Oltre i banchi: quando la psicologia incontra il mondo dei ragazzi, l’esperienza all’Istituto Falcone di Loano
- Postato il 17 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Loano. Parlare agli adolescenti non è mai una semplice trasmissione di informazioni, ma un delicato esercizio di sintonizzazione. È questo il cuore del progetto che ha visto protagonista la dottoressa Lara Catanese, psicologa e psicoterapeuta, insieme all’équipe dell’Aps “Non Parto di Testa” composta dalla dottoressa Gallione, dalla dottoressa Guidubaldi, dalla dottoressa Brezza e dal dottor Limonta, tra i corridoi e le classi dell’istituto Falcone.
Un dialogo vivo: emozioni e resilienza
Gli incontri, incentrati su pilastri fondamentali come le emozioni, la resilienza e l’empatia, hanno registrato una partecipazione straordinaria. Non si è trattato di lezioni frontali, ma di un confronto autentico che ha visto i ragazzi protagonisti attivi, pronti a mettersi in gioco e a condividere il proprio pensiero .
“Dobbiamo trovare il modo, l’approccio e il linguaggio adatto per parlare ai ragazzi – spiega la dottoressa Catanese – Solo facendo questo troviamo il canale reale per entrare in contatto con loro. È in quel momento che avviene la magia: si attiva uno scambio profondo e ci permettono, finalmente, di entrare nel loro mondo.”
Secondo la psicoterapeuta “nel parlare coi ragazzi è fondamentale che l adulto non si ponga come giudice, ma come un conduttore autorevole e affidabile. In un’epoca dominata dal virtuale, creare un contatto visivo, mostrare motivazione e interesse genuino verso l’altro diventano atti rivoluzionari. I ragazzi hanno bisogno di essere visti. Quando l’adulto sa farsi guida di cui potersi fidare, le barriere cadono e lasciano spazio a una crescita collettiva”.
“Iniziative come questa dimostrano che, quando si parla la lingua dell’empatia, la scuola diventa molto più di un luogo di studio: si trasforma in uno spazio sicuro dove la resilienza non è solo un concetto teorico, ma una pratica quotidiana condivisa. La gratitudine espressa dagli studenti al termine degli incontri è la prova che il bisogno di ascolto e di connessione umana resta la priorità assoluta per le nuove generazioni”.
“Un ringraziamento doveroso va al dirigente scolastico, Laurenzano Mosè, per la sensibilità dimostrata e per aver reso possibile questa iniziativa, offrendo ai ragazzi un’importante opportunità di ascolto e crescita personale all’interno delle mura scolastiche. Si ringraziano, inoltre, i docenti dell’istituto Falcone per l’accoglienza riservata all’équipe e per aver permesso lo svolgimento di questi incontri. È proprio attraverso la creazione di questi spazi che la scuola può confermarsi come un luogo attento non solo alla didattica, ma anche al benessere emotivo delle nuove generazioni”.