Osa e Pai lanciano l’appello: “Attenzione caprioli, leprotti e ricci durante lo sfalcio dei prati”
- Postato il 2 maggio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. “In questa stagione, durante lo sfalcio dei prati (fienagione), i cuccioli di animali selvatici nascosti tra l’erba alta corrono un rischio gravissimo: essere uccisi o mutilati dalle lame delle falciatrici. Le vittime sono soprattutto giovanissimi daini, caprioli e leprotti, ma anche starne, fagiani, pavoncelle e rettili”. Il Partito Animalista Italiano e l’Osservatorio Savonese Animalista lanciano un appello “alla massima attenzione rivolto ad agricoltori e cittadini: chi lavora la terra lo sa, ma chi lo fa per passione o occasionalmente potrebbe sottovalutare il problema”.
“Il rischio è maggiore nei prati con vegetazione alta tra i 30 e i 130 centimetri. Per questo è fondamentale effettuare controlli accurati prima di avviare qualsiasi macchinario. Gli esperti raccomandano di iniziare lo sfalcio dal centro del campo e procedere verso l’esterno, così da lasciare agli animali una via di fuga. Tra le pratiche utili: ispezioni con catene umane, l’uso di cani addestrati o droni, e l’adozione di barre d’involo o dispositivi acustici per allontanare i volatili. Se vengono individuati piccoli di daino, capriolo o lepre, è necessario interrompere immediatamente i lavori. Non devono essere toccati né spostati: non sono abbandonati. La madre si trova nei dintorni e tornerà a recuperarli non appena cesserà il pericolo”.
“Particolarmente insidiosi sono i robot tagliaerba automatici, spesso silenziosi e attivi durante la notte: una trappola mortale per ricci e altri animali con abitudini notturne. L’invito è chiaro: evitarne l’uso in assenza di supervisione”.
“Infine, gli esperti consigliano di attendere che l’erba ingiallisca prima di tagliare. Sfalciare troppo presto significa impedire la fioritura delle erbe spontanee, privando api, farfalle e altri insetti di nutrimento. Senza fiori non ci saranno semi, e senza semi verrà meno una parte fondamentale della catena alimentare, con conseguenze anche per gli uccelli”.
“Non si tratta di ideologia, ma di responsabilità. Proteggere la fauna durante operazioni ordinarie come lo sfalcio non è un gesto ‘straordinario’: è il minimo sindacale in una società che vuole definirsi civile. Bastano attenzione, conoscenza e qualche accorgimento in più per evitare sofferenze inutili e danni irreversibili alla biodiversità. Ignorare il problema oggi significa pagarne il prezzo domani, tutti”.