Non c'è Pogacar? Niente paura: Roglic regala alla Slovenia l'oro nella crono. Longo Borghini, altra medaglia di legno
- Postato il 7 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Aspettavano tutti Pogacar, alla fine si sono ritrovati… Primoz Roglic. Che non è l’ultimo del mazzo e che anzi ha nobilitato eccome l’ultima giornata di gare agli Europei di Lubiana. Regalando alla Slovenia quell’oro che sin qui era mancato, e mitigando in parte anche l’assenza dell’illustre connazionale, col quale magari avrebbe potuto mandare a referto una bella doppietta (Pogi era il naturale favorito della gara in linea, e come ha spiegato il diesse dell’UAE Mauro Gianetti lui avrebbe voluto correrla per davvero: l’hanno praticamente “costretto” a desistere dall’intento dopo un vivace consulto medico).
- Roglic regala un finale coi fiocchi alla Slovenia
- Longo Borghini, un film già visto: bronzo sfiorato
Roglic regala un finale coi fiocchi alla Slovenia
La crono ha regalato a Roglic una maglia stellata non scontata, ma certamente meritata: il 37enne ormai ex Red Bull Bora Hansgrohe (se lo contendono Tudor Pro Cycling e Lotto Intermarche, con la Movistar sullo sfondo) ha interpretato a meraviglia la parte iniziale della crono, tenendo botta poi in quella centrale e riuscendo a resistere nel finale agli assalti dei più immediati inseguitori. Alla fine s’è imposto con poco meno di 7 secondi su Bruno Armirail, uno dei più attesi di giornata, che cercava la doppietta dopo aver conquistato l’oro anche nella Mixed Relay. Sul podio c’è finito anche l’altro francese Maxime Decomble, staccato di 28 secondi.
A sorpresa, niente medaglia per Stefan Kung, quello che a ragion veduta era forse il favorito di giornata (seppur non così avanti nei pronostici rispetto a Roglic e Armirail): ha chiuso a 35 secondi, alle spalle anche del belga Ilan Van Wilder, di due secondi più veloce. Sesto posto per il danese Kasper Asgreen (a 44 secondi), settima piazza per Marco Frigo, il migliore degli italiani, che ha chiuso una prova decisamente soddisfacente a 55 secondi da Roglic e a 27 secondi dal podio, appena davanti a Soderqvist, Thornley e Romeo. Ha deluso invece Mattia Cattaneo: dato in non perfette condizioni, ha pagato oltre un minuto e 10 secondi di ritardo, chiudendo al 16esimo posto.
Longo Borghini, un film già visto: bronzo sfiorato
Per l’Italia l’ultima giornata di Europei si chiude totalmente all’asciutto di podi. Non sono arrivati risultati eclatanti nelle prove degli Under 23 e degli Juniores, e non è andata bene a Elisa Longo Borghini, che pure aveva a che fare con un novero di atlete fortissime: ha vinto l’oro la svizzera Marlen Reusser, bissando quello mondiale ottenuto a Montreal un paio di settimane fa, con Demi Vollering argento e Julien Berthet bronzo, staccata di 1’10”.
Longo Borghini, che aspirava a una medaglia, ha chiuso al quarto posto, a 6 secondi dal bronzo. Una prova generosa, ma non sufficiente per garantirle quella medaglia che aveva già inseguito in Canada al mondiale, dove anche in quel caso aveva chiuso al quarto posto a soli 5 secondi dal terzo gradino del podio. L’Italia chiude al terzo posto nel medagliere con due ori, due argenti e un bronzo dietro alla Spagna (4 ori: due ne ha portati Hector Alvarez, classe 2006, stesso anno di Seixas e Finn e un futuro da protagonista…) e all’Olanda.