Parco eolico Ferriere, le osservazioni dei comuni: “Nel progetto informazioni errate e sottostima degli impatti”

  • Postato il 27 febbraio 2026
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  • Di Genova24
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Genova. Si è chiuso da qualche giorno il termine per la presentazione delle osservazioni da parte di pubblico ed enti pubblico per il progetto del maxi parco eolico delle Ferriere, che prevederebbe la costruzione di sette pale da 180 metri sul crinale del monte Crociglia, sullo spartiacque tra la val d’Aveto e la val Nure, a cavallo dei territorio di Ferriere, Piacenza, e Santo Stefano d’Aveto, Genova.

E se già dai primi giorni della fase pubblica avevamo parlato di una “pioggia di osservazioni”, oggi il termine giusto sarebbe diluvio: sono 447 i documenti caricati sulla pagina del sito ministeriale, documenti che racchiudono tutte le criticità raccolta da cittadini, residenti e associazioni, e che spaziano dall’irreversibile impatto ambientale dell’impianto, dalle criticità tecniche di costruzione, la mancata presa in considerazione del valore storico-sociale del crinale interessato al progetto, le servitù che nasceranno e i danni economici per un territorio che sulla bellezza delle sue montagne ha a costruito la sua economia e la identità.

Nelle scorse ore sono stati pubblicati due dei documenti più attesi, vale a dire le osservazioni ufficiali dei comuni interessati, Santo Stefano d’Aveto e Ferriere, che hanno messo nero su bianco tutte le criticità del progetto già in parte anticipate in questo mese di mobilitazione del progetto, diventato di dominio pubblico solo lo scorso 23 gennaio, grazie all’anticipazione di Genova24.

Parco eolico Ferriere progetto
Il fotoinserimento sul crinale del Monte Crociglia

Santo Stefano: “Omissioni documentali gravi”

Sono molteplici i punti critici del progetto secondo l’analisi del comune di Santo Stefano d’Aveto, guidato dal sindaco facente funzione Mattia Crucioli che, nella recente assemblea pubblica in valle ne aveva anticipato alcuni dettagli, promettendo battaglia. Il documento del comune parte dal rilevare un vizio d’origine: l’avviso di avvio del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale è, infatti, definito “carente” e fuorviante. Secondo l’amministrazione, la società proponente avrebbe omesso informazioni cruciali, riducendo le possibilità per i cittadini e gli enti di presentare osservazioni informate.  Tra queste la parte in cui l’azienda proponente prevede un impatto economico “positivo”, “tralasciando gli aspetti negativi sull’allevamento, turismo e tradizioni locali”, non specificando quelle che vengono definite come “nuove opportunità occupazionali” legate alla manutenzione dell’impianto.

Nelle sue osservazioni, il Comune di Santo Stefano d’Aveto contesta duramente la compatibilità del progetto con le norme di tutela del PTPR ligure, rilevando come le opere previste violino i principi di conservazione del paesaggio montano. Il cuore della critica riguarda la trasformazione dei sentieri di crinale tra il Passo della Crociglia e il Monte Bue: tali percorsi, tutelati per il loro elevato valore escursionistico, naturalistico e storico, verrebbero declassati ad arterie carrabili stabili per permettere il transito dei mezzi pesanti necessari alla manutenzione delle turbine. Secondo l’amministrazione, questa alterazione fisica non rappresenta un intervento temporaneo legato al cantiere, ma una manomissione permanente del suolo che contravviene direttamente alle disposizioni del piano paesaggistico, il quale impone la salvaguardia dell’integrità geomorfologica e visuale dei crinali appenninici. In tale contesto, l’impatto visivo e strutturale degli aerogeneratori viene interpretato come una forzatura industriale incompatibile con la vocazione naturalistica di un’area che il PTPR mira a proteggere da trasformazioni antropiche di tale portata.

Parco eolico Ferriere progetto
L'ubicazione delle sette pale previste dal progetto

E poi la vicinanza al territorio del Parco dell’Aveto: secondo l’amministrazione comunale l’installazione delle turbine e delle relative infrastrutture di cantiere si collocherà in un’area di fondamentale pregio naturalistico, strettamente connessa al sistema ambientale protetto del Parco. Secondo il Comune, l’impatto industriale dell’impianto eolico entrerebbe in rotta di collisione con gli obiettivi di conservazione della biodiversità e di mantenimento degli equilibri ecosistemici che l’Ente Parco è preposto a garantire. La critica si concentra sul rischio che la realizzazione dell’opera pregiudichi la fruizione sostenibile del territorio, snaturando il paesaggio montano che costituisce il cuore pulsante dell’offerta turistica e del patrimonio ambientale ligure, rendendo di fatto vani gli sforzi di tutela condotti finora per salvaguardare l’integrità ecologica della zona.

In sintesi, il Comune di Santo Stefano d’Aveto, come previsto, formula un parere nettamente negativo in merito alla compatibilità ambientale del progetto del parco eolico Ferriere, esortando il Ministero dell’Ambiente a non approvare l’intervento. L’amministrazione motiva tale posizione rimarcando la gravità delle omissioni documentali e l’irreversibilità degli impatti paesaggistici, naturalistici ed economici che l’opera comporterebbe. Ma non solo: il comune promette battaglia con la propria ferma volontà di ricorrere alle sedi giurisdizionali competenti qualora il Ministero dovesse ignorare le criticità sollevate, ribadendo la necessità di preservare l’integrità del territorio e gli interessi della comunità locale di fronte a una trasformazione industriale ritenuta incompatibile con la vocazione dei luoghi.

Ferriere: “Opera totalmente incompatibile”

Anche il comune di Ferriere ha depositato un’ampio documentazione, accompagnato dal parere negativo votato in Consiglio comunale, in cui viene analizzata, normativa alla mano, la compatibilità dell’opera con il territorio montano del comune, evidenziando come l’impianto, per dimensioni e tipologia di cantierizzazione, confligga con le norme di tutela del suolo e con gli obiettivi di pianificazione territoriale.

Le criticità sollevate dal Comune di Ferriere si concentrano principalmente sul rischio idrogeologico e sul contrasto con la normativa locale. L’Ufficio Tecnico evidenzia come le aree destinate all’impianto ricadano in zone classificate come ad alto rischio di frana rendendo il posizionamento di aerogeneratori e la realizzazione di viabilità di cantiere un fattore di potenziale destabilizzazione per l’intero versante montano. A ciò si aggiunge la violazione delle normative del piano regolatore generale che per le quote superiori ai 1200 metri s.l.m. — area in cui ricade il sito interessato — limita rigorosamente gli interventi edilizi, escludendo esplicitamente l’installazione di infrastrutture di natura industriale. Il progetto viene dunque giudicato antitetico agli obiettivi del nuovo Piano Urbanistico Generale in fase di redazione, che punta proprio alla tutela del suolo e al mantenimento della biodiversità d’alta quota.

In conclusione, il Consiglio Comunale di Ferriere ha formalizzato quanto anticipato dalla sindaca Carlotta Oppizzi nelle scorse settimane, vale a dire l’opposizione a 360 gradi alla alla realizzazione dell’impianto eolico e al conseguente rilascio della compatibilità ambientale da parte del Ministero. La posizione del Comune è definitiva: il progetto non è considerato suscettibile di correzioni o mitigazioni che possano renderlo compatibile con il tessuto normativo locale.

Autore
Genova24

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