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Palermo. “La forma consumata”: Arman, Rotella, Warhol a confronto con la società dell’immagine

  • Postato il 14 maggio 2026
  • Mostre
  • Di Paese Italia Press
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Palermo. “La forma consumata”: Arman, Rotella, Warhol a confronto con la società dell’immagine

Palermo, 14 maggio 2026 – Moltiplicazione, accumulazione e rigenerazione dell’oggetto e dell’immagine mediale sono i nodi centrali attorno a cui si struttura La forma consumata, la mostra in programma dal 12 giugno fino al 27 dicembre 2026 al Real Albergo delle Povere di Palermo. Prodotta da Bottega Creativa e curata da Alberto Fiz con la collaborazione di Edoardo Falcioni, la rassegna mette in dialogo la Pop Art americana di Andy Warhol con il Nouveau Réalisme di Arman e Mimmo Rotella, sviluppando un percorso espositivo che propone una rilettura inedita e particolarmente attuale del destino dell’oggetto e dell’icona nella cultura visiva contemporanea.

Arman, Rotella e Warhol sono i testimoni di una società che ha dissolto l’aura dell’immagine e dell’oggetto, affidandosi al consumo come principio insieme unificante e instabile, capace di generare identità collettive, ma anche di consumarle incessantemente nel flusso della ripetizione e dell’oblio”, afferma Alberto Fiz.

La mostra richiama costantemente il pensiero di Pierre Restany, il critico francese che ha fondato nel 1960 il Nouveau Réalisme, esperienza a cui hanno partecipato Arman e Rotella intrecciando un percorso dialogico con la Pop Art e con Warhol in particolare. Se tuttavia quest’ultimo tende a congelare l’immagine nel suo statuto freddo e reiterabile di merce mediatica, Rotella ne rivela invece la fragilità fisica e i poteri rigenerativi attraverso lo strappo, la lacerazione e la sovrapposizione, mentre Arman mette in scena la deriva entropica dell’oggetto seriale attraverso accumuli e distruzioni.

Tra le oltre 80 opere, sono esposte due Marilyn di Andy Warhol del1967 e Chocolate (1983), che indica il passaggio dall’icona perfetta alla materia instabile, oltre ai due ritratti di Arman realizzati sempre dall’artista americano nel 1986. Di Rotella – del quale ricorrono quest’anno i vent’anni dalla scomparsa – compaiono in mostra Il dramma di ieri (1961), tra i primi décollage con riferimento al cinema appartenuto a Pierre Restany e Dio, Patria, Re (1962) dove il décollage decostruisce l’apparato del potere, proveniente dalla collezione di Piero Dorazio. Non manca nemmeno San Pellegrino, artypo del 1966 strettamente legato al tema della serialità.

Di Arman si segnalano Vénus aux Pistolets, un’accumulazione di revolver collocati all’interno di un manichino trasparente in plexiglas del 1967, Danse Macabre del 1973 con frammenti di mandolino nel cemento, insieme a Rejected Flowers, realizzata con Warhol, accumulazione di serigrafie su carta del 1970 che unisce la ripetizione dell’icona pop dei fiori con la tecnica della fossilizzazione e dell’accumulo, trasformando l’oggetto in archeologia del presente.

Ne emerge un progetto espositivo di particolare significato di tre grandi protagonisti dell’arte contemporanea internazionale che con i loro lavori hanno anticipato le problematiche della nostra società consumata da media e social. La rassegna è accompagnata da una serie di ritratti di Arman, Rotella e Warhol realizzati da Fabrizio Garghetti, storico fotografo milanese che con i suoi scatti ha documentato l’arte e alcuni dei suoi maggiori protagonisti dagli anni Settanta a oggi.

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