Omicidio di Cutro, fermo convalidato ma cade la premeditazione
- Postato il 14 agosto 2026
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Omicidio di Cutro, fermo convalidato ma cade la premeditazione
Convalidato il fermo del commerciante di Cutro per l’omicidio Kapterv esclusa la premeditazione: voleva “difendere” la ragazza di Kapterv
CUTRO — Resta in carcere Giuseppe Sulla, il 28enne commerciante cutrese accusato dell’omicidio di Sergej Kapterv, il ventiduenne di nazionalità bulgara freddato all’alba di martedì scorso all’interno di un bilocale in via Spagnolo, nel cuore del centro cittadino. La gip del Tribunale di Crotone Elisa Marchetto, al termine dell’udienza di convalida, ha disposto la misura più afflittiva nei confronti dell’indagato, accogliendo l’impostazione del procuratore Domenico Guarascio e del sostituto Matteo Staccini sulla sussistenza del quadro accusatorio e sul pericolo di fuga. Tuttavia, la decisione del magistrato introduce un primo, fondamentale spartiacque sotto il profilo giuridico: la gip ha infatti escluso l’aggravante della premeditazione, ridisegnando i contorni dell’azione criminosa.
La linea della difesa e il nodo del tempo
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia tenutosi nel carcere di Crotone, l’indagato – assistito dal suo difensore, l’avvocato Luigi Colacino – ha scelto di mantenere la stessa linea tenuta nelle ore immediatamente successive al fermo, avvalendosi della facoltà di non rispondere davanti al giudice. Scena muta, dunque, in attesa che l’impianto probatorio si cristallizzi e che la difesa possa esaminare l’intera mole degli atti d’indagine.
Se sul fronte delle dichiarazioni Sulla ha preferito il silenzio, sul piano strettamente tecnico la difesa ha sollevato un’articolata eccezione in merito alla contestata aggravante della premeditazione, richiamando la consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione. Secondo i principi ribaditi dai giudici di legittimità, affinché possa configurarsi la premeditazione occorre un lasso temporale ampio tra l’ideazione e l’esecuzione del delitto, accompagnato da una ferma e ininterrotta risoluzione criminosa, capace di resistere a possibili ripensamenti o al naturale attenuarsi della spinta emotiva. Un elemento che, secondo la valutazione della gip, non troverebbe riscontro nel modus operandi di Sulla, riconducibile piuttosto a una sequenza concitata e ravvicinata nel tempo, innescata da una spirale di tensioni esplosa nell’arco di poche ore.
Dalla festa al sangue: voleva “difendere” la ragazza di Kapterv
Dagli elementi emersi nel provvedimento, la tragica catena di eventi prende forma a partire da un contesto conviviale segnato dall’abuso di sostanze alcoliche. All’origine del dramma non ci sarebbe stata una pianificazione a tavolino, bensì un alterco scoppiato nel corso di una festa di compleanno in famiglia. Una lite che avrebbe avuto successivamente un’appendice per le vie del centro. In quel contesto informale, dove le vite dei due giovani si incrociavano a causa di una rete di affinità – il padre della compagna di Sulla ha una relazione con la madre della compagna della vittima – gli animi si sarebbero surriscaldati improvvisamente.
Sulla avrebbe addebitato a Kapterv un presunto “cattivo comportamento” o presunti maltrattamenti nei confronti della propria ragazza (la compagna dello stesso Kapterv). Un’ipotesi di difesa morale o di ingerenza distorta che, complice i fumi dell’alcol, ha trasformato un banale attrito verbale in un’ossessione violenta. Dopo lo scontro in piazza, il ventottenne si sarebbe diretto con determinazione verso l’abitazione in cui si trovava il ventiduenne, al civico 9 di via Spagnolo.
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Pochi passi prima di accasciarsi in cucina
I rilievi del Nucleo investigativo dei carabinieri di Crotone avevano già escluso segni di effrazione o colpi di spalla sulla porta d’ingresso. Sulla avrebbe bussato con insistenza, spingendo il giovane bulgaro ad aprire. Una volta varcata la soglia, il ventottenne ha estratto l’arma da fuoco ed ha sparato due colpi a distanza ravvicinata, raggiungendo Kapterv al petto e all’addome e lasciandolo privo di vita sul pavimento della cucina. L’ipotesi degli investigatori è che la vittima abbia tentato un estremo ed inutile riparo all’interno delle mura domestiche prima di essere raggiunta e sopraffatta. Il corpo era riverso in cucina, quando sono giunti i carabinieri.
Si cerca l’arma del delitto
Se l’ordinanza della gip fissa i primi punti fermi dell’inchiesta – escludendo la premeditazione ma confermando la gravità degli indizi e le esigenze cautelari – le indagini dei carabinieri coordinati dalla Procura proseguono. In primo luogo, c’è la ricerca dell’arma del delitto, della quale Sulla si sarebbe disfatto durante la breve fuga a piedi per le vie del centro, conclusasi con il suo rintraccio nei pressi del cimitero cittadino da parte dei militari. Gli accertamenti proseguono senza sosta per recuperare la pistola ed eseguire i necessari esami balistici, destinati a comparare i proiettili repertati durante l’autopsia eseguita dal medico legale Massimo Cardamone.
Esclusa l’aggravante che apre la strada all’ergastolo
L’attenzione degli investigatori rimane concentrata anche sulla ricostruzione precisa, minuto per minuto, dei movimenti dell’indagato prima di presentarsi alla porta di via Spagnolo e nelle fasi immediatamente successive al delitto. In questo quadro, il lavoro dei militari dell’Arma si sta concentrando sull’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona, oltre che sul vaglio dei tabulati telefonici e dei profili social dell’indagato. Proprio la dimensione psicologica di Sulla e il suo vissuto relazionale rimangono sotto la lente d’ingrandimento, per comprendere se dietro la lite di quella notte vi fossero risentimenti pregressi e una gelosia morbosa già manifestata in precedenza.
Per il momento, il quadro giudiziario si assesta su una contestazione di omicidio volontario “semplice”, spogliato dell’aggravante che potrebbe spalancare la strada all’ergastolo. Una prima vittoria tattica della difesa. Intanto, gli investigatori continuano a scavare per fare piena luce su ogni singola ombra di un’alba di sangue.
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Omicidio di Cutro, fermo convalidato ma cade la premeditazione