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Oppositori e giudici: Zelensky ha più guai in casa che al fronte

  • Postato il 20 agosto 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
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  • 9 min di lettura
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Oppositori e giudici: Zelensky ha più guai in casa che al fronte
Oppositori e giudici: Zelensky ha più guai in casa che al fronte

Un’altra estate di fuoco per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ma come per quella scorsa la guerra è solo lo sfondo di un intreccio di scandali e scontri politici, lotte di potere e corruzione che ha come filo conduttore e interesse principale l’enorme afflusso di denaro che arriva dall’Occidente per difendere il Paese dall’invasione russa. Alla richiesta di elezioni del dimissionato e mai domo ex ministro della Difesa Mychajlo Fedorov, l’artefice della recente riscossa militare ucraina, è seguito ieri un nuovo licenziamento eccellente da parte di Zelensky, quello di Iryna Mudra; la vice capo di gabinetto presidenziale è finita indagata dall’Ufficio nazionale anticorruzione, la famosa Nabu che insieme alla procura relativa, la Sapo, sta da tempo indagando su diversi casi di corruzione nelle più alte sfere politiche del Paese.

La Nabu e la Sapo sono le stesse agenzie cui il presidente ucraino la scorsa estate ha tentato di limitare l’indipendenza scatenando proteste della popolazione e grandi manifestazioni di piazza molto simili a quelle che si sono verificate qualche settimana fa, dopo l’allontanamento dal governo del popolarissimo Fedorov.
Ieri mattina gli agenti hanno perquisito l’ufficio della Mudra; Zelensky l’ha licenziata. Poi solo confusione: l’annuncio dell’arresto della donna e la smentita da parte del suo legale. Quelli che sembrano due episodi distinti sono in realtà collegati. Fedorov ha infatti denunciato l’insofferenza dell’allora comandante in capo dell’esercito Oleksandr Syrskyi, poi rimosso anche lui, che si opponeva a qualsiasi tentativo di riforma per eliminare la corruzione nel ministero e nell’esercito, lasciando intendere quanto profondamente il sistema sia corrotto.

Le indagini su Iryna Mudra sono solo l’ultimo atto di questa partita, l’ultimo rivolo scoperto del fiume di corruzione di Kiev che ha come ramo principale la cosiddetta “operazione Midas”. La Nabu ha parlato di «operazione speciale per smascherare un'organizzazione criminale guidata da un attuale e da un ex parlamentare ucraino, e che coinvolge alti funzionari dell’ufficio del Presidente», sottolineando che i sospettati sono accusati di riciclaggio di 150 milioni di grivne (quasi 3 milioni di euro) versati come cauzione per un sospettato nell'operazione Midas. Oltre alla Mudra tra gli indagati figurano il parlamentare Vadym Stolar, un altro ex membro della Verchovna Rada di cui non è stato rivelato il nome, nonché «l’amministratore delegato e il presidente del consiglio di sorveglianza di una banca statale», la Sense Bank, il cui ruolo sarebbe stato quello di agevolare il trasferimento di parte dei fondi destinati al pagamento della cauzione dell’ex ministro della Giustizia e dell’Energia Herman Halushchenko, l’uomo al centro dell’indagine sull’operazione Midas.

Gli inquirenti sospettano tra le altre cose che proprio la Mudra avrebbe dovuto organizzare la raccolta dei fondi necessari per pagare la cauzione per Halushchenko e che a lei sarebbe stato affidato il compito di porre Sense Bank sotto il controllo dell'Ufficio del Presidente al fine di impedire ad altri enti governativi di metterci il naso. Insomma un brutto e intricato pasticcio che Fedorov stesso ha definito «letale» per l’Ucraina sostenendo che la corruzione sta privando l’esercito di armi e attrezzature e rende più difficile per Kiev vincere la guerra. Nel video pubblicato martedì su Youtube in cui ha chiesto nuove elezioni Fedorov ha sottolineato che l’Ucraina si trova ad affrontare una «crisi sistemica di governance» e che ha «paura del cambiamento». «La democrazia non può essere tenuta in ostaggio dalla Russia», ha aggiunto rimarcando quanto sia «pericoloso quando la società sviluppa la sensazione che il criterio principale per una nomina non sia la professionalità, i risultati o la capacità di trasformare il Paese, bensì la lealtà personale». Zelensky non ha ancora risposto al suo ex ministro che una volta teneva in grande considerazione, sebbene molto giovane (35 anni) e inviso alle vecchie volpi della politica ucraina, ma il rischio è che prima o poi ci debba comunque fare i conti e non più in termini amichevoli.

I giornali ucraini parlano di un possibile viaggio di Fedorov negli Usa dove può contare nientemeno che sull’amicizia e la considerazione dell’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, con cui è rimasto strettamente in contatto da quando dirigeva il ministero della Trasformazione Digitale. È stato infatti l’ex ministro ad agevolare l’utilizzo di Starlink per contrastare i sistemi missilistici balistici schierati sul territorio russo. Ma Fedorov può probabilmente contare anche sul favore di Donald Trump ormai stufo di una guerra che avrebbe voluto chiudere ma per la quale non è mai riuscito a trovare la chiave per venirne a capo. Fedorov potrebbe essere l’uomo giusto, la gente costantemente in piazza per lui è lì a dimostrarlo e ci sono anche i sondaggi che dicono che i cittadini ucraini già lo preferiscono a Zelensky.
D’altronde «elezioni quanto prima» era quanto il presidente americano (e quello russo) chiedeva solo un anno fa.

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Autore
Libero Quotidiano

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