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Omicidio a Villetta Di Negro, vittima e assassino erano insieme dall’alba: resta il giallo sul movente

  • Postato il 3 giugno 2026
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  • Di Genova24
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Omicidio a Villetta Di Negro, vittima e assassino erano insieme dall’alba: resta il giallo sul movente

Genova. Sabato mattina  assassino e vittima sono stati insieme almeno quattro ore fuori e poi dentro villetta Di Negro, prima che Cisse Camara scatenasse la sua furia omicida contro Paolo Alberto Pietro Signor. Ma cosa sia accaduto in quel lungo tempo passato nella parte alta e più nascosta del parco ancora non si sa. Addirittura i due alla Villetta ci sono arrivati insieme e non è escluso che abbiano magari passato la notte in qualche bivacco di fortuna. Entrambi erano infatti senza una dimora fissa, Pedro ‘l’artista’ e Camara, richiedente asilo con il casellario giudiziario pulito ma diversi precedenti di polizia.

Le telecamere li inquadrano alle 6 del mattino davanti all’ingresso. Poi entrano, alle 6.25, uno accanto all’altro senza apparente tensione. I carabinieri diretti da Marco Alesi stanno cercando di andare a ritroso, per capire quanto i due si conoscessero e quale possa essere il movente del delitto.

I frame che riprendono l’aggressione e il delitto, poco dopo le 10, non hanno l’audio e i testimoni hanno solo sentito delle urla di aiuto e poi hanno chiamato il 112.

L’autopsia sul corpo della vittima è stata eseguita lunedì. I risultati non sono ancora noti ma dai primi riscontri sembra che a causare la morte del 48enne sia stato un taglio profondo e lungo tre centimetri appena sotto la giugulare che ha provocato una grave emorragia. Altre quattro ferite, inferte probabilmente con un coccio di bottiglia, non hanno attinto zone vitali.

Dai primi accertamenti si apprende che Signor aveva una patologia al cuore, ma questo incide sul reato contestato al suo assassino, vale a dire l’omicidio volontario, visto che il senegalese ha colpito la vittima mirando a una zona vitale.

A chiarire il movente, almeno per ora, non potrà neppure essere l’assassino. Cisse Camara, difeso dall’avvocato Filippo Guiglia è tuttora ricoverato in gravi condizioni per una forma aggressiva di polmonite che sarebbe stata causata dall’abuso di sostanze stupefacenti. Al momento quindi l’interrogatorio è rinviato a data da destinarsi. Il legale è andato due volte in ospedale ma Camara è sedato e non è in condizioni di parlare.

Autore
Genova24

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