Paradosso Cairese: si gioca tutto in una (o due) partite dopo un ritorno da playoff
- Postato il 1 maggio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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L’anno scorso erano bastati 37 punti alla Vogherese per salvarsi senza passare dai playout. Quest’anno quaranta punti potrebbero non essere abbastanza per evitare gli spareggi. Una quota salvezza alta che ha complicato i piani della Cairese. I gialloblù pagano ancora la “falsa partenza” con tanti punti gettati alle ortiche nei minuti finali. I valligiani hanno chiuso l’andata al penultimo posto, zona retrocessione, mentre i 25 punti conquistati li piazzano al quinto posto nel girone di ritorno. La società organizza un pullman per i sostenitori che vorranno spingere la squadra verso il traguardo.
Un lavoro importante, fatto con una rosa buona ma priva del centravanti classifico, che comunque ha permesso a Boveri e compagni di essere padroni del proprio destino all’ultima giornata. Domenica sul campo del Gozzano, con una vittoria sarebbe salvezza diretta qualsiasi cosa succeda sugli altri campi.
In caso di K.O. i gialloblù (40 punti) possono salvarsi in caso di arrivo a pari punti col Derthona (39 punti) per via degli scontri diretti. Parità negli scontri diretti con il Club Milano, l’altra squadra a 39 punti. La Cairese ha un +5 di differenza reti rispetto ai milanesi (-4 e -9).
I bianconeri di Buttu sono ospiti di un Saluzzo a cui serve un punto per evitare brutte sorprese. Il Club Milano invece riceve un Asti penultimo ma in striscia positiva da sei partite.
La classifica
Vado 75, Ligorna 69, Biellese 57, Sestri Levante 54, Varese 53, Chisola 52, Sanremese 46, Valenzana Mado 45, Saluzzo 42, Celle Varazze 41, Imperia 41, Cairese 40, Derthona 39, Club Milano 39, Gozzano 36, Asti 35, Lavagnese 27, NovaRomentin 16.
L’ultima giornata
Club Milano – Asti, Gozzano – Cairese, Imperia – Celle Varazze, Lavagnese – Varese, Ligorna – NovaRomentin, Saluzzo – Derthona, Sestri Levante – Sanremese, Vado – Biellese, Valenzana Mado – Chisola.
Le parole di mister Roberto Floris dopo la Valenzana
Non posso non essere contento perché non era facile. La Valenzana è venuta qua con il piede di guerra per fare la partita e continuare la loro striscia. Hanno fatto un percorso straordinario: è una neopromossa, ma direttore, mister e staff hanno lavorato in maniera importante e hanno raggiunto la salvezza con due giornate di anticipo, quindi complimenti a loro.
Abbiamo fatto una grande gara perché i ragazzi sapevano l’importanza della partita. Dal mio arrivo avevo prefissato 38 punti, che erano tanti: adesso ne restano tre da fare e siamo in piena corsa. Sono gli ultimi punti da conquistare su un campo difficilissimo come quello del Gozzano. È una finale. Non potevo chiedere di più perché dipendiamo solo da noi stessi: domenica non dobbiamo guardare nessuno, ma affrontare una squadra molto forte. È una prova di carattere e maturità che questi ragazzi meritano.
Nel girone di ritorno abbiamo fatto qualcosa di straordinario. La Valenzana è quinta per punti nel ritorno, noi credo siamo quarti, poco cambia. Questi ragazzi meritano la salvezza.
Se prendiamo tutto il campionato, abbiamo fermato il Vado all’andata, la Valenzana, il Chisola, il Ligorna, il Sestri Levante. Il nostro margine di errore era zero. Non posso recriminare per una partita sottotono in una settimana particolare: anche se non l’avessimo persa, oggi saremmo comunque qui a giocarci la finale, non cambiava niente. Magari con un punto in più, ma sempre a giocarci tutto.
In quella gara (la sconfitta col Club Milano ndr) siamo stati poco concreti nel primo tempo, abbiamo preso un gol evitabilissimo, sbagliato un paio di occasioni e c’è stata una grande parata del loro portiere all’ultimo minuto. Non abbiamo praticamente subito tiri. Ma pensare di fare 25 partite senza perdere non era possibile. Più di così, per una squadra che era ultima, non si poteva fare.
Io sento che devo portare la squadra in salvo e oggi non abbiamo ancora fatto niente. Tutto quello che abbiamo fatto sarebbe sprecato se domenica non portassimo a casa il risultato. È una finale: non possiamo abbassare la guardia.
A livello di stimoli è la partita più semplice da preparare. Tutti sanno cosa ci aspetta. I ragazzi sono intelligenti e oggi hanno dimostrato la cattiveria giusta per prendersi tre punti fondamentali. Sono sicuro che lo faranno anche domenica, anche se troveremo una squadra con motivazioni altissime.
Quando parlo di società parlo di una città, di un paese, dei tifosi e della sua storia. Il rispetto va a loro. Parlare di futuro oggi è sbagliato perché non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo. Non ho accordi con nessuno per il prossimo anno, per rispetto di questa piazza. Il mio unico obiettivo è salvare la Cairese. Poi si vedrà.
In un momento così importante conta soprattutto la testa. Più che la tattica, ho cercato di lavorare sull’aspetto mentale: ho tolto la rifinitura per non caricare troppo di stress. È servito. Ora bisogna continuare così.