Parigi rompe i rapporti con Palantir: l’analisi dei dati passa a un’azienda francese in nome dell’autonomia strategica
- Postato il 18 giugno 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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La notizia è arrivata direttamente dal primo ministro del governo francese Sébastien Lecornu. La Direzione generale della sicurezza interna di Parigi interromperà i suoi rapporti con Palantir, la controversa società statunitense fondata dal transumanista Peter Thiel che si occupa di analisi dati e vanta legami con le agenzie dei servizi segreti e gli apparati militari USA. I servizi offerti da Palantir, che nel frattempo garantirà una transizione sicura ed efficace, saranno presi in carico da ChapsVision, un’alternativa nazionale in grado di competere con Palantir sul piano dell’analisi di dati complessi e della sicurezza.
Le ragioni della rottura sono da ricercarsi in una più ampia volontà di rendersi sempre meno dipendenti sul piano tecnologico e digitale, e nel tentativo di costruire “vera autonomia” da attori esterni altalenanti e sempre meno affidabili come gli Stati Uniti dell’era Trump. Palantir e il governo francese avevano una collaborazione attiva dal 2016, spinta dalla necessità di attrezzarsi con nuovi e più potenti strumenti dopo gli attentati terroristici che nel novembre del 2015 colpirono Parigi causando 137 morti e 416 feriti.
La presenza di Palantir nelle infrastrutture critiche europee si era però già ridimensionata ben prima della recente decisione del governo francese. All’inizio del 2026 l’esercito tedesco aveva comunicato l’interruzione dei rapporti con Palantir per proteggere la propria indipendenza e garantire una maggiore sovranità dei dati, preferendo fra le alternative proprio la francese ChapsVision. Successivamente anche il Regno Unito si è mosso in questa direzione su pressione parlamentare, annunciando un riesame del contratto da 330 milioni di sterline stipulato tra il National Health Service e Palantir e bloccando, su volontà del sindaco di Londra Sadiq Khan, un progetto di contratto da 50 milioni di sterline tra l’azienda e la polizia della capitale.
Il ruolo della Francia nel tentare di spingere il continente europeo verso una maggiore autonomia strategica sul piano tecnologico è centrale. È lo Stato Ue che ha stanziato più risorse pubbliche per sviluppare un’intelligenza artificiale “sovrana” mettendo questa tecnologia al centro delle sue priorità di crescita grazie anche ad eccellenze nazionali come Mistral AI, un’azienda francese fondata da ex dipendenti di Google DeepMind e Meta che ha progettato l’assistente Vibe e che è ad oggi una delle soluzioni più credibili e competitive del continente europeo. All’inizio del 2025 il presidente francese Emmanuel Macron ha inoltre annunciato un investimento da 109 miliardi di euro in IA, mentre l’anno successivo Mistral ha avviato una collaborazione con le forze armate francesi offrendo l’accesso ai suoi modelli e alle sue soluzioni di IA.
La corsa ai cosiddetti armamenti digitali è ormai entrata nella competizione geopolitica globale gli USA sembrano non riporre la fiducia su nessun alleato. Recentemente, su ordine Dipartimento del commercio statunitense e per ragioni di “sicurezza nazionale”, l’amministrazione ha ordinato ad Anthropic, una delle società di IA più influenti al mondo e produttrice del chatbot Claude, di sospendere l’accesso a tutti i cittadini stranieri ai suoi modelli più potenti e recenti appena rilasciati (Fable 5 e Mythos 5). L’azienda, non potendo filtrare i propri utenti in base alla nazionalità, ha dovuto annunciare lo stop generalizzato alle sue tecnologie più avanzate. I modelli Fable 5 e Mythos 5 di Anthropic hanno infatti destato particolare preoccupazione per la loro capacità di individuare vulnerabilità informatiche in infrastrutture critiche, come il sistema finanziario globale, soprattutto nel caso in cui attori legati a stati ostili possano entrare in contatto con queste tecnologie.
È in questo contesto che gli stati europei possono impegnarsi per smarcarsi sempre di più dalla dipendenza strategica con gli Stati Uniti e puntare collettivamente sulla creazione di infrastrutture digitali locali per evitare di condannare l’Europa al ruolo di attore non protagonista nella corsa all’IA fra Cina e Stati Uniti.
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