Omicidio Nada Cella, ultime schermaglie in aula tra accusa e difesa: sentenza il 15 gennaio
- Postato il 8 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Processo al rush finale per l’omicidio di Nada Cella, la 24enne segretaria uccisa il 6 maggio 1996 nello studio del commercialista Marco Soracco. Oggi è stata la giornata delle repliche di accusa e difesa e il presidente della Corte d’assise Massimo Cusatti ha confemato la sentenza per il 15 gennaio. Dopo le eventuali repliche dell’avvocato Andrea Vernazza, che oggi non era presente in aula, la Corte entrerà in camera di consiglio per uscirne con il verdetto.
Pper l’accusa a uccidere Nada Cella fu l’ex insegnante Annalucia Cecere, un delitto d’impeto aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. Per questo la pm Gabriella Dotto ha chiesto l’ergastolo. Quattro anni la richiesta per Marco Soracco, accusato di favoreggiamento.
Oggi in aula per circa quattro ore sono andate in scena le ultime schermaglie tra l’accusa e la difesa di Cecere. “La difesa non ha portato una ricostruzione alternativa, – ha detto più volta in aula la pm Gabriella Dotto – ma sappiamo bene che sul luogo del delitto potevano esserci solo Cecere e Soracco, per questo abbiamo insistito nel processo a spiegare perché non è stato lui. La difesa invece non fornisce un’alternativa ma non arriva a dire che è stato Soracco”.
Per Cecere secondo l’accusa non c’è nemmeno un alibi perché gli orari indicati dal contratto di lavoro presso il dentista Pendola “sono stati chiariti dai testimoni che hanno detto cose importanti come il fatto che che il lavoro era saltuario e tutto basato sulla fiducia” non c’erano orari né controlli visto che Cecere a fare le pulizie dal commercialista andava quando lui non c’era. Per questo “I dubbi sollevati dalla difesa sono inconsistenti – ha detto la pm – sia sui singoli indizi sia nelle versione d’insieme”.
Di parere opposto ovviamente gli avvocati di Cecere, Gabriella Martini e Giovanni Roffo: “Il quadro accusatorio – sostengono – è contraddittorio e intriso di forzature”. “Nulla colloca Cecere sul luogo del delitto” quella mattina, dicono i difensori e “non è nostro compito fornire una ricostruzione alternativa”. Per i legali il movente non regge ed è fumoso.