Papa Leone XIV e i Blues Brothers: dietro le quinte dell’incontro con il sassofonista
- Postato il 24 agosto 2026
- Di Panorama
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Occhiali neri, cappello, completo scuro. Più che un futuro pontefice, sembrava Jake Blues. Eppure, dietro quel travestimento da Blues Brothers c’era proprio lui: il giovane Robert Francis Prevost, molto prima che diventasse Papa Leone XIV. Nel documentario vaticano Leo from Chicago compare infatti una fotografia del giovane Prevost in versione Jake e Elwood. Un’immagine che racconta la storia apparentemente normale di un uomo cresciuto a Chicago, la città simbolo del film di John Landis, e che, a distanza di qualche decennio, è stato eletto come successore di Pietro.
L’incontro al Meeting di Rimini
Sabato 22 agosto, però, quella passione giovanile ha trovato un seguito inatteso. Al Meeting di Rimini, Papa Leone XIV ha incontrato Louis «Blue Lou» Marini, sassofonista e compositore della Blues Brothers Band, già comparso come attore nel celebre film cult del 1980. I due si sono stretti la mano davanti allo stand dei media vaticani, entrambi visibilmente emozionati, quasi come due amici che si ritrovano dopo molto tempo.
Non si è trattato di un incontro di pura circostanza. Il Pontefice ha citato una scena del film e ha ricordato a Marini come sia ancora, a distanza di decenni, «in missione per conto di Dio». Una battuta che il musicista ha saputo raccogliere al volo: ha mostrato un paio di occhiali scuri, quelli stile Ray-Ban resi immortali da John Belushi e Dan Aykroyd, e li ha consegnati al Papa. Leone XIV ha scelto di contraccambiare con due rosari.
Dietro le quinte dell’incontro fra Papa Leone XIV e il sassofonista
Marini non si era presentato a Rimini con i famosi Ray-Ban per caso. Tutt’altro. Arrivato negli studi dei Media Vaticani con gli occhiali già in mano, infatti, aveva anticipato ai presenti: «Sono per il Papa». Aveva confessato inoltre che gli sarebbe piaciuto farci incidere sopra la scritta «Papa Cool», ma i tempi ristretti non lo avevano permesso. Con o senza dedica, il dono ha centrato comunque il bersaglio, su questo non vi è alcun dubbio.
Lo scambio tra Leone XIV e il musicista vale più di una curiosità. Da una parte gli occhiali neri, simbolo pop di una commedia che ha attraversato diverse generazioni. Dall’altra il rosario, oggetto di devozione quotidiana per la fede cristiana. Due mondi che, nella biografia di Prevost, hanno sempre avuto modo di coesistere felicemente.
Forse è proprio questa la parte più curiosa della storia di Robert Francis Prevost: dietro la veste bianca del Pontefice continua a intravedersi l’uomo di Chicago. Quello che ascoltava i Blues Brothers, che da ragazzo poteva travestirsi da Jake ed Elwood e che oggi, quasi per uno scherzo del destino, si è ritrovato a ricevere da uno dei protagonisti del film proprio quegli occhiali neri. Un Papa con il rosario in mano e gli occhiali della Ray-Ban. Una scena che, probabilmente, nemmeno John Landis avrebbe saputo scrivere meglio.