso di Savona Capitale della Cultura 2027 che, secondo l’amministrazione, ha prodotto uno dei risultati più significativi: il posizionamento della città sui media nazionali. Negli ultimi due anni Savona è comparsa sempre più spesso sulle pagine dedicate a viaggi, cultura e turismo di importanti testate italiane. Il Sole 24 Ore l’ha inserita tra le mete dell’estate ligure; Vanity Fair l’ha raccontata come “la città che nessuno conosce dove vivere la Liguria più autentica”; Bell’Italia ha dedicato la copertina e un ampio servizio alla città; Famiglia Cristiana, Esquire, TgCom24, La Stampa e il Corriere della Sera attraverso il magazine Style hanno pubblicato approfondimenti dedicati alle sue attrazioni culturali e turistiche. A questi si aggiungono articoli e servizi di realtà specializzate come Gambero Rosso, Travel Quotidiano o Cronache Turistiche, che hanno raccontato Savona come destinazione culturale, città d’arte, luogo “autentico” lontano dall’overtourism e territorio capace di coniugare patrimonio storico, enogastronomia, ambiente e qualità della vita.
Un’esposizione mediatica che, secondo Russo e Negro, sarebbe stata difficilmente immaginabile prima dell’avvio della candidatura a Capitale della Cultura, e che ha contribuito a modificare la percezione esterna della città.
I prossimi passi: pacchetti esperienziali, Liguria Riviera e una figura ad hoc in Comune
Per consolidare questo percorso il Comune ha avviato una serie di nuove iniziative. Dal primo giugno è stata assunta una professionista specializzata nel marketing turistico, Emanuela Barla, incaricata di approfondire la conoscenza dei flussi e definire strategie di sviluppo. Parallelamente è stata rinnovata la gestione dello IAT, affidata a Dafne, operatore che sta lavorando anche alla costruzione di pacchetti esperienziali. Un ulteriore passo è rappresentato dall’ingresso nella DMO Ligurian Riviera, che riunisce 19 comuni del comprensorio e consente di dialogare con Regione e Governo attraverso una governance turistica condivisa.
“Uno dei principali lasciti di Savona 2027 è la consapevolezza che il lavoro di rete sia fondamentale – spiega Negro – I territori hanno vocazioni diverse e complementari. Oggi il turista non è più stanziale: può visitare un museo in una città, praticare outdoor in un’altra e vivere un’esperienza enogastronomica altrove”. In quest’ottica sono già in fase di sviluppo nuove progettualità condivise con Albenga e Finale Ligure sul turismo culturale, che dovrebbero vedere la luce in autunno.
Tra gli asset sui quali l’amministrazione punta per il futuro figurano inoltre Palazzo della Rovere, destinato a diventare un polo di attrazione grazie alla nascente fondazione dedicata, il Priamar e l’ulteriore sviluppo del sistema museale cittadino.
Un segnale del nuovo posizionamento savonese arriva anche dall’esterno. Russo racconta infatti di essere stato invitato a Modena al Forum del 29 maggio sul ruolo della cultura nello sviluppo del turismo nelle città di medie dimensioni: Savona è stata invitata al tavolo, insieme a realtà come Parma, Ravenna e Verona, in quanto “città emergente” per discutere di turismo culturale e della creazione di una rete nazionale dedicata a questo segmento.
“Nel podcast di IVG ho usato un’iperbole, forzando volutamente il concetto – ammette il sindaco – Però dobbiamo prendere atto che un posizionamento turistico oggi esiste. Fino a qualche anno fa era una potenzialità, oggi è un profilo che sta emergendo. Certo, siamo ancora in una fase di transizione e serve una maggiore strutturazione, ma è importante che la città ne prenda consapevolezza”.
La sfida, secondo Russo, è proprio questa: “C’è un flusso di persone che possiamo incoraggiare e sviluppare. I dati ci dicono che esistono margini importanti, dobbiamo continuare a misurare e comprendere il fenomeno”.
Nel frattempo alcuni numeri continuano a confermare il trend positivo. La stagione estiva appena conclusa ha registrato 58 mila partecipanti agli eventi organizzati dal Comune, con una crescita dell’8% rispetto al 2024, mentre il Capodanno ha richiamato circa 5 mila persone.
“Le iniziative che organizziamo non sono pensate soltanto per i turisti – conclude Negro -. Servono prima di tutto a chi vive qui, perché una città che offre occasioni culturali, sociali e di intrattenimento è una città nella quale si vive meglio. E proprio per questo diventa più attrattiva anche per chi arriva da fuori”.