Operazione Boreas, coinvolti professionisti e dipendenti comunali di Cariati: le accuse
- Postato il 1 aprile 2025
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Il Quotidiano del Sud
Operazione Boreas, coinvolti professionisti e dipendenti comunali di Cariati: le accuse
L’operazione Boreas svela le attività fittizie e il reimpiego di proventi illeciti delle cosche di Cariati. ‘Ndrina e “locale” di ‘ndrangheta, con colletti bianchi, estorcevano denaro in Italia e Germania, riciclando proventi illeciti.
CIRÒ MARINA – Per le intestazioni fittizie e il reimpiego dei proventi illeciti, derivanti anche dal monopolio delle attività di ristorazione in Germania, la ‘ndrina di Cariati, alleata del “locale” di ‘ndrangheta di Cirò, si sarebbe avvalsa anche dell’ausilio di commercialisti e avvocati. Ma tra gli indagati figurano anche dipendenti del Comune di Cariati. Ci si imbatte anche nei colletti bianchi, scorrendo la fitta serie di capi d’accusa contestati a una ventina di indagati arrestati nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’operazione Boreas, condotta dalla Squadra Mobile di Catanzaro, supportata da quella di Crotone, e coordinata dai pm antimafia Vincenzo Capomolla, Domenico Guarascio, Elio Romano e Paolo Sirleo. Ecco, nel dettaglio, le accuse.
‘NDRINA DI CARIATI NELL’OPERAZIONE BOREAS
Il reggente della ‘ndrina di Cariati sarebbe Giorgio Greco. A lui avrebbe fatto capo l’associazione mafiosa dedita a estorsioni anche in Germania con l’imposizione di prodotti tipici calabresi ai ristoratori. A lui sarebbe toccato impartire direttive agli affiliati e spartire le quote dei proventi illeciti. Quali “sovrintendenti” si sarebbe avvalso di Celeste Olindo, Alfonso Cosentino, Giulio Graziano, Fiorenzo santro, Gaetano Roberto Bruzzese. “Partecipi” vengono ritenuti Antonio Mangone, Cataldo Rizzo, Rocco Francesco Creolese, Raffaele Talarico, Cataldo Scilanga.
“LOCALE” DI CIRÒ
Aldo Marincola e Salvatore Spagnolo, nipote e figlio di esponenti di spicco del “locale” di ‘ndrangheta di Cirò come Cataldo Marincola e Giuseppe Spagnolo, avrebbero compiuto estorsioni anche in Germania e in Nord Italia. Spagnolo si sarebbe occupato anche di droga. Il racket dei cirotani in Germania era già emerso grazie all’inchiesta Stige, poi sfociato in un maxi processo concluso con condanne per svariati secoli di reclusione.
ESTORSIONI IN ITALIA
Giulio Graziano avrebbe tentato di imporre a un imprenditore di corrispondere 4mila euro ai “ragazzi di Mirto”. Un tentativo di estorsione mafiosa compiuto a Cariati. Sempre a Cariati, presentandosi come referente dei “cirotani”, Marincola avrebbe compiuto un’estorsione incendiando l’auto a un altro imprenditore locale. Ma il locale” di Cirò sarebbe stato in grado di imporre il racket anche a imprenditori del Parmense.
OPERAZIONE BOREAS: ESTORSIONI IN GERMANIA DELLE COSCHE DI CARIATI
Di estorsioni in Germania sono accusati Massimo Damiano, Gaetano Bruzzese Roberto e Cataldo Scilanga. Avrebbero danneggiato le auto dei proprietari di una pizzeria e di una pinseria per costringerli ad acquistare prodotti alimentari da loro detenuti, tra cui casse di mandarini. Di concorrenza illecita aggravata sono accusati Giorgio Greco, Raffaele Mario Talarico, Fiorenzo Santoro, Gaetano Roberto Bruzzese e Cataldo Scilanga. Avrebbero imposto il monopolio dei prodotti alimentari ricorrendo a metodi violenti.
INTESTAZIONI FITTIZIE
Il presunto boss Giorgio Greco avrebbe attribuito fittiziamente ai prestanome Alfonso Leo, Angelina Tavilla e Giorgio Russo la titolarità di uno stabilimento balneare di Cariati. Per realizzare questo obiettivo, si sarebbe avvalso delle complicità dei commercialisti Ettore e Mariafrancesca Talarico e degli avvocati Raffaele e Provino Meles. Ma anche dei dipendenti comunali Morise Guarascio e Natale Chiarello, che avrebbero compulsato la responsabile dell’ufficio tecnico al fine di risolvere le problematiche sorte durante la pratica. L’avvocato Provino Meles, in particolare, alla presenza di Greco, avrebbe falsificato materialmente il rinnovo di una concessione demaniale.
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