Ospedale di Matera, inaugurata i nuovi spazi della terapia intensiva
- Postato il 26 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
Ospedale di Matera, inaugurata i nuovi spazi della terapia intensiva

Inaugurata la nuova area della Terapia intensiva dell’ospedale di Matera: dopo i lavori finali, pronti 19 posti letto
Undici nuovi posti letto, adeguamento tecnologico, misure per rendere la permanenza dei pazienti meno impattante possibile.
I nuovi spazi della terapia intensiva del Madonna delle Grazie, inaugurati ieri, non ampliano soltanto la disponibilità di letti (da 8 a 19) ma rafforzano ulteriormente il concetto di questo spazio ospedaliero da tempo concentrato sul benessere dei pazienti e sulla presenza dei familiari in uno spazio comune, ampio ma al tempo stesso “disegnato” sulle esigenze di ogni singolo caso.
«Già prima della pandemia – ha spiegato il direttore della Struttura complessa di Anestesia e Rianimazione, Francesco Romito – avevamo messo in atto una politica di apertura senza orario di visita per consentire alle famiglie di stare vicine ai propri cari. L’attenzione per i malati e le famiglie è importante – aggiunge – quando i pazienti non possono parlare o interagire prendiamo in carico noi i loro parenti. Il nostro colloquio con loro è tempo di cura – ha aggiunto – e l’open space aiuta a migliorare l’empatia e il transfer fra l’equipe dei sanitari e le famiglie. Dietro quella porta – ha aggiunto – non ci deve essere nulla di segreto».
UNA SPESA COMPLESSIVA DI 1,5 MILIONI
Ogni letto, con travi testa-letto di ultima generazione che hanno richiesto una somma pari a 309 mila euro, diventa così un singolo polo di controllo di ognuna delle funzioni del malato grazie a strumenti che ne monitorano in ogni momento lo stato di salute. Al lavoro ci sono 24 medici (più il direttore) e 24 infermieri (più il coordinatore) ma la direzione della Azienda sanitaria fa intuire che si potrebbe ulteriormente intervenire in termini di unità (che, in realtà, servirebbero).
Una spesa complessiva di 1,5 milioni provenienti dal Decreto Rilancio e dal Pnrr, di cui 900 mila già utilizzati per la nuova area, ha consentito di intervenire su molti aspetti ad ulteriore tutela dei pazienti, per i quali sono disponibili anche tre stanze di isolamento per casi particolari. Una, ad esempio, consente di isolare malati terminali che hanno espresso la volontà di una sedazione palliativa, applicata quando nessun altro metodo riesce a eliminare la sofferenza. Un ulteriore segnale di attenzione a un percorso che in questi spazi comporta anche il rapporto con la morte.
TERAPIA INTENSIVA MODERNA E LEGATA AL COMFORT DEL MALATO
I nuovi spazi hanno ospitato anche una piccola mostra fotografica e di strumenti d’epoca legati agli anni in cui l’ospedale si trovava nella sede di via Lanera: dal bianco e nero al colore e al lavoro faticoso durante il Covid, descritta l’evoluzione non solo di una professione ma anche dei servizi offerti ai malati, oggi sostenuti dalle più alte tecnologie.
Il direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione, Francesco Romito spiega ancora: «L’anestesia e rianimazione è la branca specialistica che nell’ultimo periodo ha registrato la più importante evoluzione tecnologica; l’adeguamento – ad esempio – va dalla ventilazione che fa al tempo stesso l’elettromiografia del diaframma, fino al monitoraggio emodinamico».
La nuova concezione della terapia intensiva moderna, al di là della strumentazione, è legata al confort del malato; in questa ala non ci sono finestre e per sopperire a questa mancanza e restituire il ritmo giorno-notte, sono state installate luci che simulano questi passaggi vitali. Le luci a led, inoltre, si potranno indirizzare sul letto a seconda delle attività che dovranno essere svolte sul paziente.
I lavori di ampliamento (che stanno riguardando anche la precedente ala del reparto, per la quale si spera in ulteriori risorse e che sarà pronta entro i prossimi quattro mesi), si sono svolti senza interferire né limitare in alcun modo l’attività regolare di terapia intensiva.
LATRONICO: “RISULTATO RAGGIUNTO GRAZIE ALLA SINERGIA TRA TECNICI E PERSONALE SANITARIO”
Per l’assessore regionale Latronico: «Un risultato raggiunto in quattro mesi, grazie a una complessa sinergia tra tecnici e personale sanitario, che ha consentito di garantire la continuità del servizio durante tutte le fasi dell’intervento. Numerose le innovazioni introdotte: porte scorrevoli con sensori no-touch, sistemi di illuminazione pensati per rispettare il ciclo circadiano, rinnovo completo degli impianti e particolare attenzione ai materiali e alle cromie per rendere gli ambienti più confortevoli sia per i pazienti che per gli operatori. Un investimento che non è solo strutturale – ha aggiunto – ma che mette al centro la qualità dell’assistenza e la dignità della cura».
Spiega il direttore generale della Asm, Friolo: «Questo è il primo completamento dei lavori con risorse Pnrr della provincia di Matera, continueremo a utilizzare queste risorse a beneficio di tutto il nostro personale e degli utenti.
Il personale aumenta – ha precisato inoltre – Quando sono arrivato a Matera questa azienda aveva poco più di 1800 dipendenti, adesso abbiamo superato i 2000. Abbiamo riempito quasi tutte le caselle in 14 mesi, nominando altrettanti direttori di unità operative complesse con eccellenze che stanno alzando i nostri livelli di produzione. Siamo diventati attrattivi e dobbiamo esserlo ancora di più; è l’esempio di come offrire soddisfazione ai professionisti e maggiori aiuti agli utenti che verranno in questo reparto». Friolo ha inoltre annunciato che a breve verrà inaugurato il nuovo reparto di Ostetricia e Ginecologia, entro l’estate sarà aperta anche la radioterapia e altre novità, ha detto, sono previste anche per la chirurgia senologica, tema scottante delle ultime settimane.
Il Quotidiano del Sud.
Ospedale di Matera, inaugurata i nuovi spazi della terapia intensiva