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Nuovo stadio Ferraris, Beghin risponde ai commercianti: “Allarmi ingiustificati, creerà una nuova economia per il quartiere”

  • Postato il 22 maggio 2026
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  • Di Genova24
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Nuovo stadio Ferraris, Beghin risponde ai commercianti: “Allarmi ingiustificati, creerà una nuova economia per il quartiere”

Genova. Continua il dibattito cittadino sul futuro dello stadio Luigi Ferraris di Marassi, al centro di un ambizioso progetto di riqualificazione che potrebbe introdurre all’interno della struttura nuove funzionalità, tra cui quelle commerciali. Nei giorni scorsi Confcommercio e i Civ del quartiere avevano espresso grande preoccupazione sull’impatto sul tessuto commerciale del quartiere, paventando un vero rischio di desertificazione e di “esplosione della bolla di Marassi”.

Un allarme che ha fatto discutere, soprattutto alla luce di recenti rigenerazioni urbane avvenute con la nascita di nuove aree destinate alla grande distribuzione, con risultati ancora da verificare. Oggi, a rispondere ai commercianti è l’assessore al commercio del Comune di Genova Tiziana Beghin, che in qualche modo prova a disinnescare le polemiche, analizzando la peculiarità del fascicolo “Ferraris”. Secondo l’esponente della giunta, infatti, i timori legati a un impoverimento del tessuto dei negozi di vicinato non tengono conto delle reali specificità del piano di riqualificazione dell’impianto sportivo. La visione strategica del Comune punta infatti a “trasformare lo stadio in un polo attrattivo moderno”, capace di “generare economie esterne positive per l’intero quartiere attraverso l’attrazione di flussi turistici e sportivi inediti e diversificati”.

“È un allarme secondo me abbastanza ingiustificato – ha commentato l’assessora ai microfoni di Genova24 – Intanto perché siamo ancora in attesa di capire la progettazione. Nelle linee guida è comunque ben esplicitato che le medie superfici sono soltanto tre e saranno esclusivamente di tipo sportivo, quindi non c’è la stessa tipologia di pericolo che si repliche un caso tipo Palasport“.

tiziana beghin
L'assessora Tiziana Beghin

A far cambiare “campo di gioco” sarebbero i numeri: “Nel caso del Palasport, ci si trova di fronte a una dotazione commerciale teorica di circa 15 mila metri quadrati a corredo di una struttura da 4mila posti – osserva Beghin – una struttura, tralaltro, che dal punto di vista sportivo avrà un utilizzo meno strutturato. In quel contesto, l’attività commerciale deve necessariamente attrarre clientela da fuori per reggere. Al Ferraris la dinamica è capovolta – continua Beghin – il Ferraris possiede una capacità attrattiva intrinseca straordinaria, con circa 32mila posti, partite tutte le settimane e la possibiltà futura di ospitare altre grandi eventi, come i concerti – spiega – Bene, su questo insisteranno i circa 10mila metri quadrati complessivi di aree commerciali, peraltro non di dettaglio puro, bensì specializzati, legati allo sport e alla somministrazione, cosa necessaria per i grandi eventi, sportivi e non”.

E proprio sulla presenza di bar e simili all’interno della nuova struttura si erano anche concentrate le critiche del Civ di Marassi, la cui rete della ristorazione oggi è il risultato di una crescita commerciale di tantissimi bar e ristoranti che di fatto vivono anche grazie all’attrattività delle partite di calcio. “E’ però impensabile avere uno stadio moderno senza attività di ristorazione – osserva Beghin – Chiaramente però questo è un tema che l’amministrazione affronterà in un percorso condiviso con il territorio. Però bisogna ricordare che avremo una struttura che non avrà solo vita diciamo domenicale, basata sull’afflusso dei tifosi dei Genoa e Samp”.

Qui sta, secondo la giunta, il nodo del cambio di paradigma a cui bisogna lavorare per il nuovo stadio. L’obiettivo è, infatti, quello di trovare una continuità di utilizzo, che superi la logica esclusivamente calcistica: “Si sta parlando della riqualificazione di uno stadio che potrà poi essere vissuto molto più spesso con molti più eventi e molti più giorni e che al suo interno ha 10mila metri quadrati di aree commerciali che chiaramente non saranno negozi puri, ma di genere sportivo – ribadisce l’assessora – Questo per un flusso di 30 mila che non saranno soltanto i tifosi di Genoa e Sampdoria, saranno persone che vengono a vedere concerti, attività diverse, sport diversi”. L’esempio che porta Beghin è il rugby: “Una partita di rugby come quella con l’Argentina che vedremo a novembre rischia di fare il tutto esaurito come altre volte è già successo a Genova, con persone che arriveranno da tutto il nord Italia. Questi sono flussi di persone nuove, quindi potrebbero essere comunque assorbite dal quartiere”.

E poi il nodo mobilità della zona, tema praticamente “centenario” rispetto ad un quartiere, Marassi, che da sempre è costretto a convivere con una servitù di fatto che negli anni ha sempre rappresentato gioie e dolori per il territorio. La strada per il nuovo Ferraris è ancora lunga, ma la discussione è già aperta: per i residenti il tempo è scaduto, per i commercianti si andrà al golden goal. Bisogna adesso “solo” capire le squadre in campo.

Autore
Genova24

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