Papa Leone: «Ho un nodulo al polmone, mi opero nei prossimi giorni»
- Postato il 11 ottobre 2026
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Papa Leone: «Ho un nodulo al polmone, mi opero nei prossimi giorni»
Papa Leone all’Angelus ha annunciato che nei prossimi giorni si sottoporrà ad una operazione per un nodulo al polmone in fase iniziale
ROMA – Nel corso dell’Angelus in piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha annunciato a sorpresa che si sottoporrà a breve ad un’operazione. «I medici mi hanno trovato un nodulo al polmone in fase iniziale e ben localizzato, seguendo il loro consiglio, mi sottoporrò a un’operazione già programmata nei prossimi giorni» ha detto.
Papa Leone XIV, ha annunciato la sua situazione clinica affacciandosi alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, dopo l’Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti in piazza San Pietro. «In risposta alle domande dei giornalisti – ha poi aggiunto il portavoce del Vaticano, Matteo Bruni – posso precisare che l’intervento è previsto per i primi giorni della prossima settimana e che il tempo previsto per il ricovero post operatorio è di circa una settimana». L’intervento sarà effettuato al Policlinico Gemelli.
PAPA LEONE HA UN NODULO AL POLMONE, LE SPIEGAZIONI DELL’ESPERTO
«I noduli polmonari benigni non vengono operati, ma tenuti sotto controllo. Se, invece, si decide di intervenire chirurgicamente, è probabile che si tratti di una lesione che necessita di essere asportata. Se il Pontefice ha annunciato che sarà sottoposto a un intervento» al Policlinico Gemelli, «è comunque una notizia positiva. Purtroppo, solo una piccola percentuale dei tumori polmonari può essere operata, perché spesso la diagnosi arriva quando la malattia è già in fase avanzata». Lo spiega all’Adnkronos Salute Claudio Micheletto, direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia dell’Azienda ospedaliera universitaria di Verona e membro del direttivo dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo).
Micheletto sottolinea che i sintomi del tumore polmonare «tendono a comparire tardivamente e possono essere aspecifici. Tra questi ci sono il dolore al torace, che può indicare una malattia già in fase avanzata, e la presenza di sangue nell’espettorato, cioè nel catarro», aggiunge. «Non conosco la situazione clinica del Pontefice, ma non credo che questo sia il suo caso. Il tumore polmonare – osserva – è fortemente associato al fumo. Un nodulo circoscritto, cioè localizzato in una zona limitata del polmone, può essere operabile e l’intervento è spesso risolutivo. Le tecniche chirurgiche mininvasive consentono, inoltre, di ridurre i tempi di degenza, che in genere possono arrivare a circa dieci giorni, a seconda del caso».
COSA SUCCEDE DURANTE L’INTERVENTO
Durante l’intervento «viene asportata soltanto la parte di polmone interessata dalla lesione. Vengono inoltre prelevati alcuni linfonodi, per sottoporli a un esame istologico e verificare l’eventuale presenza di cellule tumorali. Se i linfonodi risultano negativi, in alcuni casi l’intervento può essere sufficiente. Se, invece, vengono individuate cellule tumorali, può essere indicata una chemioterapia aggiuntiva». La diagnosi precoce è fondamentale: «Per individuare eventuali noduli polmonari si può ricorrere alla Tac. Tuttavia, lo screening con Tac non è indicato indistintamente per tutta la popolazione: l’esame comporta un’esposizione alle radiazioni e deve essere valutato in base al rischio individuale, in particolare nelle persone con una storia significativa di fumo», conclude.
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