Operazione Svevia, in primo grado nove condanne e 3 assoluzioni

  • Postato il 3 marzo 2026
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Operazione Svevia, in primo grado nove condanne e 3 assoluzioni

Traffico di droga tra Lamezia, il Reggino e i Casamonica, nove condanne e tre assoluzioni nel processo scaturito dall’operazione Svevia


LAMEZIA TERME – Nove condanne (da un massimo di 26 anni inflitti a Giorgio Galiano a un minimo di un anno) e 3 assoluzioni per prescrizione nei confronti di dodici imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario relativamente al processo Svevia. Dopo le richieste del pm Romano Gallo a gennaio scorso per complessivi quattro secoli di carcere, il collegio giudicante del tribunale ha emesso la sentenza di primo grado del processo scaturito dall’omonima operazione di febbraio 2023.

Le indagini del Nucleo Operativo e Nucleo Mobile della Guardia di Finanza di Lamezia, coordinato dalla Dda di Catanzaro, smantellarono una presunta organizzazione dedita allo spaccio di droga, fortemente radicata nel quartiere Capizzaglie di Lamezia e al cui vertice ci sarebbe stato Antonio Galiano (per il quale è giunta la condanna a 26 anni, a fronte della richiesta di pena più pesante di 30 anni di reclusione) ritenuto esponente della cosca Giampà, che avrebbe mantenuto saldi i canali di approvvigionamento della droga che, dal Reggino (San Luca e Rosarno), si spingevano fino alla Capitale grazie alla collaborazione con il clan dei Casamonica da dove sarebbero arrivati fiumi di droga (cocaina in particolare).

LE CONDANNE

  • Carmela Alfieri, 40 anni, di Roma, assolta per prescrizione;
  • Marco Cosentino, 37 anni, di Lamezia (difeso dagli avvocati Salvatore Cerra e Valerio Mercuri) condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione e 20 mila euro di multa (il pm aveva chiesto 8 anni) assolto per un altro capo “per non aver commesso il fatto”;
  • Giorgio Galiano, 71 anni, di Lamezia, 26 anni e 9 mesi di reclusione;
  • Pasquale Gigliotti, 44 anni di Lamezia, 4 anni, 3 mesi e 20 mila euro di multa;
  • Salvatore Iannelli, 26 anni, di Lamezia, 1 anno e 6 mesi e 5mila euro di multa;
  • Vincenzo Iannelli, 55 anni, di Lamezia, 1 anno e 2mila euro di multa, assolto per un altro capo;
  • Angelo Lupparelli, 46 anni, di Roma, condannato a 4 anni e 30 mila euro di multa;
  • Maurizio Lupparelli, 42 anni, di Roma, 5 anni di reclusione 3 e 35mila euro di multa;
  • Antonio Mauro, 35 anni, di Lamezia,4 anni e 30 mila euro di multa;
  • Francesco Muraca, 46 anni, di Lamezia, assolto (il pm aveva chiesto 2 anni e 3mila euro di multa) e l’assoluzione per un altro capo;
  • Raffaele Scalise, 48 anni, di Lamezia, 13 anni e 5 mesi di reclusione;
  • Saverio Torcasio, 39 anni, detto “il geometra”, assolto per prescrizione;

LE CONDANNE CON L’ABBREVIATO

Come si ricorderà, a febbraio 2024 giunsero 32 condanne per complessivi quasi quattro secoli di carcere (da un massimo di 20 anni di carcere a un minimo di un anno) su 34 imputati giudicati con il rito abbreviato (due furono assolti). Tutti coinvolti a febbraio 2023 nell’inchiesta “Svevia” coordinata dalla Dda di Catanzaro che portò all’arresto di 46 persone.

LE INDAGINI, I RUOLI E I COLLEGAMENTI CON I CASAMONICA

Con il coordinamento dei pm della Dda Elio Romano e Chiara Bonfadini), il Nucleo Operativo e Nucleo Mobile della Guardia di Finanza di Lamezia, grazie a migliaia di intercettazioni, fece emergere anche gli stabili e continuati fonti di approvvigionamento per i narcos lametini che avrebbero sfruttato in particolare i legami di parentela acquisiti con la famiglia Lupparelli di Roma collegata con i Casamonica.

Dalle indagini emerse anche che i ruoli di promotori e organizzatori risulterebbero riconosciuti a Giorgio Galiano, che sfuggì a un agguato mafioso nel 1997, ritenuto dominus assoluto del sodalizio, il quale – stando alle accuse – dettava direttive ai propri figli Antonio e Angelo di 34 anni sulle modalità di conduzione dello spaccio di sostanze stupefacenti, impartiva disposizioni su come dovevano comportarsi gli spacciatori ed acquirenti, sul linguaggio criptico da utilizzare, sulle modalità di custodia della droga e del denaro. A settembre scorso, tra l’altro, dopo le condanne con l’abbreviato, è stato disposto il sequestro di beni per un valore complessivo di 959.000 euro.

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