“Oggi non ti perdonano più niente, se non sei al massimo te lo fanno notare. Con i social è come fare sempre un esame. E io non posso assimilare il cantare al fare un esame”: parla Giorgia
- Postato il 5 settembre 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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“Ho iniziato perché per me era naturale. Poi, quando cominci a farlo per lavoro diventa un’altra cosa”. Giorgia ha cominciato a cantare da giovanissima, adolescente. Il pubblico la ascolta da 32 anni. Ma “la difficoltà è proteggere quella scintilla dell’inizio, cercare di mantenerla intatta malgrado le logiche discografiche, i numeri, i soldi, le copie vendute”, rivela in un’intervista a Il Venerdì di Repubblica.
Lei continua a faro con passione, che però “si porta dietro delle paure, e il canto è una forma di conoscenza di se stessi“. Con il microfono in mano, l’artista romana ha scoperto “di essere meno forte ma forse più coraggiosa di quel che credevo. In questi ultimi anni ci sono stati momenti difficili, ma non mi sono arresa“. Si è rimessa a studiare, a “lavorare sullo stile di canto”. Si è cimentata sul palco anche in altre vesti, alla conduzione di X Factor.
Cantare è il suo primo grande amore. Ma la stanca “molto spesso, a seconda dei momenti della vita. Soprattutto adesso, è ancora più faticoso. Tante volte ho detto basta“. Il motivo è che oggi, il canale “è molto collegato all’apparire, e al vendere. Si può comunque fare un discorso artistico, ma se vuoi essere in questo tempo, devi tenere conto di una serie di ‘logiche’. In alcuni periodi, lei ha anche fatto “quello che volevo, li ho pagati“. Ha ricominciato a scrivere e ha trovato coerenza con se stessa e con la contemporaneità.
Anni fa, aveva pensato di darsi un termine. Un giorno oltre il quale avrebbe smesso. “L’ho già superato. Volevo cambiare lavoro quando avevo 26 anni, poi a 35“, ha spiegato. E ha aggiunto che, una scadenza, se la pone sempre: “Non vorrei fare concerti mentre il mio corpo cade. Non voglio continuare a cantare a oltranza quando sarò più vecchia. Voglio farlo fino a che la voce regge e mi somiglio, altrimenti no”. Tra 30 anni per esempio, non si immagina sui palchi a cantare: “Se ci dovessi arrivare, penso di no. Guardavo Ornella Vanoni cantare e la trovavo perfetta anche a 90 anni. Io non credo che sarò così”.
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