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Oltre l’inverno dell’anima: la fioritura pop di Rossella

  • Postato il 23 giugno 2026
  • Musica
  • Di Paese Italia Press
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  • 4 min di lettura
Oltre l’inverno dell’anima: la fioritura pop di Rossella

C’è un momento preciso in cui la musica smette di essere un rifugio e diventa una necessità biologica, l’unico modo possibile per sopravvivere a un “inverno dell’anima”. Per Rossella, quel momento è coinciso con la nascita di “Girasole d’inverno”, il suo nuovo singolo nato dalla sinergia con il produttore Tommaso Sgarbi per l’etichetta RED&BLUE. Un brano dal respiro cinematografico che fotografa perfettamente il contrasto tra la paura di esporsi e la liberazione emotiva.

Reduce da un anno straordinario che l’ha vista conquistare i palchi del TEDxFrosinone, i passaggi su Rai e Sky, e forte degli oltre 10 milioni di visualizzazioni del suo format virale MusiVersi — capace di unire poesia, spoken word e pop-rock melodico con la disarmante spontaneità di un messaggio vocale inviato a un’amica — la cantautrice si mette a nudo in questa intervista. Ci racconta il viaggio che l’ha portata a sconfiggere un passato di invisibilità, trasformando la vulnerabilità in una fioritura potente e necessaria.

Il titolo “Girasole d’inverno” racchiude un contrasto fortissimo. Nella cover art curata da Alessia Paris ti vediamo splendere in mezzo alla neve, ribaltando ciò che accade normalmente in natura. Qual è stato il momento esatto in cui hai capito di aver superato il tuo “inverno dell’anima” e come sei riuscita a trasformare quella vulnerabilità in una fioritura così potente?

Dopo l’università, grazie all’analisi, sono riuscita a riallinearmi a me stessa e ad uscire dallo stato di crisi in cui ero caduta per una serie di fattori che andavano dalla vita privata, a quella relazionale, fino a quella professionale. La musica non era un hobby, chiedeva che la chiamassi per nome, quando l’ho fatto, ho capito che se senti dentro una missione, la tua vita può distruggerti quando non la segui.

Questa frase del testo descrive una sensazione di invisibilità in cui molti ragazzi e ragazze oggi si rispecchiano. Hai dichiarato che scriverla ti ha fatto male: quanto è stato difficile “farti ritrovare” dal mondo e in che modo la musica ti ha aiutato a riconquistare la tua vera voce?

Sicuramente è stato difficile, ho avuto un passato molto difficile nell’ambito dei rapporti umani ed era tutta la vita che portavo un senso di invisibilità addosso. La musica è stata la scintilla che mi ha tenuta in vita.

Musicalmente il brano ha un respiro cinematografico, nato dalla sinergia con il produttore Tommaso Sgarbi. Come avete lavorato in studio per tradurre questa alternanza tra la paura di restare feriti (rappresentata dall’arpeggio iniziale) e la successiva liberazione emotiva che esplode nel ritornello?

Avevo un’idea chiara, che era quella di trasportare il contrasto emotivo anche nell’arrangiamento. Tommaso è stato bravissimo a tradurmi e ha aggiunto delle chicche sue che caratterizzano tanto il brano. Ci siamo parlati tanto e lui ha dato sensibilità e forza espressiva ad una canzone che mantiene la tradizione con degli strumenti suonati a cui ha aggiunto un sound design speciale.

Con il format MusiVersi hai intercettato un bisogno enorme di parole autentiche, superando i 10 milioni di visualizzazioni. Secondo te, qual è il segreto di questo format e come si inserisce questa tua urgenza di fondere poesia e spoken word all’interno del sound pop-rock melodico che caratterizza i tuoi singoli?

I MusiVersi nascono quasi per caso da una mia esigenza espressiva. Mi è venuto naturale fondere parole e musica, sono una persona a cui piace tanto parlare e mi interessava raccontarmi di più, espandere i concetti che scrivo nelle mie canzoni e parlarne in modo poetico e al contempo come se mandassi un messaggio vocale ad un’amica. Questi testi nascono come un flusso e spesso da questo flusso estrapolo frasi per le mie canzoni o viceversa. Mi sono messa molto a nudo e ho cercato di essere sincera e questa autenticità è stata premiata perché mi ha dato la possibilità di ricevere tanto affetto di cui sono tanto grata. 

Dal debutto con “SEMPRE” fino ai passaggi in Rai, a Sky e al palco del TEDxFrosinone, l’ultimo anno è stato una vera e propria scalata. Guardando indietro alla Rossella che studiava canto e pianoforte da bambina, qual è la lezione più importante che hai imparato in questi mesi di grandissimi cambiamenti e cosa dobbiamo aspettarci dopo “Girasole d’inverno”?

La lezione più importante che ho imparato è che non posso pensare la vita, ma devo sempre buttarmi, anche quando la paura mi mangia. Aver preso il coraggio di uscire con le mie canzoni mi ha insegnato che se si ha fede in quello che si fa, la vita ci appoggia. Torna il concetto della fiducia e questa è anche “GIRASOLE D’INVERNO”, un invito a sprigionare le emozioni, ché tenersele dentro fa solo male.

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Paese Italia Press

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