Palermo-Catanzaro, multe e squalifiche dopo le botte: la Procura FIGC apre indagine, accuse tra i due club
- Postato il 21 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Le botte da orbi e le risse da saloon che hanno caratterizzato il ritorno della semifinale playoff del Barbera tra Palermo e Catanzaro finiscono sotto la lente della Procura FIGC. Il Giudice Sportivo del campionato cadetto, Emilio Battaglia, ha disposto infatti ulteriori accertamenti da parte degli 007 del procuratore Giuseppe Chiné per cercare di chiarire l’esatta dinamica degli eventi che hanno portato all’indecorosa gazzarra in tribuna nel corso della partita vinta 2-0 dai rosanero, che non sono riusciti però a ribaltare lo 0-3 dell’andata al Ceravolo. Il Giudice ha limitato le sue decisioni solo agli avvenimenti di campo: per quelli sugli spalti bisognerà attendere un altro po’.
- Rissa nel playoff di Serie B, l'inchiesta della Procura FIGC
- Palermo-Catanzaro, i provvedimenti del Giudice Sportivo
- Il presidente Noto: "Aggredite le famiglie di Polito e Aquilani"
- Contrattacco Palermo: "Scenario provocato e innescato dai parenti"
Rissa nel playoff di Serie B, l’inchiesta della Procura FIGC
Nel comunicato di Battaglia si accenna a “un supplemento di istruttoria da parte della Procura medesima al fine di acquisire, anche mediante testimonianze o documenti audio/video, elementi circa quanto accaduto al termine della gara, con riserva di assumere le decisioni in ordine alle eventuali sanzioni da infliggere ai tesserati coinvolti“. Al vaglio degli inquirenti, oltre alla rissa in tribuna autorità, anche il petardo lanciato in direzione di alcuni tesserati del Catanzaro che stavano rientrando negli spogliatoi dopo aver festeggiato la qualificazione, caduto in prossimità di un membro dello staff giallorosso, un fisioterapista.
Palermo-Catanzaro, i provvedimenti del Giudice Sportivo
Al Palermo è stata inflitta un’ammenda da 20mila euro per lanci di bottigliette, per un petardo e un fumogeno lanciati in campo in avvio di ripresa e per aver lanciato bottigliette di plastica a fine match in direzione dell’arbitro Marcenaro e dei suoi assistenti, oltre che per delle espressioni ingiuriose rivolte da un tesserato nei confronti degli ufficiali di gara. Squalificato per due turni (con 5mila euro d’ammenda), invece, il centrocampista Palumbo, espulso nel corso del match. Un turno di stop a Pierozzi, uno anche ai collaboratori tecnici Agnelli del Catanzaro e D’Angelo del Palermo, oltre che al preparatore atletico rosanero Alimonta.
Il presidente Noto: “Aggredite le famiglie di Polito e Aquilani”
Intanto continua il balletto di accuse tra esponenti dei due club. Il presidente del Catanzaro, Floriano Noto, assente al Barbera, ha stigmatizzato il comportamento del Palermo: “Da uomo del Sud mi vergogno, abbiamo assistito a scene indecorose”, si legge sulla Gazzetta dello Sport. “In tribuna sono stati aggrediti la moglie e il figlio del direttore sportivo Ciro Polito e altri tesserati, nonché i genitori di Aquilani con la madre del nostro allenatore in lacrime e spaventata. Polito ha dovuto accompagnare i suoi familiari in ospedale senza vedere più la partita. Anche alcuni steward negli spogliatoi hanno aggredito nostri giocatori. Da una società come il Palermo non mi aspetto questo atteggiamento”.
Contrattacco Palermo: “Scenario provocato e innescato dai parenti”
Da Palermo invece ribaltano la questione, parlando di provocazioni da parte degli stessi familiari di Polito. “Il Palermo FC si ritrova a prendere atto con estremo disappunto di dichiarazioni, rilasciate ad organi di stampa da chi non era neanche presente in loco, che mistificano del tutto la realtà di quanto di spiacevole accaduto nella tribuna autorità: uno scenario deplorevole, prima provocato e poi innescato da ingiustificabili condotte di membri della famiglia del direttore sportivo Polito, ampiamente documentato da numerose testimonianze video, che già sono oggetto di valutazione da parte delle Autorità di Pubblica Sicurezza e delle Istituzioni Sportive: a loro il compito di accertare i fatti e attribuire ogni responsabilità“.