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Patto di stabilità, l’Italia attende la risposta Ue sulla flessibilità per l’energia

  • Postato il 27 maggio 2026
  • Economia
  • Di Agi.it
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  • 4 min di lettura
Patto di stabilità, l’Italia attende la risposta Ue sulla flessibilità per l’energia
Patto di stabilità, l’Italia attende la risposta Ue sulla flessibilità per l’energia

AGI - Il governo attende una risposta o una controproposta da parte della Ue alla richiesta avanzata dall'Italia di introdurre una maggiore flessibilità nel patto di stabilità anche in materia di energia, come già è possibile fare sulla sicurezza. Una richiesta avanzata a seguito dell'impennata dei prezzi dei beni energetici frutto della guerra in Iran. Ieri fonti da Bruxelles hanno fatto sapere che la replica della Commissione dovrebbe arrivare il prossimo 3 giugno in concomitanza con la presentazione del "Pacchetto di primavera del Semestre europeo".

Nel frattempo il Fondo Monetario Internazionale stima che l'Italia "continuerà a crescere a un ritmo modesto, frenata da fattori esterni sfavorevoli e da sfide strutturali" come il debito pubblico "troppo elevato", che supera i 3mila miliardi.

"La posizione dell'Italia è molto semplice: riteniamo che viviamo in una situazione di tipo eccezionale. Certo, ci sono dei Paesi che non hanno più la manifattura quindi si interessano meno dell'energia. Ma se la risposta è che 'non è possibile fare questo perché non siamo in situazione di grave recessione' la replica è perché allora si può fare per le spese sulla difesa", annota il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti durante il seminario annuale economico della Lega alla Camera. Poi aggiunge: "La discussione" con la Ue "è in corso, non è facile. Spero che a breve arriverà una controproposta o una risposta della Ue su questo aspetto, ci sono tutti gli elementi per averla. Noi andiamo avanti perché siamo convinti di essere nel giusto".

La critica all'approccio geopolitico dell'Europa

Un'altra valutazione riguarda l'approccio comunitario all'attuale crisi globale. "In Cina e negli Usa si affronta la questione con una visione politica. Sostanzialmente - valuta il ministro - l'Europa è un soggetto passivo che subisce le decisioni degli altri. Continuiamo con un approccio di 10 o 20 anni fa, in un mondo che però è diventato totalmente diverso. Non puoi continuare a usare strumenti, regole e metodi di un'epoca che è superata".

Più dura la valutazione sulla Ue del vice premier e leader della Lega Matteo Salvini: "Quando ci chiedono se Bruxelles dicesse di no, cosa fate? Se Bruxelles dice: 'stai morendo e ti lascio morire', non muoio. Non fermo il sistema industriale italiano per capricci, complicità, lentezza o ottusità".

Le stime del Fondo Monetario Internazionale su PIL e debito

Oggi intanto l'Fmi annota che nel 2025 il Pil reale dell'Italia è cresciuto dello 0,5%, sostenuto dai consumi privati e dai continui investimenti nell'ambito del Pnrr e con la guerra in Medio Oriente, si prevede una crescita dello 0,5% sia quest'anno sia nel 2027. Ma il Fondo mette in guardia sul debito pubblico che "rimane troppo elevato". Il disavanzo complessivo, sottolinea, si è ridotto al 3,1% del Pil nel 2025, riflettendo un risultato migliore rispetto all'obiettivo iniziale per il secondo anno consecutivo. Nonostante questi progressi, il debito pubblico è aumentato a circa il 137% del Pil alla fine del 2025 e la dinamica del debito rimane "vulnerabile agli shock legati alla crescita, ai tassi di interesse e alla fiducia".

Il Fondo invita anche a valutare l'efficacia dei provvedimenti adottati dal governo per mitigare il caro energia. Le misure "dovrebbero essere neutre dal punto di vista del bilancio, temporanee, ben mirate e non vanificare gli incentivi alla riduzione dei consumi energetici" e pertanto "la recente riduzione generalizzata delle accise sul gasolio e sulla benzina, volta ad attenuare l'impatto dello shock, dovrebbe essere sostituita da trasferimenti in denaro mirati alle famiglie più vulnerabili". Allo stesso tempo, osserva il Fondo, "qualsiasi nuova spesa, compresa quella per la difesa, dovrebbe essere interamente compensata per salvaguardare la sostenibilità di bilancio".

La replica di Giorgetti su debito e accise

Giorgetti, interpellato su queste annotazioni, replica: "Lo sappiamo che il debito è alto, non mi sembra una novità, quando finiremo di pagare le rate del passato" del Superbonus "come voi sapete naturalmente riscende. È per questo che siamo così attenti nella gestione della finanza pubblica".

Quanto all'invito del Fondo a sostituire il taglio delle accise sui carburanti con misure per le famiglie, il titolare del Mef replica: "Leggetela tutta" la relazione "ieri abbiamo fatto l'incontro, è andato tutto bene".

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Autore
Agi.it

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