Paolo Mieli sussurra al Pd: "Attenti alle amare sorprese dal gladiatore Conte"
- Postato il 4 agosto 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Paolo Mieli sussurra al Pd: "Attenti alle amare sorprese dal gladiatore Conte"
Un anno, poco meno, e l’Italia sarà chiamata di nuovo a votare. Il quadro politico italiano lo dipinge Paolo Mieli dalle pagine del Corriere della Sera e, se da un lato c’è una maggioranza ancora forte, dall’altro c’è un’opposizione che rischia di restare vittima delle sue stesse divisioni.
Il Partito democratico, secondo Mieli, è ancora impegnato nella definizione del programma e nella costruzione della coalizione in vista delle prossime elezioni politiche. E proprio la posizione sulla politica estera e sul riarmo europeo rischia di diventare uno dei principali elementi di scontro interno. Giuseppe Conte, infatti, ha rilanciato la propria linea sulla guerra in Ucraina, intervenendo ad Asiago dopo la precedente uscita di Napoli alla presenza di Elly Schlein. Il leader del M5s ha annunciato che, qualora diventasse presidente del Consiglio alla guida della coalizione, l'Italia interromperebbe l'invio di armi a Kiev. La priorità sarebbe quella di favorire una trattativa diretta tra le parti in conflitto. Ora, vista la divergenza di vedute con il Pd, secondo Mieli tenere le primarie è un’arma a doppio taglio: “Per quanto possa apparire paradossale, è compito del gruppo dirigente del Partito democratico aiutare Conte a risolvere i suoi problemi. Se gli lasceranno come unica via quella di rimanere nell’arena delle primarie a battersi da solo contro Schlein e comparse varie, potrebbero ricevere amare sorprese da quel gladiatore. Meglio rinunciare all’arena”, sussurra Mieli.
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Non c’è un candidato forte che va solo formalizzato e Conte, a confronto con Schlein, dovrà radicalizzare la sua posizione. Se vincerà il capo del Pd, certo, si adeguerà, ma potrebbe perdere consenso elettorale dai fedelissimi pentastellati. E lo stesso discorso vale per la Schlein. Per non parlare del fatto che la discesa in campo di altri contendenti, seppur minori, potrà solo peggiorare le cose. Le primarie per il cosiddetto “campo largo”, per Paolo Mieli, sono insomma una trappola che può portare solo guai: “Per come si è messo il dibattito, è l’idea stessa di tenere le primarie che ci sembra debba essere ripensata”. Al contrario, nel centrodestra Giorgia Meloni ha ancora una posizione dominante, benché ci siano dissidi tra Lega e FI e ci sia la variabile impazzita Vannacci. Dovrà, perciò, essere il Pd a tendere una mano al M5S piuttosto che scontrarsi sull’arena delle primarie, dove può uscire solo sangue. L'eventuale confronto diretto tra Conte e Schlein potrebbe accentuare le differenze già emerse negli ultimi mesi, costringendo entrambi a rafforzare le rispettive posizioni per conquistare il consenso degli elettori. Una dinamica che, secondo l'analisi di Mieli sul Corriere, potrebbe creare tensioni sia all'interno del Movimento 5 Stelle sia nel Partito democratico, con il rischio di allontanare parte delle rispettive basi.
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