Pasqua 2026, dove andare spendendo poco e evitando le mete affollate: da Cracovia alle terme di Budapest e la Grecìa Salentina

  • Postato il 25 marzo 2026
  • Viaggi
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Pasqua è ormai dietro l’angolo, ma non avete ancora pianificato nulla. È facile cedere al solito rituale del pranzo “con chi vuoi”, oppure con “i tuoi” come a Natale, l’ardua scelta dell’uovo di cioccolato, con tanto di percentuale di cacao per i puristi del fondente, e della colomba, classica, glassata o nelle sue mille sfumature di gusto, persino al tiramisù, bizzarra sinestesia culinaria. E poi quel fingersi sciamano per invocare il bel tempo a Pasquetta, provandoci anno dopo anno, nella speranza di migliorare la tecnica. Se desiderate cambiare completamente i piani, potete partire alla volta di destinazioni meno conosciute, più economiche e poco distanti, in barba al meteo e ai soliti clichè. Valide alternative anche a viaggi più distanti e impegnativi, alla luce dei pesanti rincari dei biglietti aerei per le lunghe tratte. Non la solita “ville lumière”, o una “London calling” dell’ultimo minuto, una vacanza di Pasqua originale che punta la bussola dalla Polonia all’Ungheria, dalla Slovenia all’Austria, tra storia e cultura, relax termale e pinte di birra bionda artigianale. E poi la magia dell’Italia nascosta, dalle Alpi alle isole, maggiori e minori, una geografia dei campanili bellissima e ricca di tradizioni.

Polonia, tra sacro e profano

L’eredità della storia polacca porta con sé una malinconica suggestione, ma il Paese rivela anche il lato più gioioso, soprattutto quando si parla di feste e ricorrenze. Territorio dove cultura, comunità e memoria si intrecciano, guardando sempre al futuro: Varsavia, Cracovia e Danzica ne sono l’esempio, tra i più interessanti laboratori creativi d’Europa che mantengono saldi gli antichi riti popolari e religiosi come la “Święconka”, la benedizione dei cestini pasquali, che si svolge il Sabato Santo in una cerimonia che unisce sacro e profano, celebrando prosperità e condivisione.

Cracovia è considerata la perla della Polonia, e a differenza delle altre città, questa antica capitale conserva gran parte del patrimonio monumentale rimasto intatto dalle distruzioni della seconda guerra mondiale. L’elegante Piazza del Mercato ospita gli immancabili Mercatini di Pasqua, dove trovare il meglio dei prodotti artigianali, le tipiche “pisanki”, uova dipinte con maestria amanuense, e le specialità gastronomiche come il “żurek”, deliziosa zuppa tradizionale. Partendo dalla città è possibile visitare in giornata due siti Patrimonio dell’Umanità, la Miniera di Sale di Wieliczka, oppure il Museo e Memoriale di Auschwitz-Birkenau, luogo della storia locale che appartiene alla memoria collettiva. A poca distanza dal centro si trova anche Kalwaria Zebrzydowska, importante santuario del XVII secolo patrimonio UNESCO dove ogni anno si svolge la più spettacolare Via crucis di tutta la Polonia in un suggestivo paesaggio collinare che ricorda Gerusalemme.

Tutt’altra atmosfera in quel di Danzica, la regina del Mar Baltico nelle terre di Pomerania, meta vivace e gettonatissima tra i giovani del nord Europa. Questa frizzante città è l’ideale anche per chi desidera partire in solitaria, magari scegliendo la proposta WeRoad: assieme a nuovi compagni di viaggio vi tufferete nella cultura locale sperimentando bellissime avventure, come pagaiare in kayak lungo i canali del centro e scoprire la natura che lo circonda. Divertimento anche a Varsavia, conosciuta come la “New York dell’Est”, dove assaggiare vodka come i locals: “Na zdrowie”, ma sempre con moderazione e il piacere della conoscenza partecipando a interessanti tour nelle distillerie locali.

Ungheria, buona tavola e folklore contadino

Il cuore dell’Europa Centrale si trasforma in primavera. Pasqua è uno dei periodi più belli per visitare Budapest, pronta a festeggiare con l’Easter Fair nel City Park, dal 3 al 6 aprile, e svelare tutta la magia di una capitale che rinasce dopo un lungo inverno. La perla del Danubio si illumina sotto il tiepido sole di stagione, mentre parchi e giardini tornano a fiorire, diventando la cornice ideale per i numerosi eventi culturali e gastronomici. Ed è così che tra le iconiche meraviglie della città come il Parlamento, il Castello di Buda, il candido Bastione dei Pescatori e l’irresistibile tentazione delle storiche Terme di Budapest, scoprirete mercati rurali, con giochi per grandi e piccini, laboratori artigianali, dimostrazioni di antiche usanze locali.

Per un vero e proprio tuffo nella cultura ungherese, da non perdere il Festival di Pasqua di Hollókő, il borgo gioiello patrimonio UNESCO situato a nord-est del Paese. Si tratta di un evento gioioso e condiviso dove scoprire l’autentico folklore locale: musica e danze popolari, laboratori artigianali, la decorazione certosina della uova e l’immancabile “annaffiatura pasquale”, uno dei riti folkloristici più caratteristici, in cui gli uomini vestiti con costumi popolari tradizionali “palóc” recitano brevi poesie o filastrocche di Pasqua prima di bagnare le donne con secchi d’acqua, gesto che, secondo la leggenda, sembrerebbe rimandare al battesimo.

Slovenia, spettacolo in bicicletta, Austria, gusto di montagna

Lubiana è una bella scoperta soprattutto in primavera. La capitale slovena è green, vivace e cosmopolita, orgogliosa della sua storia. A testimoniarlo l’enciclopedico Castello, il grande maniero che visse più volte, da tenuta degli Asburgo, a caserma militare, e da fine ‘800 sino alla fine della Seconda Guerra Mondiale penitenziario, oggi luogo della cultura che ospita concerti, mostre e spettacoli. Una città da visitare in bicicletta, lungo il suo intreccio di percorsi ciclabili, e per gli appassionati, ottimo punto di partenza per raggiungere su due ruote le belle località limitrofe come Škofja Loka, a soli 25 chilometri a nord-ovest di Lubiana. Questa gemma spunta nel verdissimo paesaggio prealpino, con le sue case dai tipici tetti spioventi di tegole rosse, facciate colorate e affreschi murali, lì dove le insegne in ferro battuto annunciano negozietti e botteghe artigiane. È proprio in questo luogo dove il tempo sembra essersi fermato che quest’anno si svolge la Passione di Škofja Loka, evento che si celebra ogni sei anni, a cui partecipano più di 1.000 volontari, di cui più di 800 attori e più di 60 cavalieri che daranno vita a sette rappresentazioni tra il 21 marzo e il 12 aprile, tanto spettacolare da essere iscritta nella lista dei Patrimoni Immateriali dell’Umanità UNESCO.

Dal folklore sloveno a quello austriaco, nell’angolo meridionale delle verdissime Alpi orientali della Carinzia. Qui ci si tuffa nella natura e nelle tradizioni culinarie che a Pasqua rispolverano l’antico ricettario dei piatti genuini di montagna, giocando con insoliti abbinamenti. Non manca mai il “Reindling”, il dolce tradizionale carinziano da accompagnare con il tipico burro al papavero, così i prosciutti e le salsicce che abbondano nei cestini pasquali, finemente decorati con fiori primaverili e coperti con bellissimi teli ricamati. Oltre a questi bottini, immancabile la “Jause”, la merenda pasquale che non ti aspetti, che include anche una portata di lingua di manzo e rafano. La vera sorpresa in Carinzia non è racchiusa nelle uova di cioccolato ma nei banchetti delle feste.

Italia, dalle Alpi alle isole

Ci sono mille modi per vivere la Pasqua italiana, le stesse ricette non basterebbero a descriverla in tutta la sua dolcezza: dalla colomba nazionalpopolare, alla Fugassa veneta, dalla Pizza di Pasqua laziale, alla Pastiera napoletana. Paese che vai usanze che trovi, così il folklore che in questa ricorrenza trova consuetudini davvero suggestive, alcune buffe e divertenti, come la “Osterpreisguffen”, tradizione contadina dell’Alto Adige, gara dove vince chi riesce a mantenere intatto il proprio guscio rompendo quello dell’avversario. Questa sfida a colpi di uova si può vivere in un Maso Gallo Rosso, dove i soggiorni diventano un’esperienza immersiva a sostegno dell’attività agricola altoatesina.

Per soggiorni coinvolgenti ed esperienziali perfetti per le famiglie con bambini, le proposte outdoor di Freedome vi portano negli angoli più belli d’Italia: in Piemonte, nella cornice naturale della provincia di Cuneo, potrete cavalcare i pony più piccoli del mondo, oppure in Lombardia, nella dimora faunistica di Casalzuigno, incontrerete tantissimi animali. Potrete scegliere anche la Maremma Toscana dove cavalcare tra vigneti, uliveti e poderi in pietra, oppure fare tappa a un passo da Roma, per conoscere e interagire direttamente con asinelli, pecore, mucche, caprette, cavalli e altri simpatici esemplari salvati da situazioni di disagio, curati all’interno di una fattoria didattica di Ostia.

Per gli amanti delle avventure nella natura, zaino in spalla alla scoperta dell’Isola d’Elba, splendida e poco affollata a primavera, quando la macchia mediterranea si risveglia incorniciando panorami d’incanto. Il periodo pasquale è l’occasione ideale per scoprire l’isola a ritmo lento, partecipando alle escursioni organizzate dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano e da guide locali, lungo sentieri che attraversano boschi, colline e affacciano sul mare. Per il 5 aprile è previsto il Trekking di Pasqua sul promontorio dell’Enfola, la passeggiata panoramica lungo il percorso circolare di Capo Enfola, tra scogliere a picco sul blu e testimonianze storiche legate alla Seconda Guerra Mondiale, mentre a Pasquetta si raggiunge la Fortezza del Volterraio per una visita con una Guida Parco di uno dei simboli storici dell’isola, in posizione dominante sul golfo di Portoferraio.

Isola che vai, bellezze che trovi. Quelle della Sicilia racchiudono riti secolari, processioni e sapori identitari, tradizioni che incontrano festa e sacralità. Come ricorda Leonardo Sciascia, “Non c’è paese, in Sicilia, in cui la Passione di Cristo non riviva”. La processione del Venerdì Santo a Enna è uno spettacolo corale che vede 2.500 confrati incappucciati accompagnati da marce funebri. Teatralità e rituali che culminano con la “Paci” nella Domenica di Pasqua e si chiudono con la “Spartenza” nella Domenica in Albis. Anche Trapani custodisce una tradizione secolare, la suggestiva Processione dei Misteri del Venerdì Santo che sfila tra gruppi scultorei e addobbi floreali, al ritmo delle bande che accompagna la caratteristica “annacata”, un vero e proprio movimento che prevede di oscillare lentamente a destra e sinistra, avanti e indietro, con una cadenza precisa. Un rituale che si fa simbolo di una città che non perde le tradizioni e le rinnova ogni anno.

Canti, riti, fede, itinerari e sapori anche in dodici incantevoli borghi della Grecìa Salentina, una vera e propria isola linguistica ellenofona pugliese, dove si parla la “Grika”, lingua millenaria trasmessa solo oralmente di generazione in generazione. Tappe speciali anche a Lecce e Alessano con Canti di Passione – Ce Custi o Gaddho na Cantalisi, la rassegna che ha inizio nella settimana che precede la Domenica delle Palme e si diffonde nei principali luoghi sacri del territorio. Dal 21 Marzo all’1 aprile, il ricco programma regala delizie e suggestioni unendo il mondo dell’arte a quello del gusto: il pathos dei canti devozionali, che mixano la poesia popolare recitata in Grika, musica e gestualità, si alterna al piacere della buona tavola locale, sapori tradizionali delle comunità ospitanti. Un’occasione speciale per apprezzare un tesoro fatto di bontà e bellezza, tra palazzi storici e sagrati delle chiese, tra piazze e antichi conventi di un’Italia nascosta e senza tempo.

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Il Fatto Quotidiano

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