Palazzo Raggio rinasce come museo (e non solo): sarà la nuova sede della Galleria Nazionale

  • Postato il 1 aprile 2025
  • Copertina
  • Di Genova24
  • 1 Visualizzazioni
Palazzo Raggio, lo storico edificio rinasce come museo: ecco come appare oggi all'interno

Genova. Un nuovo museo è pronto a nascere in città. Il ministero della Cultura ha acquistato Palazzo Raggio, dimora cinquecentesca affacciata su largo Zecca, con l’obiettivo di trasformarlo nella nuova sede della Galleria Nazionale ospitata oggi a Palazzo Spinola di Pellicceria. Ma non solo: l’obiettivo è convertirlo in un luogo culturale aperto alla città, con sale per esposizioni temporanee e spazi pubblici dedicati in particolare ai giovani.

La novità è stata annunciata oggi da Alessandra Guerrini, direttrice dei Musei Nazionali di Genova e della Liguria: “Stiamo lavorando a tutta una serie di operazioni preliminari di messa in sicurezza e di studio della struttura del palazzo in previsione dei grandi lavori, anche di tipo impiantistico, che saranno necessari per spostarlo da una funzione di uffici a quella di museo, un lavoro che sarà lungo e presumibilmente costoso”, spiega.

Il palazzo, caduto in disuso da una quindicina d’anni, era ancora di proprietà degli eredi di Edilio Raggio, che lo aveva comprato e trasformato alla fine dell’Ottocento. L’acquisto, perfezionato a fine 2024, è costato poco più di 4 milioni di euro, secondo la valutazione espressa da Agenzia del demanio e ministero della Cultura. Un ulteriore finanziamento di 1,5 milioni è disponibile per la messa in sicurezza e la progettazione preliminare. Il resto, per ora, è una grande incognita: “Non ci sentiamo di dare adesso delle cifre finché non avremo fatto uno studio approfondito della consistenza dell’edificio e nello stesso tempo non avremo valutato tutti i possibili usi – continua Guerrini -. I tempi necessari dipendono dai finanziamenti, da quando arriveranno e da quanto la città si spenderà per ottenerli”.

La necessità di un terzo museo nazionale a Genova oltre a Palazzo Spinola e Palazzo Reale nasce dalla necessità di trovare una sede più ampia per la Galleria Nazionale della Liguria, nata nel 1958 quando i marchesi Paolo e Franco Spinola donarono allo Stato il loro palazzo con le sue collezioni storiche e spazi per ospitare nuove opere d’arte. Da allora le acquisizioni sono proseguite ininterrottamente arrivando oggi a oltre 200 dipinti e sculture, dal periodo medioevale sino al Novecento. Un patrimonio artistico sempre più vasto che ha bisogno di nuovi spazi. Per rispondere a questa esigenza, nel 2019 è iniziata una ricerca che ha portato alla pubblicazione di un bando e infine all’acquisto di Palazzo Raggio.

“Dal nostro punto di vista è fondamentale la posizione – riprende la direttrice – perché sta a metà strada tra Palazzo Reale e Palazzo Spinola, i nostri due musei nazionali di Genova. La particolarità importante è quella di avere spazi di grandi dimensioni che ci consentiranno di esporre anche opere di grandi dimensioni, ma anche spazi più piccoli ai piani superiori: questi ci consentiranno di insediare altri tipi di attività e di funzioni”.

Nei piani della direzione museale, infatti, non c’è solo il trasferimento della Galleria: “Immaginiamo usi culturali più a largo raggio – prosegue Guerrini -. Ci sono tante collezioni private e pubbliche in cerca di spazi, vogliamo immaginare una rotazione di esposizioni, ma anche contenitori culturali, spazi vivi che spingano i cittadini a entrare in un museo per attività diverse. Ovviamente non tutto si può fare in edificio storico vincolato, quindi valuteremo attentamente. Nel nostro piccolo vorremo fare un’operazione di rigenerazione urbana: vorremmo che questo edificio fosse aperto ai cittadini e in particolare al quartiere del Carmine. Per farlo, però, abbiamo bisogno veramente del supporto della città e dei cittadini che ci sostengano in questa operazione con tempi e costi non irrilevanti”. Anche per questo domani è in programma una visita riservata agli stakeholder.

Alla scoperta di Palazzo Raggio

Palazzo Raggio si trova nell’omonima via, sopra la stazione di partenza della funicolare Zecca-Righi. L’edificio, la cui facciata è caratterizzata da una decorazione a finto bugnato, si sviluppa su cinque piani. All’interno uno scalone monumentale ad unica rampa con volta a botte consente di raggiungere i diversi livelli dell’edificio. Al secondo piano nobile è presente una ricchissima ornamentazione pittorica e in stucco: il Salone della Musica è impreziosito due grandi tele di Domenico Piola e di Gregorio De Ferrari, oltre a conservare un magnifico lampadario in cristallo di rocca. Oltre i piani superiori, privi di decorazione ornamentale, si raggiunge l’attico del palazzo, circondato da una terrazza da cui si può godere una straordinaria vista sul centro storico genovese.

Il palazzo originario viene edificato per Benedetto Lomellino a partire dal 1588. L’edificio, che alla metà del Seicento risulta appartenere alla famiglia Imperiale, era preceduto da un ampio slargo ed era affiancato da un giardino che ancora compare in alcune mappe ottocentesche: l’apertura della via Nuovissima (via Cairoli) alla fine del ‘700 lo porta ad avere un prestigioso affaccio sul nuovo asse viario. A fine Settecento il palazzo sarà di proprietà di Marzia Imperiale e poi del principe Giulio Centurione fino al 1897, quando Edilio Raggio acquista l’intera proprietà. A questo momento risalgono le più importanti modifiche al fabbricato e all’area circostante, in analogia a quanto realizzato da Edilio Raggio in altri suoi immobili del centro storico acquisiti in quegli anni. A seguito della sua morte nel 1906, il bene perviene al figlio Carlo e quindi il palazzo passa alla figlia Armanda, sposata con Cesare Balduino.

Video di DroneGenova

“Ha tutte le caratteristiche di quei palazzi che siamo abituati a vedere in Strada Nuova, tanto che nel 1664 è stato iscritto agli elenchi dei Rolli per la prima volta – spiega l’architetta Sara Rulli del ministero della Cultura -. Edilio Raggio, imprenditore e commerciante originario di Novi Ligure ma poi operativo anche su Genova, investì i proventi delle sue attività in una serie di interventi edilizi, non soltanto il palazzo di via Balbi, che adesso è una delle sedi della Scuola di scienze umanistiche dell’Università, ma anche questo che è stato ristrutturato e organizzato secondo i dettami decorativi dello stile neo-rococò. Raggio lavora anche all’edificazione della fermata della funicolare Zecca-Righi e nel fare questo si rivolge alla ditta Porcheddu, una delle primissime a utilizzare il cemento armato in città, all’epoca all’avanguardia come tecnologia costruttiva”.

Un “museo dell’antica casa genovese” a Palazzo Spinola

E dopo il trasloco, come verranno impiegati gli spazi liberati di Palazzo Spinola? “In quei locali contiamo di esporre le nostre collezioni di arti decorative, che per adesso sono molto compresse – risponde la direttrice Guerrini -. Ad esempio, tutta la collezione tessile l’abbiamo dovuta immagazzinare a Palazzo Reale perché a Palazzo Spinola proprio non ci stava più, quindi il terzo e il quarto piano di Palazzo Spinola potrebbero diventare il museo dell’antica casa genovese, quello che i proprietari pensavano fosse il destino del palazzo. Immaginiamo un’esposizione museale delle collezioni, che tra l’altro ci vengono continuamente donate, di argenterie, ceramiche, porcellane, tessili: tutti tipi di oggetti che hanno bisogno di molto spazio”.

Autore
Genova24

Potrebbero anche piacerti