Olimpia Milano, che strana annata: rivoluzione in vista dopo il triplete nazionale. La Virtus riparte da Mumbrù
- Postato il 19 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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Alla fine è andata proprio come tutti pensavano che sarebbe andata a finire. Con l’Olimpia Milano pronta a cucirsi il 32esimo tricolore al petto e la Reyer Venezia uscita tra gli applausi del proprio pubblico, quello del Taliercio, consapevole che più di così i ragazzi di Spahija non avrebbero potuto fare. E aver trascinato l’EA7 a gara 4 è di per sé già qualcosa di cui andar fieri: troppo evidente la superiorità (specie a livello di budget) per ritenere che ci potesse essere un finale diverso da scrivere. Perché ha impiegato forse più tempo del previsto per ritrovare la via maestra, ma alla fine Milano la strada che l’ha ricondotta sul trono nazionale ha saputo comunque intercettarla, prima che fosse troppo tardi.
- Poeta, esame superato: primo titolo (e che cambio di passo)
- Rivoluzione alle porte: saluterà quasi tutto il quintetto
- Virtus, è Mumbrù il nuovo coach: ha vinto EuroBasket 2025
Poeta, esame superato: primo titolo (e che cambio di passo)
Guardando la bacheca, la stagione 2025-26 passerà agli annali come una delle migliori di sempre. Perché alla fine contano le coppe, prima ancora che le prestazioni, gli umori e le partite: il triplete domestico certifica la superiorità sul suolo nazionale dell’Olimpia, tanto da far dimenticare anche la traversie che hanno portato a un certo punto della stagione a convincere Ettore Messina a passare la mano in favore di Peppe Poeta.
Che dopo aver centrato le LBA Finals lo scorso anno con Brescia (battuto 3-0 dalla Virtus) non ha sofferto di vertigini quando è passato dal ruolo di vice a quello di capo allenatore di Milano. Che ha condotto al successo il Coppa Italia e poi, dopo un’entusiasmante cavalcata play-off, anche allo scudetto.
E in qualche modo nella post season si è avuta tutta la sensazione di superiorità che l’EA7 sprigionava alla sola lettura dei roster: dove fosse finita fino ad aprile è difficile dirlo, ma di sicuro, seppur tra qualche buona contraddizione, l’Olimpia sapeva di essere la più forte. E l’ha dimostrato sul campo, uscendo alla distanza, con la mano del giovane allenatore che s’è manifestata in modo netto e inequivocabile quando la posta in gioco s’è alzata.
Rivoluzione alle porte: saluterà quasi tutto il quintetto
Il 32esimo titolo della storia meneghina suggella un’annata però complessa e complicata. L’ennesimo flop in Eurolega, arrivato ben prima dei play-off che hanno portato al titolo nazionale, ha finito per dare il là a una rivoluzione annunciata, tanto che sorprende vedere 4/5 del quintetto appena laureatosi campione d’Italia destinato a volgere lo sguardo altrove quando si tornerà a sudare in palestra.
Quinn Ellis, decisivo nel finale di gara 4, è stato il primo ad annunciare il trasferimento in NCAA, a St. John’s. Armoni Brooks, eletto MVP dei play-off scudetto (a inizio stagione era praticamente fuori rosa…), si aggregherà all’Asvel Villeurbanne di Tony Parker, deciso a farsi valere nei piani alti dell’Eurolega. Josh Nebo è già promesso sposo del Barcellona, mentre Zach LeDay ha già stampato il biglietto che lo riporterà a Belgrado, sponda Partizan, pronto a riportare la compagine serba nei piani alti del continente. Ed è notizia delle ultime ore anche quella relativa alla possibile dipartita di Shavon Shields, che Poeta nell’ultima parte di stagione ha “reinventato” in un ruolo diverso dal passato, meno tiratore e più difensore (un ruolo che ha pagato dividendi).
Shields è all’Olimpia da 6 stagioni: dovesse salutare anche lui, la fine del ciclo sarebbe conclamata. Con la valigia in mano c’è anche Nico Mannion, nonostante l’ottima resa nei play-off, mentre sanno di avere già la conferma in tasca gli italiani Ricci, Diop, Tonut e Flaccadori, oltre a Bolmaro (redento lungo la via che conduceva allo scudetto) e il discusso Guduric, che pure non ha convinto nessuno nel corso della stagione.
Virtus, è Mumbrù il nuovo coach: ha vinto EuroBasket 2025
La rivoluzione, insomma, bussa alle porte e promette una nuova stagione all’ombra della Madonnina. Come quella che attendono di vivere a Bologna, dove la Virtus ha deciso di ripartire da un tecnico al debutto assoluto sul palcoscenico italiano: si tratta di Alex Mumbrù, 47 anni, un passato nei principali club spagnoli prima di guidare Bilbao Berri e Valencia e decidere di sedere sulla panchina della Germania, portata al successo a EuroBasket 2025.
Mumbrù proseguirà con il doppio incarico e la nuova Virtus potrebbe ripartire da pedine come Rasheed Bello, Kevin Kokila, Tommaso Baldasso e Davide Casarin, tutti pronti a vestire la maglia delle Vu nere. Tanti gli addii previsti, mentre tra i confermati sicuro il nome di Daniel Hackett.