Passaporto, ora è possibile chiederlo anche negli uffici postali dei piccoli comuni
- Postato il 6 maggio 2026
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- Di Genova24
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Genova. In 60 uffici postale della provincia di Genova – cioè tutti quelli dei comuni sotto i 15mila abitanti – è possibile richiedere e rinnovare il passaporto. La novità è stata presentata oggi nell’ufficio Polis del comune di Santa Margherita Ligure, con il sindaco Guglielmo Caversazio, la sindaca metropolitana Silvia Salis e la prima dirigente della divisione passaporti della Questura di Genova, Emanuela Sozzi.
L’iniziativa rientra nel progetto Polis, l’iniziativa di Poste Italiane che mira a modernizzare e digitalizzare gli uffici postali nei comuni con meno di 15mila abitanti ed è stata sviluppata grazie all’accordo tra Poste Italiane, il ministero dell’Interno e ministero delle Imprese e del Made in Italy.
In Liguria è possibile chiedere il rilascio e il rinnovo del passaporto anche in 60 uffici postali della provincia di Imperia, 30 della provincia della Spezia e 65 della provincia di Savona per un totale di 215 sedi disponibili. Complessivamente sono circa 7.500 gli uffici postali in Italia in cui si può ottenere il passaporto: 6.932 uffici postali Polis e 431 uffici postali di grandi città come Milano, Roma, Monza e Brianza, Napoli, Firenze, Bologna, Verona, Venezia e Cagliari.
Per ottenere il rilascio o il rinnovo del passaporto basterà consegnare all’ufficio postale un documento di identità valido, il codice fiscale, una fotografia, un contrassegno telematico da 73,50 euro e la ricevuta del pagamento di 42,70 euro. In caso di rinnovo bisognerà consegnare anche il vecchio passaporto o la copia della denuncia di smarrimento o furto del vecchio documento. Grazie alla piattaforma tecnologica in dotazione agli uffici postali abilitati, sarà l’operatore a raccogliere le informazioni e i dati biometrici del cittadino (impronte digitali e foto) inviando poi la documentazione all’ufficio di Polizia di riferimento. Il nuovo passaporto potrà essere consegnato da Poste Italiane direttamente a domicilio. Quest’ultima è l’opzione preferita dai cittadini dei piccoli centri, che ne hanno fatto richiesta nell’ 80% dei casi.