Ospedale Savona, dura replica dell’assessore Nicolò a Russo: “Basta letture parziali, previsto potenziamento offerta”
- Postato il 12 settembre 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Savona. “Quando si parla di salute non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B, così come non esistono province di serie A e province di serie B. Non è accettabile sostenere che il potenziamento dell’offerta sanitaria in un territorio, a partire da Imperia, debba avvenire a scapito di Savona o di qualsiasi altro territorio ligure. La programmazione sanitaria deve garantire risposte adeguate a tutti i cittadini e il rafforzamento di un presidio non può essere raccontato come il ridimensionamento di un altro. Il San Paolo è un presidio essenziale per il territorio savonese e non sarà sacrificato a favore di nessun altro territorio. Al contrario, la programmazione prevede anche un potenziamento dell’offerta e nuovi servizi. Non c’è una competizione tra Savona e Imperia: c’è la responsabilità di garantire buona sanità in tutta la Liguria“. Così l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, in merito alle dichiarazioni del sindaco di Savona Marco Russo sui posti letto dell’ospedale San Paolo.
“In merito alle rimodulazioni delle degenze di Chirurgia della Mano e Oculistica – aggiunge l’assessore Nicolò – è necessario fare chiarezza: non c’è alcun disimpegno sul presidio savonese e non c’è alcuna volontà di ridurre l’offerta assistenziale. La temporanea rimodulazione è legata esclusivamente alla programmazione estiva e al periodo delle ferie. Come previsto, l’assetto ordinario tornerà a partire dal mese di ottobre. E c’è un dato che non può essere ignorato: al San Paolo è previsto anche il potenziamento dell’offerta con 15 posti letto destinati alle cure intermedie, già indicati nel percorso di sviluppo dei servizi dell’Area 2. Quindi, sui numeri, la risposta è chiara: non si stanno togliendo posti letto per ridimensionare il San Paolo. Si sta lavorando a una riorganizzazione complessiva dell’offerta, che comprende anche nuovi servizi e nuove capacità assistenziali“.
Spiega ancora Nicolò: “Sul San Paolo il confronto è legittimo. L’allarme costruito su una lettura inesatta o parziale del Piano organizzativo aziendale, invece, no. Il sindaco Russo sostiene che le due strutture di Medicina interna a Savona diventeranno una sola. Nel POA sono indicate espressamente ‘S.C. Medicina Interna 1 Savona‘ e ‘S.C. Medicina Interna 2 Savona‘. Anche la Chirurgia della Mano dell’Area 2 resta una struttura complessa. Sono fatti scritti nel piano, non interpretazioni della Regione. Su Malattie infettive, Anatomia patologica e Radioterapia il piano prevede strutture complesse condivise tra le Aree 1 e 2. Questo significa modificare l’organizzazione e la direzione delle strutture, non disporre la chiusura delle attività al San Paolo. Come ha chiarito Marco Prioli, direttore generale di Azienda Tutela della Salute, i servizi rivolti ai cittadini continueranno a essere garantiti. Chi afferma che verranno trasferiti deve indicare quale decisione lo preveda, anziché presentare un cambiamento dei primariati come la soppressione delle cure”.
“Comprendo la diffidenza verso le riduzioni definite temporanee. Proprio per questo, sulla rimodulazione estiva delle degenze di Chirurgia della Mano e Oculistica non mi limito a rassicurare: da ottobre deve tornare l’assetto ordinarioannunciato da ATS. Verificherò che accada. La questione dei posti di Day Surgery non recuperati dopo il Covid merita a sua volta una risposta puntuale, distinta dalla rimodulazione di questa estate. Confondere vicende diverse in un unico totale non aiuta a capire quanti posti siano oggi disponibili e quali debbano essere ripristinati. La carenza di personale è reale e va affrontata. Non autorizza però a descrivere come uno ‘smantellamento‘ un POA che mantiene al San Paolo le due strutture di Medicina interna e la Chirurgia della Mano. È un’accusa grave verso chi sta lavorando per tenere aperti e migliorare i servizi, e la respingo“, sottolinea.
“Il confronto istituzionale con i Sindaci – conclude l’assessore Nicolò – non è mai venuto meno e resta fondamentale, ma deve partire da dati corretti e da una lettura complessiva della programmazione sanitaria. Il POA deve essere letto nella sua interezza e non attraverso una selezione parziale degli elementi che si intendono evidenziare, perché una lettura frammentaria rischia di restituire ai cittadini un quadro che non corrisponde alla reale evoluzione dell’organizzazione e dei servizi. Chiedo a tutti, a cominciare da chi ricopre incarichi istituzionali, la stessa responsabilità nel raccontare ciò che è scritto nei documenti e nell’affrontare insieme i problemi reali della sanità ligure”.