Panatta tradisce Sinner e Alcaraz incalza Zverev, la replica di Sascha: "Essere stupido aiuta"
- Postato il 22 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Che noia il tennis di oggi. Fortuna che c’è Carlos Alcaraz: parola di Adriano Panatta. Proprio così: il mitico ex campione e capitano dell’Italia di Davis ha confessato di emozionarsi ormai sempre più raramente guardando le partite. L’unico che riesce a destarlo dal torpore non è mica Jannik Sinner, bensì lo spagnolo. Che, dal canto suo, ha trovato il modo di incalzare Sascha Zverev durante gli allenamenti per la Laver Cup a Londra. Carlitos ha stuzzicato Sascha sull’ormai celeberrimo championship point allo US Open, quando non si è accorto di aver battuto Ben Shelton e di aver conquistato il torneo: esilarante la risposta del tedesco.
- Panatta confessa: "Che noia il tennis, tranne Alcaraz"
- Carlos punzecchia Sascha: la domanda sullo US Open
- La replica ironica di Zverev e la verità sul matchpoint
Panatta confessa: “Che noia il tennis, tranne Alcaraz”
Ma andiamo con ordine, partendo dall’intervento di Panatta a Fuori Onda, vodcast del Corriere della Sera. “Le partite che mi interessano sono pochissime. Grande rispetto per loro come giocatori, per carità. Però mi annoio a morte“, ha confessato con la consueta franchezza il mito del tennis italiano. “Anche perché dopo due game già so quello che fanno, a parte Carlos Alcaraz. Lui è l’unico giocatore che ha delle soluzioni diverse, che riesce con le sue qualità a fare quello che faceva per esempio Roger Federer qualche anno fa. Quando giocava Roger, tiravano più piano. Sembrano ormai passati tantissimi anni. Oggi, anche nei tornei minori, tirano tutti a duemila all’ora senza pensare” .
Carlos punzecchia Sascha: la domanda sullo US Open
Insomma, Alcaraz – e non Sinner – è l’unico campione in grado di dare la scossa. E anche l’unico, forse, ad avere la sfrontatezza di chiedere a Sascha Zverev cosa gli stesse passando per la testa nelle fasi finali di Flushing Meadows. “Stavo guardando la partita a casa e devo proprio chiedeterlo: a cosa stavi pensando sul match point?”, la domanda dello spagnolo al tedesco durante una pausa della seduta d’allenamento alla O2 Arena di Londra, sotto lo sguardo divertito di Yannick Noah, allenatore del Team Europe di Laver Cup. La risposta di Zverev è stata a suo modo spiazzante, sicuramente improntata all’ironia.
[iol_placeholder type="social_instagram" id="DdlyxoHDQPJ" max_width="540px"/]La replica ironica di Zverev e la verità sul matchpoint
“Non avevo niente di niente nella mia testa”, ha scherzato Zverev riferendosi al fatto che non si fosse reso immediatamente conto di aver vinto il secondo Slam della sua carriera. “È proprio questo che mi ha aiutato. Quando sei stupido, aiuta“, ha aggiunto simpaticamente Sascha che poi forse ha dato una spiegazione più veritiera dell’accaduto: “Pensavo fossimo sul 4-1 e quindi non ero affatto nervoso. Altrimenti, vedendo che il punteggio in realtà era sul 5-2, lo sarei stato sicuramente”. Una bella replica, scherzosa ma sincera, alle incalzanti richieste di Alcaraz, inedito “compagno di squadra” dal 25 al 27 prossimo per le sfide contro il team del resto del mondo.