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Nomine, lo scontro sulla buonuscita a Di Foggia

In sintesi

Emerge una controversia sulla gestione delle risorse pubbliche nel settore energetico italiano. Giuseppina Di Foggia, in transizione dal ruolo di amministratore delegato di Terna verso la presidenza di Eni, avrebbe concordato un importo di 7,3 milioni di euro come compenso per la cessazione dell'incarico. La questione solleva interrogativi sulla compatibilità dell'accordo con i vincoli normativi di Cassa depositi e prestiti, azienda azionista di riferimento, alimentando il dibattito sulla trasparenza nelle nomine di vertice delle società energetiche strategiche.

Nomine, lo scontro sulla buonuscita a Di Foggia
Nomine, lo scontro sulla buonuscita a Di Foggia

Il caso è scoppiato nel fine settimana, con un articolo del Fatto Quotidiano: Giuseppina Di Foggia, a.d. uscente di Terna e designata alla presidenza di Eni, ha “negoziato una severance, una buonuscita per mancata riconferma, di 7,3 milioni di euro” ma la policy interna di Cassa depositi e prestiti ...

(Politica energetica nazionale | 20/04/2026)

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Autore
Staffetta Quotidiana

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