Pensioni, ecco chi a luglio incasserà 655 euro in più
- Postato il 5 maggio 2026
- Economia
- Di Libero Quotidiano
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Pensioni, ecco chi a luglio incasserà 655 euro in più
Si avvicina il mese di giugno, dunque la quattordicesima, sia per i lavoratori a cui spetta sia per i pensionati che ne hanno diritto. Ma quanto vale, l'assegno-extra? Dopo gli interventi già applicati nei mesi precedenti — tra alleggerimento dell’Irpef, rivalutazioni e integrazioni sugli assegni più bassi — l’attenzione cade sul bonus che, nei casi più favorevoli, può arrivare fino a 655 euro netti.
Non tutti, però, ne beneficeranno. A differenza della tredicesima, la quattordicesima è riconosciuta solo a chi ha compiuto almeno 64 anni e rientra in specifiche soglie di reddito. Nel 2026 i riflettori sono puntati in particolare su chi è nato nel 1962 e raggiunge proprio quest’anno il requisito anagrafico, entrando così per la prima volta nella platea dei destinatari.
L’importo massimo resta legato al rispetto di tutte le condizioni previste. Serve, in primo luogo, che il reddito complessivo non superi una volta e mezza il trattamento minimo; inoltre, per chi spegne le 64 candeline nel corso dell’anno, entra in gioco anche la data di nascita.
Il motivo è che la quattordicesima si accumula mese dopo mese. Chi ha già compiuto gli anni a inizio 2026 può riceverla interamente, mentre chi raggiunge il requisito più tardi ottiene solo una quota proporzionale. In concreto, chi è nato a marzo percepirà 10 dodicesimi, chi a giugno 7, mentre chi compie gli anni a dicembre riceverà un solo rateo.
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Diversa la situazione per chi aveva già 64 anni prima del 2026: in presenza dei requisiti richiesti, l’importo viene riconosciuto per intero con la pensione di luglio. Anche le tempistiche di pagamento cambiano per i nuovi aventi diritto. Chi raggiunge i 64 anni entro luglio riceverà l’accredito insieme al rateo del mese, previsto per martedì 1° luglio 2026. Per chi, invece, compie gli anni tra agosto e dicembre, il pagamento slitta a fine anno, con l’erogazione fissata per martedì 1° dicembre 2026.
In ogni caso, la somma arriva insieme alla pensione mensile. A variare è però l’importo, che dipende non solo dall’età ma anche dal reddito, dagli anni di contributi e dalla gestione previdenziale di appartenenza. Chi resta entro 1,5 volte il minimo ottiene le cifre più alte; tra 1,5 e 2 volte il minimo l’importo si riduce, mentre oltre questa soglia il beneficio non è riconosciuto.
Per i nuovi beneficiari, infine, il primo anno prevede un calcolo in dodicesimi: si riceve una quota per ogni mese in cui risultano soddisfatti tutti i requisiti. Una differenza che spiega perché, a parità di condizioni, due pensionati possano incassare somme diverse nello stesso anno.
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