Nuovi dazi Usa, perchè l'Europa tira un sospiro di sollievo
- Postato il 25 luglio 2026
- Estero
- Di Agi.it
- 0 Visualizzazioni
- 5 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Nuovi dazi Usa, perchè l'Europa tira un sospiro di sollievo
AGI - La nuova ondata di dazi statunitensi annunciata dal presidente Usa Donald Trump contro 60 partner commerciali ha suscitato inevitabilmente le reazioni internazionali.
Le nuove tariffe, comunicate dall'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, prevedono aliquote del 10% o del 12,5% su una vasta gamma di prodotti importati.
La spiegazione Usa ai dazi
Washington motiva il provvedimento con la necessità di contrastare l'ingresso di merci realizzate con lavoro forzato. A partire da oggi scadono i dazi temporanei previsti dalla Section 122 (in vigore dallo scorso 24 febbraio) ed entrano ufficialmente in vigore le nuove disposizioni della Section 301. Il cambiamento fondamentale risiede nella modalità di calcolo: mentre la normativa precedente prevedeva un dazio del 10% da sommare al dazio base MFN (Most Favored Nation), la misura odierna fissa un tetto massimo complessivo del 10%.
La reazione europea
Per l'Europa non è una brutta notizia, perché le nuove soglie rimangono sotto quelle concordate un anno fa a Turnberry, in Scozia, pari al 15%. Bruxelles, pur criticando la scelta Usa, ha fatto sapere fin dalle prime ore del mattino che li avrebbe accettati, purché Washington rispettasse il tetto massimo complessivo sulle tariffe. La risposta della Commissione è affidata al portavoce per il Commercio, Olof Gill, che dichiara: "L'Ue valuta positivamente il fatto che tale esito sia in linea con gli impegni tariffari degli Stati Uniti concordati nell'ambito della dichiarazione congiunta Ue-Usa" e che cio' "fornisce uno slancio positivo per proseguire il lavoro volto a esplorare ulteriori esenzioni tariffarie e ad approfondire la cooperazione in un'ampia gamma di settori, tra cui le risorse naturali critiche (CRM), la sicurezza economica, l'intelligenza artificiale e le questioni digitali".
"L'Ue ha già adempiuto alla propria parte dell'accordo, poiché gli impegni tariffari dell'Ue sono entrati in vigore il 1 luglio 2026. In prospettiva, l'Ue si aspetta che gli Stati Uniti continuino a rispettare i termini della dichiarazione congiunta Ue-Usa, anche per quanto riguarda eventuali misure correttive nell'ambito di ulteriori indagini ai sensi della Section 301. Ciò è essenziale per garantire ai nostri mercati la stabilità e la prevedibilità di cui hanno bisogno", ha concluso.
Un "leggero" sospiro di sollievo
Anche il presidente della Commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo, Bernd Lange, che ha seguito da vicino il dossier dazi, ha tirato un sospiro di sollievo: "Ci eravamo preparati al peggio, ma non è andata cosi'. La configurazione concreta dei nuovi dazi sui prodotti dell'Ue è migliore del previsto e mi sorprende decisamente in senso positivo. Se questa impressione dovesse confermarsi, l'Europa si troverebbe addirittura in una posizione migliore rispetto all'accordo scozzese. È quindi lecito tirare un leggero sospiro di sollievo, ma non è ancora il momento di abbassare la guardia".
Sulla stessa linea anche Lucio Miranda di ExportUSA, la società di consulenza che supporta le aziende italiane nel processo di internazionalizzazione verso il mercato americano. Secondo Miranda, "il cambiamento fondamentale risiede nella modalità di calcolo: mentre la normativa precedente prevedeva un dazio del 10% da sommare al dazio base MFN, la misura odierna fissa un tetto massimo complessivo del 10%". A guadagnarci sono diversi beni europei che vedono scendere le tariffe, come compressori industriali, pompe meccaniche e macchinari per refrigerazione, che passano da 14,2% a 10%.
Continua a leggere...