“Non videro l’incidente sulla A26 e per questo non prestarono soccorso”: poliziotti assolti in appello
- Postato il 17 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Non si erano accorti dell’incidente in autostrada e per questo non si erano fermati a prestare soccorso, né avevano chiamato la centrale operativa. Così, ribaltando la sentenza di primo grado, la Corte d’appello di Genova ha assolto due poliziotti genovesi, in servizio alla polizia di frontiera, accusati di omissione di soccorso.
L’incidente, che era costato la vita a Mario Giglio, 73 anni, risale al 9 gennaio 2024. L’uomo sull’autostrada A26 tra Masone e lo svincolo per la A10 aveva tamponato un camion in galleria. La sua Yaris era finita contro un muro e poi si era traversata sulla corsia di destra, che era chiusa al traffico per la presenza di un cantiere. Il cofano si era poi incendiato. Giglio era stato estratto dall’auto dai vigili del fuoco. Le sue condizioni non erano apparse subito gravissime: era stato portato in ospedale in codice giallo, ma si era aggravato ed era morto al Villa Scassi qualche ora dopo.
Circa un minuto e mezzo dopo l’impatto i due poliziotti erano passati con l’auto di servizio, mentre rientravano a Genova dalla Val di Susa percorrendo la corsia più veloce.
I due agenti – assistiti dall’avvocata Rachele De Stefanis – quando un mese dopo avevano ricevuto l’avviso di garanzia, non avevano neppure capito di cosa si trattasse. Di quell’incidente non avevano alcun ricordo, come avevano spiegato anche alla pm Federica Paiola quando si erano sottoposti all’interrogatorio. Avevano raccontato che stavano rientrando da un servizio, andavano piuttosto spediti e stavano chiacchierando tra loro. Quindi non avevano visto l’auto incidentata, il camion e neppure un paio di altre auto ferme con i lampeggianti alla loro sinistra.
In primo grado i due agenti erano stati condannati a una multa da 400 euro ma anche alla pena accessoria della sospensione per un anno dal servizio. Stamattina il processo d’appello, che ha ribaltato la sentenza.
L’assenza di qualsiasi traccia di frenata da parte dell’auto degli agenti è stato probabilmente un elemento utile a sorreggere le dichiarazioni dei poliziotti così come il fatto che le fiamme dal cofano dell’auto di Moglio si sono sprigionate dopo il passaggio dell’auto della polizia. I due questa mattina sono stati assolti “perché il fatto non sussiste”. La procura generale aveva chiesto la condanna riformulando il reato in “omissione di atti d’ufficio”.
“E’ stata una battaglia durata due anni – commenta l’avvocata De Stefanis – ma il diritto è diritto. Già in primo grado la decisione ci aveva lasciati molto perplessi ed ancor più, ci ha lasciati perplessi la richiesta di riqualificare il fatto in un reato ancora più grave. Eravamo determinati ad arrivare fino in Cassazione, se necessario. I miei assistiti erano innocenti, mi hanno sempre detto di sentirsi umiliati dalla contestazione che gli veniva mossa: hanno uno stato di servizio impeccabile e rischiavano di avere l’intera carriera compromessa per qualcosa che non avevano fatto. Sono felice che oggi per loro sia finito un incubo”.