Ospedale Santa Corona, al di là della cura: il grazie commosso di una figlia al Dottor Viassolo e alla sua squadra
- Postato il 29 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Pietra Ligure. C’è un aspetto della cura che non si misura in parametri vitali, ed è l’umanità. Come quella dimostrata dallo staff del reparto di Medicina d’Urgenza del Santa Corona di Pietra Ligure.
Una figlia che ha vissuto il calvario del padre racconta ed esprime la propria gratitudine per chi non si è limitato a svolgere il proprio dovere, ma ha saputo farsi carico anche del peso emotivo di una famiglia, trasformando il momento più difficile in un mosaico di gentilezza e dedizione.
Ci sono momenti che non avrei voluto vivere mai. Guardo soffrire chi amo e so di non poter far altro che delegare a qualcun altro la cura, la soluzione di quel problema ostile, feroce, crudele della fragilità di chi amo. E in quel buio arriva una parola, una mano su una spalla, la possibilità di restare lì a illudersi di avere un senso.
Esserci, mi ha aiutato a lenire quel raggelante senso di impotenza che mi attraversava. Ero lì che gli parlavo, gli raccontavo quei ricordi che abbiamo condiviso, ascoltavamo “insieme” la nostra musica. Gli carezzavo il viso, i capelli… Ne ha sempre avuti tanti, belli. Lì ha regalati a mio fratello, spero ne sarà fiero. Lui è lì, lo tengono sedato, con tanti tubicini, come un aberrante albero di Natale che respira fitto fitto, e il cuore così veloce che pare dover scoppiare.
Intanto entravano e uscivano angeli dal viso dolce, dalle parole gentili, dai gesti sicuri. Il cuore e l’umanità, il tenero, sollecito accudimento di tutto il personale del reparto di Medicina d’Urgenza dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure è stato commovente. Il Dottor Viassolo, poi, non ci ha mai abbandonati a un’incertezza, a un dubbio. La sua presenza costante, piena di tatto, rendeva sopportabile quella tremenda situazione. Sapeva trasmettere una orribile verità senza farci abbandonare una seppur flebile speranza.
Papà, l’avresti apprezzato tanto, ne avresti parlato per mesi, di quel dottore buono, che non si prendeva cura solo di te, ma anche di mamma e me. Insieme alla sua squadra ti hanno accompagnato nel posto in cui sei ora e sono certa che, se davvero esisti da qualche parte, veglierai anche su di loro perché possano continuare a fare la differenza nella vita delle persone, proprio come facevi tu con la tua bontà, la tua generosità. Grazie a tutti voi, dottor Lorenzo, dottor Andrea, Chiara, Giulia, tutti gli infermieri di cui non sono riuscita a leggere il nome, gli OSS… Vi prego, non cambiate.
Elisa Bertero