Omicidio Maria Chindamo, no a nuove prove
- Postato il 3 novembre 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Omicidio Maria Chindamo, no a nuove prove
Dalla Corte d’Assise di Catanzaro il no a nuove prove avanzate dall’accusa e dalla difesa di Ascone, imputato nell’omicidio di Maria Chindamo
VIBO VALENTIA – Si chiude l’istruttoria dibattimentale del processo Maestrale avente ad oggetto l’omicidio di Maria Chindamo, l’imprenditrice di Laureana di Borrello vittima di lupara bianca la mattina del 6 maggio 2016.
La Corte d’assise di Catanzaro ha infatti respinto tutte le richieste di integrazione probatoria avanzate dall’accusa e dalla difesa di Salvatore Ascone, imputato di concorso nel delitto, dichiarando conclusa la fase dedicata all’acquisizione delle prove. Il dibattimento entra così nella fase della discussione: la requisitoria del pubblico ministero Annamaria Frustaci prenderà il via il prossimo 18 novembre.
LE RICHIESTE DELLA DDA
Tra le richieste avanzate dalla Direzione distrettuale antimafia nella precedente udienza figuravano anche l’acquisizione di tre verbali del collaboratore di giustizia Pasquale Alessandro Megna e la sua audizione in aula. Figlio di Assunto Natale Megna, ritenuto elemento di spicco del clan Mancuso e detenuto al regime del 41 bis, il collaboratore era stato sentito nel corso del processo “Maestrale-Carthago”.
In quella sede, secondo quanto emerso, Megna aveva indicato Ascone tra le persone coinvolte nella distruzione e nell’occultamento del cadavere. Un riferimento che avrebbe potuto assumere particolare rilievo nell’ambito del processo sulla scomparsa e sull’omicidio di Chindamo, ma che non sarà oggetto di un nuovo esame davanti alla Corte d’assise.
All’audizione del collaboratore si erano opposti i difensori di Ascone, gli avvocati Francesco Sabatino e Salvatore Staiano. La Corte ha accolto le obiezioni, respingendo la richiesta del pubblico ministero e ritenendo l’esame di Megna non assolutamente necessario. Rigettate anche le altre istanze istruttorie presentate dalle parti: non ci saranno, dunque, ulteriori acquisizioni o testimonianze prima della discussione.
Il calendario del processo è ora definito. Il 18 novembre il pubblico ministero Frustaci inizierà la requisitoria. Sarà il momento in cui l’accusa tirerà le somme degli elementi raccolti nel corso del dibattimento, illustrando la propria ricostruzione dei fatti e le responsabilità che ritiene emergere dalle prove acquisite.
Il Quotidiano del Sud.
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