Non capisco perché si parla di pace ‘giusta e duratura’ per l’Ucraina: una pace anche temporanea ora non basta?
- Postato il 1 aprile 2025
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- Di Il Fatto Quotidiano
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di Angelo Palazzolo
Il Presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, su X afferma che “il miglior modo di supportare l’Ucraina è rimanere coerenti con l’obiettivo di supportarla a raggiungere una pace giusta e duratura e questo significa continuare a fare pressioni sulla Russia attraverso le sanzioni”.
Premesso che, per dirla con Ralph Waldo Emerson: “Una stupida coerenza è l’ossessione delle piccole menti”, credo che Costa non sia intellettualmente onesto. L’obiettivo della Ue – fino all’altro ieri – è stato quello di supportare l’Ucraina “fino alla sconfitta militare della Russia”, non fino al raggiungimento di una pace. La parola pace è stata bandita dal vocabolario europeo ed esecrata per tre anni. Guai a Scholz e ad Orbán che hanno provato ad aprire un dialogo con Putin, guai a Papa Francesco che, parlando di pace, si è lanciato in una ricostruzione storica fuori dal coro (“la Nato ha abbaiato nel cortile di casa di Putin”) e ha insinuato il dubbio che in questa storia “manchi Cappuccetto Rosso” e, infine, guai a quegli italiani che si permettono di invocare l’art.11 della loro Costituzione, maledetti paci-finti e filo-putiniani!
Oggi invece anche le élite europee parlano – obtorto collo – di pace… perché? Perché il bullo più bullo del mondo, Trump, riempiendo il vuoto lasciato dall’Europa, sta imponendo la sua pace con la sua forza. Allora i nostri governanti, per salvare la faccia e per non provare quella spiacevole sensazione di dissonanza cognitiva, aggiungono alla parola pace due condizioni: la pace deve essere “giusta e duratura”, tiè! Lasciamo perdere il concetto di “pace giusta”, che nella Storia è un fenomeno semi-sconosciuto, ma qualcuno può spiegare ad un normodotato perché una pace temporanea non può andar bene? È come se ad un disoccupato in cerca di lavoro offrissero un lavoro temporaneo e lui lo rifiutasse perché “o è a tempo indeterminato o niente”. Ma intanto lavora, no? A meno che il lavoro temporaneo ti precluda la ricerca di un lavoro a tempo indeterminato (per sottrazione di tempo ed energie, ad esempio). Ma in che modo una pace temporanea può precludere una pace duratura?
“Una pace temporanea favorirebbe l’aggressore Putin” – rispondono in coro Von der Liar e compagnia belligerante. Non si sa su quali basi, visto che ogni giorno che passa la Russia conquista qualche territorio in più e l’esercito ucraino si avvicina alla disfatta totale (parola di Budanov, capo dell’intelligence ucraina).
I sostenitori del prolungamento del conflitto ad oltranza non stanno facendo altro che danneggiare ulteriormente l’Ucraina, facendo in ultima analisi il gioco di Putin. Anche lui infatti ha ribadito più volte che cerca una pace “giusta e duratura”, così nel frattempo può continuare a fare la guerra e a sventrare l’Ucraina.
La seconda parte del messaggio del Presidente del Consiglio europeo invece parla della necessità di continuare con le sanzioni, ma è dimostrato che le sanzioni hanno sì danneggiato la Russia (anche se molto meno di quanto ci si aspettava!) ma anche l’Europa, che non essendo autonoma dal punto di vista energetico è ora costretta ad acquistare il gas dagli Usa pagandolo molto di più e ottenendo un prodotto qualitativamente inferiore. Tutto ciò mi ricorda tanto il proverbio fiorentino: “Si fa come quello che si tagliò i’ cinci pe’ fa’ dispetto alla moglie”.
È facilmente dimostrabile come le politiche europee degli ultimi tre anni (in ultimo la folle idea del riarmo, che rappresenta un attentato all’idea stessa di pace) siano state una sequela tragicomica di danni significativi all’economia europea e alla qualità della vita dei cittadini europei. Il Presidente Costa e gli altri neo-guerrafondai vogliono essere coerenti? Comincino con il declinare anche alla politica internazionale il principio del Do Not Significant Harm (DNSH): qualunque azione intrapresa in politica estera deve rispettare una conditio sine qua non: non danneggiare significativamente la vita dei cittadini europei. Sarebbe già un bel risultato!
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