Nuovo stadio Ferraris, si tratta con Genoa e Sampdoria: troppo alti i contributi chiesti al Comune
- Postato il 10 gennaio 2026
- Altre News
- Di Genova24
- 1 Visualizzazioni

Genova. “Dobbiamo sicuramente trattare, però tratteremo”. La sindaca Silvia Salis, a margine della cerimonia per l’arrivo della fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026 a Genova, conferma che la proposta di Genoa e Sampdoria sarà il punto di partenza per la riqualificazione dello stadio Ferraris. Ma il piano economico-finanziario, che prevede un contributo di 26,6 milioni di euro a carico del Comune di Genova in cambio di una concessione di 99 anni, andrà certamente rinegoziato.
Il 6 gennaio sono scaduti i 60 giorni minimi per raccogliere eventuali proposte concorrenti da parte di altri soggetti privati. Trattandosi di un termine non perentorio, la conferenza dei servizi preliminare non si è ancora chiusa. Al momento, però, non sono pervenute altre offerte per il restyling. Salvo sorprese, quindi, il partner di Tursi sarà proprio Genova Stadium, la società costituita dai due club genovesi entrambi al 50%, sulla base del progetto dell’architetto Hembert Peñaranda.
Le condizioni economiche poste dalle società, tuttavia, non soddisfano il Comune. Se l’impostazione restasse questa, la proposta non riceverebbe la dichiarazione di interesse pubblico. E la partita Ferraris si arenerebbe sul nascere spegnendo ogni speranza – già piuttosto remota – di ospitare gli Europei del 2032.
Genoa e Sampdoria vorrebbero che Tursi si accollasse 19 milioni in conto capitale da erogare in base all’avanzamento dei lavori e 7,2 milioni sotto forma di mancati introiti per l’azzeramento del canone nei primi 50 anni.
Un’impostazione che sarebbe tutta da rivedere, ha fatto capire la sindaca Salis: “Ovviamente quella cifra va abbassata”. Anche perché gli stessi oneri Tursi avrebbe dovuto affrontarli vendendo lo stadio Ferraris a Cds Holding per soli 14 milioni, motivo per cui la nuova amministrazione ha cambiato strategia.
Dal canto loro i club ci metterebbero oltre 100 milioni (la cifra esatta non è specificata) per restituire un impianto adeguato alla categoria 4 delle norme Uefa, con una capienza garantita di 32mila posti, adatto a ospitare anche grandi eventi musicali e funzioni commerciali. Ma per un secolo godrebbero del diritto di superficie, che equivale quasi alla proprietà. La differenza rispetto alla vendita è che Tursi, in caso di fallimento della società di gestione, potrebbe riacquisire piena disponibilità dell’immobile. Per questo Salis ritiene comunque vantaggiosa la strada della concessione.
Comunque la questione dovrà risolversi in tempi relativamente brevi, visto che l’obiettivo era sviluppare il progetto entro giugno e iniziare il primo lotto della ristrutturazione non oltre il 2026. Anzi, sulla tabella di marcia che Salis aveva dettagliato all’ultimo Salone Nautico c’è già qualche mese di ritardo, perché entro l’anno scorso doveva essere dichiarato il pubblico interesse. A dicembre la sindaca aveva corretto il tiro in commissione consiliare, fissando a gennaio la scadenza per la procedura. Entro luglio, inoltre, si saprà se Genova sarà stata scelta per Euro 2032. In ogni caso servirà entro l’estate un piano di fattibilità tecnico-economica che dovrà essere valutato dal comitato organizzatore.
Il progetto Peñaranda: nuovi volumi all’esterno e negozi al piano strada
La proposta depositata sembra ricalcare in tutto e per tutto quella presentata dai club nel 2024 con progetto di restyling firmato dall’architetto Hembert Peñaranda. Quell’elaborazione, di cui erano circolati numerosi render, prevedeva lo spostamento delle scale all’esterno delle tribune e dei distinti (con una copertura aggettante), creazione di sky box e spazi polifunzionali nelle aree così liberate, un nuovo settore ospiti nell’anello superiore dei distinti con accessi indipendenti, locali commerciali al piano strada, rivestimenti luminosi sulle iconiche torri angolari.