Parchi del Vento 2026, la nuova guida svela 34 itinerari tra natura e turismo lento
- Postato il 13 giugno 2026
- Notizie
- Di SiViaggia.it
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
C’è un modo nuovo e inaspettato per scoprire alcuni dei più affascinanti territori che punteggiano il Belpaese ed è attraversando i 34 parchi eolici mappati da Legambiente, tra i quali nel 2026 si registrano 7 “new entry”. La transizione energetica sta dimostrando infatti che la tecnologia può instaurare un rapporto armonioso e positivo con il paesaggio, trasformandosi da mezzo con cui creare energia pulita a ingranaggio che entra a far parte del mondo del turismo lento.
Per valorizzarli, il Cigno Verde ha pubblicato la V edizione della guida turistica “Parchi del Vento”, presentata a Roma presso il Touring Club Italiano. Non si tratta “soltanto” di impianti energetici, ma di veri e propri punti di partenza per itinerari sorprendenti tra natura, borghi, siti archeologici ed eccellenze locali.
Le nuove rotte del vento in Italia
La V edizione della guida “Parchi del Vento” di Legambiente racconta 34 parchi eolici italiani come nuove destinazioni di turismo lento. In particolare, nel 2026 la mappatura si amplia con 7 nuove “new entry”, distribuite tra Sud e isole.
In Sicilia entrano i Parchi Eolici della Sicilia Occidentale (tra Partinico, Monreale, Camporeale e Salemi-Castelvetrano), che si affacciano su panorami che includono i laghi Poma e Trinità. Da qui prende forma un percorso che intreccia infrastrutture energetiche e patrimonio culturale, collegando il Duomo di Monreale, il borgo di Salemi e i templi di Selinunte, fino ai mosaici di Borgo Parrini, attraversando anche gli uliveti della DOP Val di Mazara e le produzioni vinicole locali.
Sempre in Sicilia, nel catanese, il Parco Eolico di Mineo-Militello-Vizzini diventa esempio di rigenerazione paesaggistica grazie al repowering: meno impatto visivo e nuovi tracciati per trekking e mountain bike con vista sull’Etna. L’itinerario unisce i luoghi legati a Verga a Vizzini, il centro medievale di Mineo e il barocco UNESCO di Militello, fino alle eccellenze agroalimentari come le Arance Rosse IGP e l’Olio DOP Monti Iblei.
Alla guida dei parchi eolici 2026 si aggiunge anche il Parco Eolico di Sa Turrina Manna, nei comuni di Tula ed Erula (SS), in Sardegna. Un luogo che si distingue come esempio di integrazione tra energia e turismo lento, dove le strade di servizio dell’impianto diventano percorsi accessibili per escursioni e itinerari in bicicletta, con viste che abbracciano la Gallura, il Monte Acuto e il Lago Coghinas. Il paesaggio si intreccia così con boschi, altopiani e tradizioni locali legate al borgo di Tula.
In Campania, il Parco Eolico di Baselice, nel borgo omonimo in provincia di Benevento, si sviluppa lungo le dorsali della Val Fortore, a quasi 900 metri di quota. Qui i percorsi a piedi e in bici offrono visuali che spaziano tra Puglia e Molise, collegando l’esperienza dell’energia rinnovabile ai cammini storici, come quello di San Giovanni Eremita, e alle sponde del Lago di Occhito, area di grande interesse naturalistico e birdwatching. Il viaggio si completa con le eccellenze enogastronomiche locali, dal Caciocavallo Silano DOP al Moscato di Baselice.
In Puglia, il Parco Eolico di Mondonuovo a Mesagne (BR) si inserisce in un paesaggio agricolo dominato dagli uliveti secolari e lungo l’antico tracciato della Via Appia Antica. L’area diventa punto di partenza per esplorare il borgo di Mesagne, il Castello Orsini del Balzo e il Museo Granafei con i reperti messapici, fino alle produzioni locali come il Brindisi DOC e il Carciofo Brindisino IGP, in un itinerario che unisce archeologia, cultura e paesaggio rurale.
I 34 parchi eolici già mappati
La guida di Legambiente attraversa la Penisola trasformando i parchi eolici in una rete di destinazioni per il turismo lento. Trekking, ciclabili immerse nel verde, passeggiate a cavallo, arrampicate, rafting e birdwatching: sono alcune delle migliori esperienze che si possono vivere in questi parchi. Dalle aree alpine e prealpine fino al Sud e alle isole, infatti, ogni sito diventa un punto di accesso a esperienze outdoor e a territori spesso lontani dai circuiti turistici tradizionali.
All’interno della guida il lettore non trova solo dati tecnici sugli impianti, ma un vero e proprio strumento per esplorare i territori: indicazioni pratiche per raggiungerli, idee di itinerario tra sentieri e percorsi, racconti legati alla storia e alla memoria dei luoghi, oltre a spunti su cosa visitare, dove dormire e dove scoprire le specialità della cucina locale.
Di seguito l’elenco completo dei parchi mappati nella guida:
- Rivoli Veronese (Verona);
- Naso di Gatto (Savona, Cairo Montenotte e Albisola);
- Valbormida (Cairo Montenotte, Savona);
- Cinque Stelle (Stella, Savona);
- Rocche Bianche (Quiliano e Vado Ligure, Savona);
- Monte Greppino (Savona);
- Cascinassa (Savona);
- La Rocca (Pontinvrea, Savona);
- Vento di Zeri Zeri (Massa-Carrara);
- Carpinaccio (Firenzuola, Firenze);
- Montecatini Val di Cecina (Pisa);
- Poggi Alti (Scansano, Grosseto);
- Cooperativo di Gubbio (Perugia);
- Tocco di Vento (Tocco da Casauria, Pescara);
- Fortore Molisano (Pietracatella, Monacilioni, Sant’Elia a Pianisi, Macchia Valfortore, Campobasso);
- Castelmauro (Campobasso);
- Vastogirardi (Isernia);
- San Marco dei Cavoti (Benevento);
- Baselice (Benevento);
- Valleverde (Bovino, Foggia);
- Porto di Taranto (Taranto);
- Mondonuovo (Mesagne, Brindisi);
- Tivano (Lavello, Potenza);
- Santa Tecla (Avigliano, Potenza);
- Sa Turrina Manna (Tula ed Erula, Sassari);
- Santa Ninfa (Gibellina, Salaparuta e Santa Ninfa, Trapani);
- Selinus (Trapani);
- Vento di Vino (Trapani);
- Partanna (Trapani);
- Sicilia Occidentale (Partinico-Monreale, Camporeale, Salemi-Castelvetrano);
- Mineo-Militello-Vizzini (Catania);
- Gangi (Palermo).