Omicidio Scarascia, un mozzicone può svelare l’assassino
- Postato il 2 giugno 2026
- Omicidio Nicola Scarascia
- Di Quotidiano del Sud
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Il Quotidiano del Sud
Omicidio Scarascia, un mozzicone può svelare l’assassino
Scanzano Jonico, omicidio di Nicola Scarascia, le indagini del Ris, il prossimo 10 giugno analisi irripetibili sulla Mercedes e su mozziconi di sigarette. Al vaglio degli inquirenti anche i tabulati telefonici dello smartphone dell’indagato
MATERA – Un mozzicone – dei 13 trovati nel posacenere dell’auto di Nicola Scarascia – e la Mercedes bianca, utilizzata dall’uomo indagato per l’omicidio del cinquantaduenne, saranno al centro delle analisi irripetibili (a cui parteciperà, pertanto, il difensore dell’indagato e i consulenti da lui nominati) che la Procura di Matera (a coordinare le indagini per l’omicidio dell’uomo il Sostituto, Annunziata Cazzetta) ha deciso di affidare ai Ris di Roma.
I mozziconi di sigarette – in tutto 13 – e la Mercedes, sotto sequestro, cominceranno a essere analizzati a partire dal prossimo 10 giugno.
E se dodici mozziconi appartenevano tutti a Scarascia a destare sospetti sarebbe stato il tredicesimo perché di marca diversa rispetto a quella che fumava l’autotrasportatore, scomparso l’8 maggio scorso e ritrovato cadavere quattro giorni dopo in un canneto in località “Fosse Valle”, nei pressi della stazione.
OMICIDIO NICOLA SCARASCIA, LE INDAGINI DEL RIS SU AUTO E MOZZICONI DI SIGARETTA
La Mercedes bianca (anche questa sarà analizzata dai Ris) di proprietà di una parente dell’indagato ma in uso a quest’ultimo, era stata sequestrata dopo che l’auto era stata immortalata da una telecamera di video sorveglianza di un’attività commerciale nel rione Santa Sofia a pochi metri di distanza dal bancomat dove Scarascia, prima di sparire nel nulla, avrebbe prelevato una somma ingente di denaro.
MOZZICONI DI SIGARETTE DI MARCHE DIVERSE
Da quel mozzicone di sigaretta di marca diversa rispetto a quelle fumate di Scarascia si estrarrà il Dna che sarà comparato con quello dell’uomo indagato. Non saranno analizzati dai Ris, invece, il giubbotto e il capello sequestrati a casa dell’indagato dopo che i filmati della telecamera dell’esercizio commerciale avevano mostrato, oltre alla Mercedes bianca, anche la figura di un uomo con indosso un giubbino e un cappellino.
Sarebbe anche già effettuato – in assenza di contraddittorio – l’esame antropometrico tra l’uomo indagato e l’uomo ripreso dalla videocamera posta vicino al luogo dell’ultimo avvistamento di Scarascia. Esame antropometrico che, essendo un esame ripetibile, non necessitava da subito della presenza del legale dell’indagato. Stessa cosa per gli indumenti sequestrati.
LE INDAGINI, LE AFFERMAZIONI DELL’INDAGATO
L’indagato, ricordiamo, sentito dagli investigatori, avrebbe riferito di aver incrociato Scarascia due volte ma non il giorno della sua scomparsa. L’autotrasportatore era partito dalla Germania, dove risiedeva con la moglie e le due figlie, ed era sceso nel comune natio per aiutare la madre e la sorella alle prese con i lavori di ristrutturazione della loro abitazione. Al vaglio degli inquirenti anche il telefono cellulare dell’indagato per trovare un riscontro alle dichiarazioni rese ai Carabinieri e al Sostituto Cazzetta.
I RILIEVI SULLE CELLE TELEFONICHE
L’apparecchio avrebbe agganciato la stessa cella del 52enne ucciso ma potrebbe non essere un dettaglio rilevante perché a Scanzano Jonico sarebbero attive poche celle telefoniche che coprono vaste aree di territorio. Si ipotizza, però, che i due potrebbero essersi scambiati messaggi o chiamate poco prima della scomparsa di Scarascia che dopo il prelievo al bancomat sarebbe salito su un’ altra autovettura – i cani molecolari si sono fermati a pochi metri dal bancomat e dall’abitazione dell’uomo – visto che la Volvo nera di sua proprietà è stata ritrovata parcheggiata sotto casa.
Il Quotidiano del Sud.
Omicidio Scarascia, un mozzicone può svelare l’assassino